Balla come se nessuno ti vedesse, ama come se nessuno ti avesse mai ferita


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Ancor più di quelli che Volevamo essere gli U2 son quelle che Volevamo essere Audrey.

E’ l’unica della quale abbia invidiato più o meno tutto ma una cosa per volta, ogni quinquennio circa: la magrezza filiforme, le braccia lunghissime, la frangetta cortissima, il cappello nero a falde larghe, Humphrey Bogart, l’incedere elegante anche con un asciugamano in testa, il gatto Gatto, Tiffany, l’Unicef, persino il sito. Di Audrey Hepburn è probabile che non ci sia più nulla che non sia stato già scritto, fotografato, riprodotto, stampato, gadgettato. Non credo lei ne sarebbe entusiasta ma così è andata. Cose che succedono alle immortali. Anche dopo ventiquattranni che siamo senza.

A lei, che oggi avrebbe compiuto anni 88, dobbiamo la via d’uscita dalla frustrazione di impegni e di anelli che non arrivavano mai perché, si sa, i brillanti prima dei quaranta fanno cafona. E ha funzionato anche dopo i quarantuno. A lei dobbiamo anche lacrimevoli serate a consumare Dvd di “Colazione da Tiffany” che, a una prima sommaria indagine, è tra tutti i suoi film il più looppato nella fascia di età femminile 9-89, dalle nipoti alle bisnonne. Ed è a Holly Golightly che, in tempi di crisi, possiamo guardare con fiducia e senza paura: l’unica in grado di passare alla storia per aver trovato da Tiffany un regalo da sei dollari e settantacinque tassa federale compresa.

Ci lasciò un Bignami del glamour: “Per avere occhi belli, guarda solo il bello negli altri, per avere labbra belle, pronuncia solo parole gentili, e per un bel portamento cammina sapendo che non sei mai sola”. E uno della serenità: “Cogli l’attimo, vivi la giornata come viene, le persone per come sono”. E “balla come se nessuno ti vedesse. Ama come se nessuno ti avesse mai ferita. Canta come se nessuno ascoltasse. Vivi come se il paradiso fosse in terra”. Financo uno dell’educazione civica: “Credo fermamente che tutto cominci da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto”.

E, dunque, qual è la lezione primaria che oraessempre vale più di prima? State in guardia dai formanumero telefonici e dalle persone volgari: puntate piuttosto sui pacchetti di noccioline e sulla gentilezza.

Audrey in Rome

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