Dove osano le principesse delle aquile


Tags: , , , , , , ,

Categoria: Andare, donne toste   |    1 Comment »   |   

Lei si chiama Aisholpan Nurgaiv, ha 13 anni, è una nomade kazaka e vive in un nonsisaddove sperduto della Mongolia, in mezzo agli Altai, ai montoni e alle gher. Ma soprattutto alle aquile. Catturarle quando sono piccoli aquilotti e addestrarle alla caccia è una tradizione millenaria. Dei maschi. Ma lei non ci sta. E decide che anche lei, proprio lei, Aisholpan Nurgaiv di anni tredici, lo farà.

I “saggi” del villaggio si ribellano, tutto e tutti le sono contro. Ma suo padre, che evidentemente la conosce bene, non prova nemmeno a dissuaderla: la aiuta direttamente. Fino a portarla a partecipare al Festival delle aquile, l’appuntamento più importante dell’anno, dove si sfidano i migliori. Aisholpan supererà fatica, pregiudizi, ostacoli, il freddo e pure le correnti gravitazionali e sarà la prima addestratrice di aquile. La più brava.

Farà spiccare il volo alla sua aquila e lo farà spiccare un po’ anche a noi. Perché la sua capa tosta in Mongolia e il battito d’ali della sua aquila saranno come quello dell’effetto farfalla nella teoria del caos: piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. Una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro: un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali della farfalla potrebbe causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano chissàddove.

Tanto è vero che quel battito è arrivato fino alle orecchie di Otto Bell, un documentarista inglese, che si è precipitato in Mongolia da Aisholpan e dalla sua storia ha tratto un documentario e un film, La principessa e l’aquila, che esce domani al cinema. La determinazione di Aisholpan Nurgaiv dalla Mongolia sta dunque per atterrare qui. Per farci spiccare il volo, ragazzemie. Che nonostante le apparenze la strada per l’autonomia e soprattutto quella del rispetto è ancora lunga, anche qui.

Eccola, Aisholpan Nurgaiv, al Toronto International Film Festival l’anno scorso:

Principessa Aisholpan Nurgaiv

Di Gordon Correll – Aisholpan Nurgaiv, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=56662590

Ed eccola con la sua aquila nel film:

Principessa aquile

Ecco anche la canzone-guida del film. Contenente un “You can do anything”. Che non è ancora vero. Ma fra qualche battito d’ali di farfalla e qualcuno di aquila magari, invece, sì.

Una Risposta to “Dove osano le principesse delle aquile”

  1. SuperCaliFragili » Blog Archive » Riconoscersi Dice:

    […] Anche Giulio, fotografo, un giorno decide di andare al Festival delle aquile in Mongolia. Tradizione millenaria, la caccia con le aquile, che i kazaki si portano nel Dna insieme a quelle guance rosse di freddo. Si usano aquile quasi sempre femmine perché pesano più dei maschi e sono più aggressive. “La stagione della caccia è l’inverno, quando la distesa di neve impedisce a volpi e lupi di nascondersi. Così, quando i primi fiocchi iniziano a cadere, i burkitshi lasciano le loro case e si dirigono a cavallo verso le montagne, tenendo sul braccio le loro aquile, che possono raggiungere fino agli otto chili” ha raccontato Palani Mohan, un fotografo australiano in un’intervista all’Abc. […]

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS