Bella, ciao


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Sulmona, settembre 1943. Guerra intorno e nazisti alle calcagna. Rosina Spinosa, contadina abruzzese con un compagno e due bimbi piccoli, non ci pensa neanche un attimo a salvare la vita di Len Harley, giovane soldato inglese: gli apre la porta di casa e lo nasconde in soffitta.

“Non l’abbiamo fatto soltanto noi – dice Rosina 47 anni dopo – tanta gente del paese ha aiutato quei poveretti. C’era appena stato l’armistizio e dal campo erano scappati in molti verso le montagne”.
Sapeva quel che rischiava?
“Sì, ma siamo gente di buon cuore. Avevo 21 anni e due figli piccoli, mio marito era in guerra. In cuor mio speravo che se fosse accaduto a lui qualcuno avrebbe fatto altrettanto”.

Il fatto è che oggi, grazie a Skype, Rosina Spinosa in Abruzzo e Len Harley a Billericay, nell’Essex, si sono rivisti. Quasi 95 anni lei, 98 compiuti lui.  “Quando i loro visi sono apparsi sugli schermi dei computer, i figli raccontano che mentre si sorridevano e salutavano con la mano gli occhi sono ritornati brillanti”.

La storia la racconta oggi Repubblica e la trovate qui. Lui, scampato il pericolo e finita la guerra, non ha mai smesso di cercarla. Nel 2009 è andato fino a Sulmona, nelle montagne in cui lei l’aveva nascosto. Ma lei era in America. Alla fine, dopo 74 anni, ce l’ha fatta.

Forse Skype non è stato il modo migliore per rivedersi, le chiede Cristina Nadotti di Repubblica
“Lo uso sempre per parlare con le mie nipoti in America, ci sono abituata. Però ho pensato che vorrei vederlo di persona. Len ha continuato a ringraziarmi anche adesso, a ripetere che avevo rischiato la vita per lui”.

E lei?
“Gli ho detto che non avrei potuto fare altrimenti”.

Mentre si cercano prove dell’esistenza del Molise intanto leggetevi quelle dell’esistenza dell’Abruzzo. E del cuore, del gran cuore, dell’Italia.

Ragazza e soldato

Foto Repubblica

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