L’ultima cosa vera che sai di lui


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La moglie di Harrison Ford gli lascia un messaggio in segreteria
-Tesoro, devo partire per Miami all’improvviso, sai le sfilate, la collezione, il lavoro
Anche il marito di Kristin Scott Thomas parte. Per New York. E siccome la fortuna va a casaccio ma la sfiga è sempre sincronizzata succede che il volo si inabissa. Il volo sul quale quei due son partiti insieme. Come, da amanti, fanno da tempo. Si chiama Destini incrociati. E’ un film del 1999 e da allora lo guardo ogni volta che lo trasmettono.

Ogni volta prima di tutto cerco di farmi una ragione del perché se sei sposata con Harrison Ford tu senta il bisogno di andare a letto con un altro. Mentre capisco di più il marito della Thomas che sarà anche una grande attrice ma con quella scopa infilata nella schiena e l’aura da stronzetta britannica qui poi anche candidata alla scalata politica, è il cliché perfetto da Ti Sta Bene.

Ma il punto è perché ogni volta, e so di non essere la sola, ci sintonizziamo, noi del circolo investigativo matrimoniale postumo, sulla scatola nera di questo film, di quell’aereo e di quel matrimonio.

Cos’è questo bisogno di andare a rivedere al ralenty, come fa Harrison, la storia a marcia indietro di un matrimonio che si pensava ancora pieno di amore? Lui a un certo punto, alla Kristin che proprio non vuol sapere la verità manco a cadaveri fedifraghi identificati allacciati, chiede

-Qual è l’ultima cosa vera che sa di lui?

Questo, probabilmente, è il punto. Che a forza di andare a ricostruire enigmi e ad andar cercando scatole nere, si inizia a dubitare un po’ di tutto. Del passato e del presente ma, inevitabile, anche di chi arriverà da lì in poi.

Ecco: qual è l’ultima cosa vera che so di te? Che pure a noi eh sembrava proprio di sapere bene e sapere abbastanza e Figurati, Ma dai, Ma No Ma Me Ne Sarei Accorta. Questo è il danno maggiore dopo un tradimento. Amoroso, amicale, umano. Il Punto Interrogativo che rimane.

Senonché poi sti due, ovvio, hanno pure una storiella. Ma non funziona. Perché non è sulle macerie precedenti che si può ricostruire qualcosa dopo. Bisogna proprio fare pulizia. Via tutto. Conservando solo e unicamente il Punto Interrogativo. Non usarlo eh: conservarlo. Farlo stare lì. In un angolo. Per non farci eventualmente trovare cojonate un’altra volta. Ma questo, credetemi, è spesso reciproco. Perché tanto fummo tradite noi quanto, probabilmente, anche noi tradimmo, in qualche modo, o proprio in quello. Magari evitammo di far ritrovare la scatola nera a matrimonio ancora in volo -come invece fece lui ma si sa che alcuni son maldestri per cui cosa volete rimpiangere-.

E allora guardo Harrison che per due ore e mezzo cerca il tasto rewind. E stavolta, finalmente, mi alzo dal divano, mi avvicino al televisore e glielo dico:

-Harrison, mobbasta eh. Son quindici anni, mobbasta sul serio. Sei Harrison Ford, cavolo!

Ecco, care e cari miei, non fatevi ingannare dalle apparenze: siete Harrison Ford. Dunque sapete che dovete fare, si? Prenotatevelo voi, un bel viaggio. Da soli, mi raccomando. Mollate sto Rewind. E guardate avanti.

2 Risposte to “L’ultima cosa vera che sai di lui”

  1. Mario (obbligatorio) Dice:

    E’ un film o quacchero, mormone di quelli non poligami o avventista del settimo giornoo cielo, che induce a complessi di colpa gli amanti, quando basterebbero come al solito alcune regole: a) non è come pensi tu b) posso spiegare tutto c) che cazzarola vanno a fà due amanti sani di mente lontano da casa con gli aerei, che prognosticamente seppur saltuariamente cascano producendo danni irreparabili, quando ci sono un numero di xn + 1 di posti per vedersi anche dentro gli armadi?

  2. MeriPop Dice:

    Otto righe di Manuale di Autoaiuto. Mario Sei Veramente Obbligatorio E A Tratti Anche Imprescindibile

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