Trotula De Ruggiero, medico della Jolanda liberata


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Storie calme di donne inquiete/ 4

E’ lei che dobbiamo ringraziare ogni volta che entriamo da una ginecologa. Perché fu lei a sdoganare la Jolanda dalla serie B delle cure: perché sì, anche per le femmine servivano i medici e non donne senza istruzione. Trotula De Ruggiero, XI secolo, medico della scuola salernitana, prima ginecologa della storia, mentre infuriava l’oscurantismo cercò nuovi metodi per rendere il parto meno doloroso e per il controllo delle nascite. Quanto all’infertilità iniziò a cercare le cause non soltanto dalle parti delle femminazze ma indagando anche negli spermacosi dei masculi, e potete immaginare con che coraggio e controcorrentismo da salmone -altro che trotula- rispetto alle teorie mediche dell’epoca.

E ancora, in un’epoca in cui il diritto al godimento era solo dei maschi, Trotula non solo pensa che sia sacrosanto raggiungerlo pure per le donne ma aggiunge che, a doverne farne a meno se costrette da vedovanza o voti religiosi, può portare grande sofferenza e financo infermità, con ciò consigliando anche rimedi pratici che allevino le sofferenze.
Ugualmente interviene sul problema opposto, consigliando uso di agenti astringenti e tinture rosse per far sembrare vergine una donna che non lo è più. Che, come si dice, il bisogno crea il rimedio.

Trotula femmina completa è e, signorimiei e signoremie, con il suo De Ornatu finalmente mette una pietra miliare sull’altra metà dei casini femmina: crescita dei peli, calvizie, tinture per capelli e rughe. Prima ginecologa e prima estetista, dunque. E anche qui a ogni ceretta dovremmo dire Sempresialodata Trotula anzi Tritula.

Trotula de Ruggiero

Trotula de Ruggiero

Il suo tomo elenca 96 piante e derivati, 20 preparati di origine animale, 17 minerali e 6 preparati misti, per un totale di 63 ricette, in grado di ottenere altrettanti rimedi a scopo cosmetico e/o medicinale, il tutto contestualmente provvedendo a un marito e due figli.
La nostra Trotula, chiariamolo, non ritiene di inoltrarsi in un aspetto frivolo: la bellezza, dice, è il segno di un corpo sano e della sua armonia con l’universo. E dunque erbe medicamentose, pomate naturali, bagni e massaggi sono tutti metodi curativi utili a qualunque donna per vivere in pace col proprio corpo, con la propria capoccia e con tutto il creato e il conseguente cucuzzaro.

Poteva mai intuire tutto questo una donna? Nossignore e infatti il suo nome fu storpiato, plagiato, trasformato in Trottus, un uomo. Nel 1544 i suoi scritti, grazie a Gutenberg, furono stampati ma già nel 1566 attribuiti a tal maschio Eros Juliae, cosìccome accadde nel XX secolo quando tali Sudhoff e Singer dissero che, siccome nessuna donna avrebbe parlato in termini così chiari dell’apparato femminile e dei suoi problemi, doveva essere stata per forza un uomo.

Uno dei consigli di Trotula? “Ogni giorno prendi l’abitudine di masticare del finocchio o ancora meglio del prezzemolo, che in più dà un odore gradevole e pulisce a fondo, così avrai denti veramente bianchi”. Colgate, stai proprio sereno.

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