La sindrome del martello


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Categoria: Andare, Baciare, Dire, Fare   |    4 Comments »   |   

Insomma è successo che ieri sera, mentre mi recavo solinga al Bea cafè alla serata L’amore ai tempi di Meri Pop, a ridosso di una rivendicazione sindacale telefonica al Professor Pi (bloccato, mi spiegava, dal quantismo fisico nel Granducato, e giustificatamente visto che ci vive e ci si guadagna da vivere) a base di
-Eccoperò-quandocisonoquesteseratetunoncipuoimaiessere
epperò-tiavevochiesto-uncollegamentoSkype-emmancoquello

dicevo approdata solinga al Bea cafè, predisponevamo con il paziente Andrea foto e filmati pensati all’uopo, ecco che alle mie spalle nella bellissima sala si sentiva truonare un vocione

-Ahmmaquindistaigiàqquà

Era il Professor Pi. Piombato a sorpresa. Dopo avermi perculata anche telefonicamente un’ora prima, lui già sul treno, “Si, anche nel Granducato è estate”.

Ed è stato allora, mentre affluiva il copioso pubblico -insieme a Grace e Simonetta Sciandi da me cooptate per aggiungere nuovi significati al tema “cuorinfranti alla riscossa”- che mi è tornata in mente una storiella tratta da uno dei primi libri regalatimi da Pi, il mai troppo esplorato tomo
“Istruzioni per rendersi infelici” del professor Paul Watzlawich

Tratta del meccanismo della pippa mentale, quel virus che di noi si impossessa un attimo dopo aver sentito confermata la felicità giustappunto per negarla e potersi finalmente dedicarsi in santa pace a una sana sofferenza.

La storia è questa:

“Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo ma non il martello. Il vicino ne ha uno e decide di andare da lui a farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta ma forse la fretta era solo un pretesto e ce  l’ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla. E’ lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile IO glielo darei subito. E perché lui no? Gente così rovina l’esistenza degli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino gli apre e, prima ancora che questo abbia il tempo di dirgli Buon giorno, gli grida
– SI TENGA PURE IL SUO MARTELLO, VILLANO!”.

e, chiosa il professor P W. (Paul Watzlawick):

“non c’è quasi nulla di meglio, nella creazione dell’infelicità, che il mettere l’inconsapevole partner di fronte all’ultimo anello di una complicata e lunga catena immaginaria nella quale egli svolge un ruolo decisivo e negativo. Il suo sconcerto, il suo sgomento, il suo asserito non comprendere, la sua indignazione, il suo voler discolparsi, sono la prova inconfutabile che avete ragione, che avete accordato la vostra benevolenza a chi non lo meritava e che ancora una volta si è abusato della vostra bontà”.

Ecco, pippologhe di tutto il mondo, vi suona familiare?

Per il resto la serata è stata veramente stichespiralidosa. E, come spesso capita e come riassunse una mia estimatrice sul socialcoso
-Meripo’ tu sei veramente brava, eh, scrivi benissimo e sei pure simpatica, niente da dire. Però la parte che preferisco dei post so’ i commenti

Dunque anche ieri la parte figassai era tuttintorno. Ma di questa riparleremo.

Ora fatemi andare dal vicino che gliene devo cantare quattro.

4 Risposte to “La sindrome del martello”

  1. O'Femmenone Dice:

    “Istruzioni per rendersi infelici” : must da tenere sempre sul comodo, perché la tendenza a sentirci Calimero e la conseguente immediatezza della pipponamentale é questione di secondi!!!

  2. MeriPop Dice:

    inoltre la pippamentale è autoalimentante…

  3. Franka® Dice:

    Smettila, e goditi il marcantonio 🙂

  4. SuperCaliFragili » Blog Archive » Di Superman, pippe e Superpippe Dice:

    […] forte raffreddore. A volte pare geloso, fondamentalmente non lo è. E non c’è da scomodare la sindrome del martello. Ma, se vuoi qualcuno davvero, vai e almeno cerchi di […]

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