Le Rose di Mark


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Insomma ieri mentre mi aiutava a ricostruire la vicenda di Pride,  il mio amico Roberto -rabdomante musicale di classe AAA+++- ha iniziato a raccontarmi la storia di Bread and Roses. Poi, mentre ulteriormente mi ci appassionavo, e visto l’innesco Amarcord in tanti di noi qui e sul socialcoso, gli ho chiesto di raccontarcelo a voce alta. E alla fine ce le ha pure cantate… Che anche le canzoni, come le rose, si regalano a dozzine.
Meri

Già il nome era un segno: Rose.

E’ suo, di Rose Schneiderman femminista e socialista leader della Woman Trade Union League, il discorso che ispirò lo slogan Bread and Roses. Lo pronunciò davanti ad platea di suffragette benestanti, ci dice l’enciclopedia in rete, di Cleveland.

“The worker must have bread, but she must have roses, too. Help, you women of privilege, give her the ballot to fight with”.

Era il primo gennaio del 1912 e i lavoratori tessili di Lawrence, Massachusetts, iniziarono uno sciopero che durò 9 settimane.

Durante una delle manifestazioni un gruppo di donne portò uno striscione che aveva proprio quelle parole stampate sopra: pane e rose. Era la loro richiesta ad un trattamento lavorativo e salariale come gli uomini

James Oppenheim, poeta e scrittore americano che ha dedicato la sua opera al mondo del lavoro, fa diventare le parole di Rose una poesia e Martha Coleman musica il testo: Bread and Roses diventa così una delle canzoni dell’American working-class.

P.S. Sarà l’età, sarà che Meri Pop me la ritrovo alla scrivania accanto, ma quando penso a Rose Schneiderman che parla davanti alle suffragette l’immagine che torna alla memoria è quella, nel film Mary Poppins, della signora Banks che va alla marcia.

P.P. S.Tutto nasce intorno a delle chiacchiere sul (bel) film Pride. Il protagonista di quel film nella vita reale, Mark Ashton, se ne è andato
nel 1987, portato via da quella “grande malattia con un piccolo nome”.

Ashton nella sua breve vita ha avuto tra i suoi amici Jimmy Somerville, cantante dei Bronski Beat e poi con Richard Coles nei Communards. Gli hanno dedicato questa canzone:

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