Crassssshhhhhh


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“Generosità era la parola che più lo riassumeva. E lo spiega questo aneddoto con il quale lo saluto: eravamo da lui a cena a Roma, mangiavamo tranquilli dell’ottimo cus cus. In tavola c’era un servizio di bicchieri bello e parecchio costoso. Una mia figlia involontariamente ne ruppe uno. La sgridammo, lei si mise a piangere. David si alzò, prese tutti gli altri bicchieri e li fracassò di botto sul pavimento: come un vero spirito rocker.
La grande anima di un uomo si dimostra anche in piccoli episodi di questo genere”.
Angelo Branduardi (qui l’integrale)

Addio, così, a David Zard
Crassssshhhhhh

David Zard

 

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