Maria Grazia Cutuli, la donna che voleva sapere


Tags: , , ,

Categoria: donne toste   |    No Comments   |   

Il più vicino possibile. Il più vicino possibile alle notizie e ai posti in cui le cose succedono. Così lei voleva stare.

E’ il 19 novembre del 2001 quando Maria Grazia Cutuli si trova il più vicino possibile a Peshawar, sulla prima strada liberata, tra Jalalabad e Kabul. Ed è lì, il più vicino possibile che l’auto su cui viaggia cade in un’imboscata. Muore a 39 anni appena compiuti, uccisa a raffiche di kalashnikov assieme ai colleghi Julio Fuentes, Harry Burton e Azizullah Haidari.

I quattro corpi verranno recuperati il 20 novembre 2001.

Catanese, 39 anni, Maria Grazia era inviata del Corriere della sera. Senza averne la qualifica. Che le viene attribuita dopo la morte. Figlia della precarietà e del coraggio, aveva cominciato la sua carriera nel 1986 nel quotidiano La Sicilia, poi era passata in un settimanale regionale -Sud- quindi il trasferimento a Milano, per la scuola di giornalismo. Nel luglio ‘99 arriva al Corriere della Sera. Che per un giornalista era un po’ come arrivare sull’Everest.

Arriva invece in Afghanistan. Il più vicino possibile a dove le cose stanno succedendo. Muore il 19 novembre: lo stesso giorno in cui esce in prima pagina del Corriere della Sera il suo scoop e suo ultimo articolo: “Un deposito di gas nervino nella base di Osama”.

Gli imputati del suo omicidio sono ancora sotto processo a Roma. Alla sbarra (e collegati in videoconferenza da un carcere del loro Paese d’origine) ci sono Mamur, figlio di Golfeiz e Zar Jan, figlio di Habib Khan, entrambi di etnia Pashtun. Il pm Nadia Plastina ha chiesto per loro la condanna a 30 anni di carcere. Sono già stati condannati nel loro Paese. La sentenza è prevista per il 29 novembre prossimo.

Maria Grazia Cutuli 2

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS