Marica Branchesi, la donna che sussurrava alle onde gravitazionali


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Il 17 agosto 2017, mentre la maggior parte di noi capta il sole in spiaggia, un’onda gravitazionale viene captata nei laboratori Ligo (negli Usa) e Virgo (in Italia). A ricevere l’allerta sullo smartphone c’è Marica Branchesi: legge e avvisa 95 radiotelescopi di tutto il mondo. E’ grazie a questo “link” tra fisici e astronomi che, in 4 ore, tutte le antenne inizieranno ad orientarsi verso quella parte di cielo. Ed è così che a quel punto verrà scoperta l’onda gravitazionale generata dalla fusione di due stelle a neutroni.

E’ per questo che Marica Branchesi è l’unica astronoma e l’unica donna inserita nei “magnifici 10” del 2017 della Scienza secondo Nature. Marica Branchesi entra così, splendida e splendente, nel  Nature’s 10. Docente al Gran Sasso Science Institute (Gssi), componente del progetto Virgo, quarant’anni, di Urbino, studi di radioastronomia a Bologna su buchi neri e approdo al Politecnico della California, a un certo punto, nel 2013, decide di rientrare grazie a “un progetto di ricerca Firb del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di un milione di euro destinato ai giovani scienziati (…). Era un sogno; potevo coordinare un gruppo tutto mio di ricercatori delle Università di Pisa, Padova e Urbino. Purtroppo queste opportunità nel nostro Paese sono poche».

 

Marica Branchesi

E’ a quel punto che in fuga ci si mette il cervello del marito (nel frattempo ha avuto anche due figli), Jan Harms, un fisico tedesco: nel senso che si trasferisce lui. Oggi entrambi lavorano al Gran Sasso Science Institute

Marica Branchesi, che a ridosso di quell’avvistamento ha lavorato anche 20 ore al giorno. Marica Branchesi, stella di punta della ricerca nel mondo. Un’altra nostra Bright Star.

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