Le sfogline della Luci


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Categoria: Andare, donne toste, Fare   |    2 Comments »   |   

Tra i motivi per i quali non ringrazierò mai abbastanza Zuckercoso c’è anche il fatto che sul socialcoso ho conosciuto Shylock, che mi abitava praticamente sul pianerottolo. E tramite lei ho poi acquisito un “pacchetto” di benefit fra i quali spicca senz’altro la sua origine emiliana. E la sua origine emiliano-modenese è la Luci. Cioè la sua mamma. Dalla quale poi tutto discende. Discendendo  a noi soprattutto tortellini fatti a mano che lèvati. Di norma la convocazione avviene tramite Uozzappo recante la dicitura “Sta arrivando la Luci”.

Senonché la Luci arriva con una borsa se possibile ancor più stichespiralidosamente piena di ognibendiddio di quella della Poppins. E dunque ella sbarcando a Termini per il ponte pasquale, stavolta veniva munita financo del “brodo vero”, che si trascinava -congelato in una bottiglia di vetro con tappo meccanico con guarnizione arancio- dal modenese all’Esquilino.

Ed è stato al termine della ripresa della seconda scodella che ho maturato la convinzione che il tortellinoinbrodo della Luci dovrebbe entrare nel Patrimonio dell’umanità. Dovrebbe comunque entrare più spesso in casamia. O della Shylock. Che sostanzialmente ormai è la stessa cosa. La casa.

Ma credo che proprio la Luci dovrebbe entrare nel Patrimonio dell’umanità. E dovrebbe entrarci col suo seguito di bottiglie di brodo, tagliatelle, ragù, bolliti, tigelle e sfoglie. Ma soprattutto con la sua, umanità. Perchè la Luci ha messo su nel frattempo una “scuola di sfoglia”, o di “sfooia, Meripo’ mi raccomando con la O chiusa” lassù da lei. Una scuola per donne immigrate o che ne hanno passate di ogni e vogliono cambiar pagina o semplicemente vogliono rimettersi in gioco. Insegna un mestiere -la sfoglina- e consegna loro il testimone di un’arte antica e nobile. Che è quella di tirare la sfoglia. Ma è soprattutto l’arte di ricostruirsi una vita.

Le "sfogline" della Luci

2 Risposte to “Le sfogline della Luci”

  1. MarcoGG Dice:

    Acquolina in bocca e commozione: mi sento come il cane di Pavlov innamorato

  2. MeriPop Dice:

    Ti stavo aspettando, genius loci aemiliano

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