Matilde Serao. Di quando i giornali li fondavano le donne



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E’ nel pieno successo professionale di lei, in un mestiere fino ad allora popolato solo di uomini, che il marito di lei si innamora di un’altra. Un grande classico. Lui poco dopo darà all’altra una figlia. L’altra, dopo un pressing forsennato su di lui per fargli lasciare la moglie, a un certo punto si suicida.

La piccola bimba abbandonata dalla madre morente sulla porta della casa di lui e di lei, viene amorevolmente accolta da lei. Ma i due non reggeranno l’impatto emotivo e scandalistico per l’epoca di questa drammatica vicenda. E i due si separeranno. E’ il 1891. Lei si chiama Matilde Serao. Con il marito aveva appena fondato un giornale, “Il Mattino” di Napoli, del quale era diventata co-direttrice. La prima direttrice donna di un giornale.

E non si può dire che il primo giudizio di lui, su di lei, fosse stato proprio esaltante. Così Edoardo scriverà di Matilde a un’amica:

Edoardo Scarfoglio scrisse di lei a un’amica:

questa donna tanto convenzionale e pettegola e falsa tra la gente e tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta nell’intimità, tanto vanitosa con gli altri e tanto umile meco, tanto brutta nella vita comune e tanto bella nei momenti dell’amore, tanto incorreggibile e arruffona e tanto docile agli insegnamenti, mi piace troppo, troppo, troppo”.

Alla fine della loro relazione seguirà, qualche anno dopo, anche il volontario allontanamento di lei da «Il Mattino» coinvolto in uno scandalo amministrativo che non risparmierà a Matilde accuse infamanti di corruzione.

Matilde Serao, giornalista, scrittrice, imprenditrice, donna dei primati. Nel 1882 è assunta al «Capitan Fracassa», prima donna redattrice nella storia del quotidiano romano, fonda due giornali «Il Mattino» (insieme al marito Edoardo Scarfoglio nel 1892) e «il Giorno» (1904), sarà poi direttrice di diverse riviste periodiche. Ma soprattutto riesce a infischiarsene di consuetudini,  pregiudizi, usanze e tabù e inaugurerà anche un nuovo modo di fare giornalismo. Diceva Lord Chesterton che

“Il giornalismo consiste principalmente nel dire ‘Lord Jones è morto’ a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo”.

Per lei il giornalismo non è solo cronaca ma è impresa, formazione, testimonianza.

Dopo la fine del matrimonio con Edoardo Scarfoglio arriverà anche un nuovo incontro, quello con Giuseppe Natale, un nuovo amore e la fondazione di un nuovo giornale, «il Giorno». Autrice, scrittrice, narratrice di talento. Fu candidata sei volte, SEI, al premio Nobel per la letteratura, senza ottenerlo mai. Morirà a Napoli nel 1927, a 71 anni.

In giorni e tempi nei quali sul giornalismo spirano venti di tempesta, ricordiamola, questa pioniera coraggiosa e illuminata.

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