Hilma af Klint, the dark side della pittura e pure della luna


Tags: , , , ,

Categoria: donne toste   |    No Comments   |   

Storie calme di donne inquiete/25

Il giorno in cui muore ha 81 anni ed è il 1944 e lascia scritto che, invece di aprirli, i suoi lasciti andranno tenuti chiusi almeno altri 20 anni, perché solo allora forse potranno essere capiti. Signore e signori, Hilma af Klint pittrice svedese e probabile risposta da dare alla domanda “Chi realizzò il primo dipinto astratto?“. In principio dunque fu Hilma, Hilma prima di Kandinsky, Mondrian e Malevic. Hilma madre dell’astrattismo pittorico e spirituale. Hilma nata nel posto giusto, nel 1862, in Svezia, Nazione che permette alle donne di studiare arte e infatti lei si iscrive alla Royal Academy of Fine Arts a Stoccolma. Hilma che frequenta la teosofia e lo spiritismo (dopo la morte della sorella) e che con altre quattro amiche si autoproclama “de Fem”, le cinque, e non solo fa regolari sedute spiritiche ma le traduce in rappresentazione artistica. Non si considera una pittrice ma un tramite, una medium: non dipinge, esegue sotto dettatura non di un mecenate ma di uno spirito denominato Amaliel.

«Dipingevo direttamente sulla tela senza disegni preliminari, con grande forza. Non immaginavo l’esito finale, eppure lavoravo alacremente e sicura di me, senza modificare una sola pennellata». Dice che gli spiriti guida le dettano i cosiddetti “dipinti per il Tempio” ma la obbligano a non farli vedere a nessuno e le danno sette mesi per finire. Come campa nel frattempo? Ritrattista di giorno e astrattista di notte. Botanica e paesaggi di giorno e la dettatura astratta degli spiriti di notte.

Sì lo so anche io a questo punto del racconto stavo archiviando la questione da artistica in psichiatrica ma ormai la storia mi aveva rapita. Dunque andiamo avanti. E diciamo che la produzione dei dipinti del Tempio è ipnotica. E se ti irretisce non ti fa più scappare.

Hilma af Klint quadri

Alla sua morte, nel 1944, lascia al nipote Erik af Klint oltre mille dipinti e 125 manoscritti in cui parla della sua arte ma anche della cosmologia e di filosofia, teosofia, scienza (dal 1917 lavorò a una serie spirata alla relatività di Einstein). E impone il silenzio di 20 anni, l’ottimista Hilma: resterà tutto stipato nei magazzini del Moderna Museet di Stoccolma fino al 1986 quando saranno esposti a Los Angeles e poi a New York. Il direttore del Moderna li definisce «invendibili». Ma è a quel punto che, scoperchiati, mostrano il genio di questa “pioniera”. Hilma che, dall’oblìo, è approdata infine pure sui vestiti:

Hilma af Klint vestiti

E bene la ricorderà chi in questi giorni sta andando al cinema a vedere “The personal shopper”.

I suoi quadri sono stati esposti al Padiglione italiano della 55ma Biennale di Venezia curato da Massimiliano Gioni nel 2013 (onore al merito) ma esclusi dalla mostra come dal catalogo di Inventing Abstraction, 1910-1925 al Museum of Modern Art di New York.

Hilma af Klint, la pittura non “fatta da” ma “fatta attraverso”, la donna che mise in comunicazione due mondi agli antipodi. E rese visibile l’invisibile.

Hilma af Klint

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS