Maria Gaetana Agnesi, la matematica stregata dalla cruna


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Storie calme di donne inquiete/11

Con 20 tra fratelli e sorelle che il padre Pietro ebbe da tre donne diverse, due delle quali morte di parti e solo la terza sopravvissuta ai parti e soprattutto al marito, c’era da rimaner dispersi nella mischia dell’assalto al cognome. Invece Maria Gaetana Agnesi, che non è quella della pasta, ugualmente produsse l’effetto del “silenzio, parla Agnesi” per autorevolezza ed erudizione. Perché Maria Gaetana Agnesi da Milano, nata nel 1718, soprannominata “Oracolo settelingue”, fa la sua figura in tutti i salotti nei quali il babbo la esibisce. Insieme alle lingue studia filosofia e a seguire le matematiche che «ci conducono sicurissimamente a raggiungere la verità e a contemplarla, della qual cosa niente è più piacevole».

In realtà lei, contrariamente agli andazzi del tempo, vorrebbe entrare in convento ma il babbo continua a opporsi. E lei continua a studiare e produrre scritti. Apperciocché alla fine pubblica due tomi di oltre mille pagine denominati Instituzioni Analitiche ad uso della gioventù italiana, di cui “segue la composizione facendo trasferire i torchi dello stampatore Richini in casa sua perché i tipografi facciano come vuole lei”, racconta Sylvie Coyaud, tanto per aver presente il tipino. Dedica tutto a Maria Teresa D’Austria che generosamente la ricompenserà in diamanti. Tomi che mettono ordine tra i trattati sul calcolo infinitesimale, oltre a descrivere i principi base dell’algebra e della geometria analitica e soprattutto scritti in un linguaggio asciutto e comprensibile. Verranno poi tradotti in francese e inglese, cosa che la consacrerà con fama e onori ovunque.

Ma soprattutto, nei tomi, descrive un tipo di curva a forma di campana (i matematici e gli scienziati abbiano pietà di me ma tocca farsi capire purannoi) che chiamò “versiera”, nome usato ancora oggi per definirla.

Gli è però che, traducendola in inglese, la chiamarono “witch of Agnesi”, cioè “la strega di Agnesi”, il traduttore confondendo “versiera” con “avversiera” cioè “avversaria di Dio” e quindi per estensione strega. Al punto che ancora oggi nel mondo anglosassone e in paesi come Messico e Spagna, la curva è nota come “la strega di Agnesi”. E siccome ormai il tasso di successo lo certifica Google, i creativi di Mountain View le dedicarono un doodle nel 296mo anniversario della sua nascita, questo:

Maria Gaetana Agnesi google

A un certo punto Papa Benedetto XIV le regala una corona di pietre preziose legate in oro ma soprattutto la cattedra di matematica all’università di Bologna. Cosa impensabile per una donna. Lei ringrazia. Ma non ci va. Perché la sua aspirazione è assistere i bisognosi accogliendoli a casa sua. L’ospizio in salotto. A un certo punto muore il padre e a quel punto finalmente può dedicarsi completamente a quello che più le aggrada: via tutte le Accademie, prolusioni, conferenze, Maria Gaetana diventa a tutti gli effetti una suora laica, tipo una Madre Teresa di Calcutta ma senza voti. E metterà su un ospedale anche rivendendosi i diamanti di Maria Teresa, nel senso quella D’Austria.

Nel 1771, è nominata direttrice (Priora) del reparto femminile del Luogo Pio Trivulzio -sì proprio quello che a noi arriverà in notorietà circa 200 anni dopo prevalentemente per le malefatte di Mario Chiesa- Pio Trivulzio nel quale morirà in povertà nel 1799, sepolta in una fossa comune come da sua richiesta.

Maria Gaetana Agnesi, la scienziata che disse No alla fama e alla ricchezza. “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” ammonisce il Vangelo di Matteo: e dunque eccola, Maria Gaetana Agnesi, la compassionevole matematica stregata dalla cruna.

Maria Gaetana Agnesi

 

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