Pizzaiuoli patrimonio della Poppità



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Mo’ che la pizza dei pizzaiuuuoli napoletani è diventata Patrimonio dell’Umanità vorrei giustappunto festeggiuare ricordando di quella volta in cui alla giovane older di anni 8 regalarono uno Smartcoso di un uichendo e lei decise che invece di andare con i suoi ci sarebbe andata “con zia Meri e con lamicasua Grace” eddove? A Napoli.

Senonchè a criatura è celiaca. Ma fu proprio qui la grandezza di Grace e dei piazzaiuuoli napoletani: rendere indimenticabile un uichendo di pizza a una pupa celiaca.

-DRRRRIIIIIINN
-Ciao Grace
-Meripo’ comunque pensavo: meno male che sta trasferta la facciamo insieme alla criatura gluten free e non da sole
-Perché Grà?
-Accussì nun magnamm

L’albergo trovandosi -per dicitura letterale di Grace- in Culonia rispetto alla mappatura preventivata dei giri in centro, acchiappavamo ‘o tassista alla stazione che ci dava in sorte la fila, in verità assai sgangherata, e una volta indicatagli la destinazione Grace esordiva

-Carmelo scusate ma voi, dopo, tenit che ffà? (Dopo avete da fare?)

-Signò no, ch’avvimma fà? (Signora, naturalmente essendo in servizio no, non ho da fare. Perché che dobbiamo fare?)

-Carmè quanto volete per aspettarci e poi riportarci al centro?

-Signò e ditemi voi

Vedevo così nascere la tariffa on demand

-Carmè io credo che per 40 euro ci rientrate che è na bellezza e vi fate pure il pranzo

-Signò facimm 50

-No Carmè 40 e stàmm

-Vabbuò signò. Però io mi chiamo Nico

Una discreta reincarnazione del miglior principe De Curtis ci scarrozzava in su e in giù accompagnando l’illustrazione dei luoghi con estemporanee incursioni in storie e geografie a noi sconosciute ma soprattutto sconosciute a Grace, che napoletana doc è. Insomma proprio un  “Signora sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie” (Totò).

Ora vi risparmio tutto il resto del particolareggiato racconto della 36 ore che però mi riservo di trascrivere in un tomo dal titolo “Anema e cozz” (credo sia un ristorante, racchiude perfettamente tutto in sole 2 parole e 1 congiunzione, praticamente un affare). Permetterete solo un paio di eccezioni culturali e un altro paio culinarie, strada facendo. Qui mi sia consentito dirvi che, dopo una giornata che diosololosa quanto ci ha fatto girare Grace, sfrantecate a dovere, alle sette di sera addormentateci di botto sul letto dell’albergo, realizzavamo che dovevamo prenotare la pizzeria con il gluten free.

DRIIIIIIIIIIINNNNN

-Signò scusate vorrei prenotare per tre per le 20,30, per la guagliona però ci serve la pizza senza glutine

-No, bella, noi il sabato fra le 19,30 e le 21,30 dobbiamo sospendere il senza glutine, venite alle 21,30

-E perché signò sospendete per due ore?

-Perché il sabato sera in quelle due ore ci sta troppa circolazione di farina normale…  s’ammischian effarin

Ed è in quel di Bagnoli, da Gennaro 2, Via Lucio Silla, che abbiamo trovato uno dei servizi più accurati che io, da zia, abbia finora visto nello stivale nel reparto gluten free. Compresa l’ulteriore attesa alle 21,30 che la corpulenta vigilessa e sceriffa di Gennaro2 così  riassumeva

-Signò dovete aspettare almeno un altro quarto d’ora ca stasera ‘a circolazion d’effarin normali è assaie. E nonva bbuon si s’ammischian ‘è ffarin. Assettatev da fòr che vi chiamo io quando migliora ‘a circolazion dentr

Fu un trionfo. Di bontà e di cortesia. Perché quello che davvero ci vorrebbe, dopo l’Unesco ai pizzaiuoli napoletani, sarebbe l’istituzione di un Citrasisco, un Unesco tradotto in napoletano.

Agrodolce

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