Anna Maria Mozzoni, vota pronobis


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Nuova Zelanda, 1893
Australia, 1895
Granducato di Finlandia, 1907
Norvegia, 1913
Russia, 1918
Canada, 1918
Gran Bretagna, Germania, Olanda 1919
Stati Uniti, 1920
Turchia, 1926
Italia, 1 febbraio 1945

Abbiamo trasmesso una breve storia del diritto di voto alle donne. Che in Italia è arrivato con un provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 1945: le donne italiane (con più di 21 anni ad eccezione delle prostitute che esercitavano «il meretricio fuori dei locali autorizzati») hanno potuto farlo  per la prima volta nelle elezioni amministrative del 1946 ma furono dichiarate eleggibili solo con un decreto successivo, il 10 marzo del 1946.

Se alla fine l’abbiamo spuntata lo dobbiamo in gran parte a una donna cocciuta che si chiamava Anna Maria Mozzoni,  che nel 1877, rifacendosi a tutti quelli che l’avevano già ottenuto, presentò una petizione al governo «per il voto politico alle donne», la prima di una lunga serie di bocciature e di No. Morirà nel 1920 senza veder raggiunto il traguardo.

Anna Maria Mozzoni

 

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