e tutta la città è allagata da questo temporale


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Categoria: Musicalifragili   |    2 Comments »   |   

Perché una cosa che inizia con “Ricordati di me, questa sera che non hai da fare” sia diventata l’inno dell’amor perduto che giammai finisce non si sa. Che esser ricordati quando non si ha un tubo da fare non è che sia una delle migliori premesse. Non paghi di ciò gli estimatori ed estimatrici del genere di norma vedono riaffiorare dal sonno dei neuroni l’inno vendittiano in occasione di serate di condizioni meteo avverse. Sarà perché l’allagamento e la paralisi climatica favoriscono la noja o sarà perché, sempre all’incipit, quello declama che “non c’è sesso senza amore, nessun inganno nessun dolore”.

E sarà pure che non c’è inganno ma la sòla c’è e come. Quanto al “Capita anche a te di pensare che al di là del mare/ vive una città dove gli uomini sanno già volare” era evidentemente solo un’anticipazione dell’odierna odissea di quelli intrappolati nella metro Anagnina e non già un immaginario feeling sentimentale di coppia.

La nenia vendittiana risale inoltre al 1988 ma ancora oggi viene inspiegabilmente usata in funzione fustigativa dell’amor che fu ogni santa notte che lo Stivale s’allaga, inducendo torme di spajati svegli per i tuoni a ulteriormente fustigarsi da soli in assenza di un ingombro umano confinante col proprio cuscino al quale avvinghiarsi.

E siccome il tempo che passa lenisce i dolori e offusca i ricordi, si ingenera infine lo struggente e inconsolabile strazio da inconsolabile vuoto: torme di insonni agitano immaginari accendini interni al “sono niente senza amore, sei tu il rimpianto e il mio dolore/ che come il tempo mi consuma. Lo sai o non lo sai, che per me sei sempre tu la sola”, in ciò completamente dimenticando che nel 99% dei casi essa o esso è stata-stato più che altro una sòla. Quanto al “non c’è sesso senza amore” ricordatevi che ciò infatti vi disse: si certo voi eravate l’amore ma “con l’altra è solo sesso”. Voi vi concentraste sul sesso. Quello ce stava invece a dì che c’era “l’altra”.

E questo fu il motivo per cui lo mandaste a quel paese. Quello al di là del mare dove gli uomini sanno già volare. Nel senso che se so’ dati subito dopo il siluramento. Ed è bene che lì restino. Pure e soprattutto quando piove.

2 Risposte to “e tutta la città è allagata da questo temporale”

  1. Matteo M. D. Dice:

    Anni e anni di psicoanalisi per cancellare queste poche tristissime note e poi arriva il tuo post a cancellare il lavoro di una vita!

  2. O' Femmenone Dice:

    Meripop cara, il fatto è che Venditti ha un problema con la pioggia:
    “ricordati da me questa sera che non hai da fare e tutta la città è allagata da questo temporale” da un lato
    dall’altro
    “quanto sei bella Roma quanno piove”
    Ora, premesso che:
    a) oramai sembra di vivere ai tropici,
    b) ai tempi di “Roma Capooccia” il problema TEMPORALE=allagamento riguardava solo la zona Magliana, mentre ora RIGUARDA tutta ROMA .
    Tutto ciò premesso, il cantautore necessita di leggere post e di ulteriori anni di analisi per capire il suo amore per la pioggia e Roma, per migliorare l’autostima (LEI ti pensa in un giorno di pioggia perché non ha nulla da fare e non può uscire-città allagata evidentemente-con le amiche)…e infine capire i due di picche ricevuti ! cara mia ammettiamolo se Sparta piange, Atene non ride ! abbraccioti

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