La Laustralia


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Una madeleine a forma di mammozzone australiano, a forma di Ayers Rock, Uluru: è quella che m’è sovvenuta oggi, aprendo Repubblica sezione Viaggi pagina 45. Dove troneggiava questa:

E mi ha fatto rimembrare questa:

Meri a Oodnadatta (foto Professor Pi)

L’occasione mi è peraltro propizia per inviare una lacrimuccia nostalgica al resto del gruppone viaggiante. E anche a quel cappello con la retina proteggi mosquitos.

Mi ci trascinò, al solito, con l’inganno. Lui, il professor Pi.

-Meripo’, andiamo in Australia?
-Maccerto professor Pi, che beeello
Dopodiché dal radar della cartina immaginaria sparirono tutte le località più note di norma associate con l’idea di questa terra del desiderio, la Laustralia. Niente Perth, Adelaide, Canberra, Hobart… Però, signorimiei, mo’ ditemi chi conoscete che sia stato a William Creek (10 abitanti, di cui 1 fa il pubbista e 1, per fortuna, il gommista, che mica penserete che in quel viaggio le ruote se ne so state tutte intere al posto loro, no?).

Insomma quella nostra Laustralia durò un mese, UN MESE IN TENDA, dal gelo in quel di Orange al deserto, senza risparmiarci nulla dei gradi Celsius possibili, né delle millemila specie di schifosissimi insetti ovverossia anche dei mastodontici coleotteri nonché animali più velenosi dell’Universo che lì trovano la più alta concentrazione planetaria.

Che avrei dovuto capire tutto dal primo incontro al primo cesso del primo campeggio, quando una indigena locale mi apostrofò in fila dicendo:

Ohueriùcamfrom? (da indove caspita vieni?)
e tu rispondi “Italy”
e lei anziché dirti entusiasticamente ”Ohhhuuuu-welcome-in-our-wonderful-land”
si ferma, very perplessa, si incupisce e chiede:
-E che ci siete venuti a fare?

Ecco, appunto. E invece vedi poi che il tempo è galantuomo e oggi, a onor del vero, credo sia stato uno dei viaggi più belli. Perché mi costrinse, come spesso accade, a fare i conti con gli insetti di fuori e i fantasmi di dentro. Che tutta quella terra difficile, spesso ostile, dura, infinita, disabitata e pericolosa, ti si srotola davanti come fosse, davvero, un po’ la vita tua. E capisci che l’unico modo per sopravviverle è affrontarla un pezzetto per volta. E insieme, in gruppo. Perchè pure se vedete tutto nero alla partenza poi andate lì e se trovate le persone giuste vedete improvvisamente tutto rosa, come nella fotona qua sopra.

Però certe volte pure se andate là e pure se siete felici improvvisamente arivedete tutto nero, ma per poco. Cioè finché non se ne vanno le mosche:

Meri Burka (Foto Professor Pi)

E certo potreste trovare parecchi ostacoli sulla vostra strada

Rolled stones (Foto Professor Pi)

ma l’importante è scansarsi in tempo:

Ahia (Foto Meri Pop)

Potrà capitarvi di trovarvi in mezzo a un guado e pensare di non farcela (ma intanto famose na doccetta)

Quel ponte sul fiume Indovai (Foto Carlina)

e scoprire che invece potete osare dove pochi avevano già osato, anche fare cose osè Mosè

Meri M-osè (Foto Professor Pi)

E insomma se poi, come diceva poi quell’altro, “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, vedendo come ero ridotta io capite bene che caspita di viaggio è stato. Indimenticabile. Specie per i poveracci che m’hanno dovuto sopportare.

Tutto sto sproloquio per dirvi: se vi capita, meglio ancora se vi trascinano, andate. Andate alla Laustralia. E’ lontanissima, si, vero. Ma vi avvicinerà a risorse e parti di voi che manco pensereste mai di avere. E a volte occorre fare 38 mila chilometri (15 mila andare, 15 mila tornare e 8mila in mezzo) per scoprire qualcosa che vi è a un tiro di schioppo dal naso, una cosa che si chiama cuore.

Tutti i numeri che abbiamo dato:
Km. 8888
Dei quali sballonzolati su pista 6000
Km a piedi: 70
Ore di volo: 63. Ripeto: ses-san-ta-tre
Jeep: tre due
Eroi: 11
Tende: sei cinque
Fusi orari cambiati: 3
Stati attraversati: 5
Bagagli in chili alla partenza: 220
Bagagli in chili al ritorno: 180
Chili di zavorra lasciati in cestini ostello Cairns: 40
Temperatura minima 0 (aò ma quale 0, famo pure -10)
Temperatura massima 35
Litri d’acqua consumati nel bush: 400
Litri di gasolio: 5.100
Casuari avvistati a casuaccio: 1
Canguri vivi: 30
Canguri morti: 300
Aquile: 20
Coccodrilli: 10

Grazie -ancora- ad Ago, Carla, Cris, Dario, Enza, Mariella, Mauro, Tino, Paola, Pietro


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