Maria Mitchell, l’astronoma che gridò “la scienza ha bisogno delle donne” santocielo


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Storie calme di donne inquiete/32

E’ stato ieri sera, quando dalla terrazza di Manu l’ho vista alzarsi immensa, rossa, abbagliante

Luna Manu

La luna da Manu – Foto Meri Pop

che ho pensato a Maria Mitchell (e fino ad allora in verità stavo pensando prevalentemente al ristoro che un bianco ghiacciato può darti in una notte di afa). Maria Mitchell, la prima donna americana a lavorare come astronoma professionista. Maria nata in una famiglia di quaccheri nel 1818 nel Massachusetts, cugina di quinto grado di Benjamin Franklin. Maria curiosa, pioniera, attenta, rivoluzionaria. Maria che scoprì una cometa, la “cometa di Miss Mitchell” e per questo ebbe in premio una medaglia d’oro (gliela consegnò Federico VII di Danimarca). E sulla medaglia di Maria c’era scritto: “Non invano osserviamo il sorgere e il calare delle stelle”.

Già. Non invano. Solo che mentre io sul sorgere e il calare delle stelle al massimo ci fantastico di amore, mentre sulle fasi lunari al massimo ci prenoto la ceretta, Maria no: a 12 anni aiuta il babbo a calcolare il momento esatto di una eclissi anulare, nel 1847 usando un telescopio scopre la cometa, calcolò pure le tabelle di posizioni di Venere, diventa professore di astronomia al Vassar College nel 1865 e sarà la prima persona con questa carica nominata in quella facoltà. Diventa poi Direttrice del Vassar College Observatory. Inizia a insegnare ma viene a sapere che, nonostante il suo curriculum che lèvati, il suo stipendio è inferiore a quello di molti professori più giovani e maschi. Inizia una battaglia per avere l’aumento di stipendio. L’ottiene. E sarà proprio lei a gridare ai suoi colleghi “La scienza ha bisogno delle donne!” santocielo.

Amica di tante suffragette si impegna per il diritto di voto e di proprietà (che le donne quacchere non avevano nonostante ci fosse una considerazione di diritti abbastanza paritari. Tanto per farsi un’idea del caratterino, a un certo punto in segno di protesta contro la schiavitù smette di indossare vestiti di cotone. Maria Mitchell è stata anche la prima donna non religiosa alla quale è stato permesso di metter piede alla Specola Vaticana, l’Osservatorio della Santa Sede. A patto che se ne andasse al tramonto. L’ora di andare a osservare le stelle. Ma altrove.

Muore nel 1889. Indomita e curiosa. Maria Mitchell, la donna che rivendicò il diritto di non fermarsi al guardare ma quello di osservare.

“Abbiamo una fame della mente. Vogliamo conoscere tutto intorno a noi e più otteniamo, più desideriamo conoscere”.

Nel 1905 è stata inserita nella Hall of Fame for Great Americans.

Tenchiù, Maria. E buone stelle a tutti.

Maria Mitchell

 

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