Pop is more en Barcelona


Tags: , , , , ,

Categoria: Andare   |    No Comments   |   

Dunque mentre il lander Schiapparelli si distaccava dalla sonda madre e volava verso Marte, nosostros cinques ce distaccavamo da Fiumicino per volare verso Barcelona donde esperabamos de encontrar un po’ de tregua allo scassamento diario de cabasisis italiano. Porquè esta es la primera leccion: se non sai che prendere contro lo sfrangimento de pelotas, prendi un aviòn. Possibilmente con algunos amigos. Uno dei quali possibilmente avinazado nel sienso un esperto di vini e affini.

Lider de la expedicion fue l’amiga nonché arquitecta Lorenzinanostra. Dice Meripo’ perché specifichiamo la professione? Epperché poi movvelodico.

Ora, siccome todos ciertamente siete stati a Barcellona, mientre io non c’ero stata mai (che anche questo va detto, hodello me puerta dentro a la fine del mundo ma mai a meno de diecimila chilometros) è inutile che stia qui a tediarvi con la Sagrada Familia (iniziata nel 1882 e non ancora finita, tipo la Metro C di Roma), con tutti gli arzigogoli delle case di Antoni Gaudì (nos avemo visto casa La Pedrera, sul cui tetto Scarlett Johansson e Rebecca Hall cinguettano in Vicky Cristina Barcelona) e tacerò di Ramblas, Teleferico, Tapas (aò fossimo riusciti ad assaggiarne una, solo scodelle di cibo), Montjuic, Barrio Gotico e altro.

Vorrei però soffermarmi sul fatto che, appena traslados dall’aeropuerto e arrivati nel figherrimo hotel (però troppo caro nel rapporto prezzo-servizi), avendo saltato il pranzo ed essendosi fatta nacerta, ci sedevamos al baretto e lì el companero Stè ordinava

-Una copa de Cava

Cava. Ricordateve sto nome se già non vi ci siete tuffati. Che la companera Pablita aveva detto “Oh ragazzi a Barcellona si fa il bagno fino a dicembre”ma noi el bagno ce lo siamo fatto nel monsone che ci ha accolti il primo giorno ma soprattutto in questo caspita di irresistibile prosecchino catalugno che abbiamo tracannato a todas las horas, compresa la variante della Sangrìa de Cava.

meri-barcelona-sangria

Sangrìa de Cava y Meripop

E siccome ogni viaggio ha la sua catarsi, il nostro prendeva vieppiù le sembianze del Padiglione tedesco di Mies van der Rohe, il caspita di edificio che rappresentò la Germania nell’Esposizione Internazionale del 1929. Ora ditemi quanti di voi, a sentir pronunciare Barcellona la associano sto coso (che però, questo sì merita, il signor Mies van der Rohe è l’inventore di “Less is more” e hodesta es la primera y unica lezione che dovremmo sempre recordar de vanderCoso e del padiglione).

Ma Lorenzina ci aveva sfrantumato abbestia las pelotas e continuava a dire -E quando ci andiamo? -Ma da qui è distante? -Mi incateno se non andiamo da vanderCoso finché, estremados, ce arrivavamos. E devo dirvi che sì, fue un bellissimo semplicissimo rivoluzionarissimo coso. Fatto di linee essenziali e specchi d’acqua, linee asciutte e acciottolati bagnati.

Ed è stato intravedendo la scultura “il mattino” di George Kolbe e molto desiderando emularne le sembianze e immortalarne il momento, che me dirigia verso de ella finché, proprio in prossimità, sentìa solo uno SPLAAASSSSHHH. Porquè sì: quel marmo rilucente sotto alla statua era UNO STAGNO. E io ci finiba con tutteddue i piedi dentro.

Y por finir el capolavoro, tutti gli arquitectos presenti essendosi riversati a vedere questa performance artistica della Meripopa che usciba dall’agua come Venere, un genio tetesko si avvicinava e, io ancora grondante da los piedes, esclamaba

-Oooohhh come Fontana ti Trevi

meri-barcelona

Meri saliendo dal agua en el Padiglione di Mies Van der Rohe

E chest’è, signorimiei. Que la classe non è agua. Ma a volte invece sì.

Lascia una Risposta

Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS