Segnali dai quali desumere che forse jelafamo


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La mia amica Anto ieri sera ha dimenticato una borsa (non LA borsa, un’altra) su un autobus, su un bus della malconcia flotta Atac di Roma. La borsa conteneva, tra l’altro, analisi e documenti.

Anto, nel suo inguaribile ottimismo, ha iniziato a telefonare all’Atac giusto oggi che c’era lo sciopero. Niente, ovviamente. E mentre tutti cercavamo di convertirla a un sano bagno di realismo ecco che

DRIIIIIIIIIIIIINNNNNN

-Signorì so’ l’autista, ho trovato la borsa. Se la venga a prendere. Ah e poi dia un’occhiata a sto colesterolo che me pare un po’ alto

2 Risposte to “Segnali dai quali desumere che forse jelafamo”

  1. 0 'Femmenone Dice:

    Un tram chiamato desiderio e onestà. Adoro questi racconti.adoro questa città.daje

  2. Francesca Dice:

    Mi è gradito riproporre qui aneddoto giovanile: sbarco a Torino per breve vacanza cazzeggio con amici conosciuti in vacanza. Prendiamo un autobus e ci sistemiamo vicino alle porte posteriori. Ad una fermata, mentre l’autobus sta chiudendo le porte per ripartire, io noto qualcuno in corsa per strada che arriva davanti alle porte proprio nel momento in cui queste, sbuffando, si stanno chiudendo. Abituata alla solidarietà da utente di mezzo pubblico, anche se fuori casa, urlo un “può aprire dietroooooo?”, e vengo subito redarguita dagli amici (ammirati tuttavia dall’immediatezza di dialogo con il signor conducente) :”forse non te ne sei accorta, ma qui siamo a Torino: ognuno si fa gli affari suoi!”
    Daje

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