Dell’insostenibile leggerezza del tessere


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Dice Meripo’ ma alla Settimana della moda a Milano ci hai mandato il più misogino e spietato? Embeh so’ capaci tutti a mandarci Anna Wintour.

dal nostro inviato alla Milano Fashion Week
Pecerin

Nei dintorni della Settimana della moda, la Grande Città e strapiena di ragazze sottili ed altissime. Sono le modelle in giro per casting e per sfilate, e chi non le conosce pensa che facciano parte di un modo privilegiato, inarrivabile ed etereo, dove imperano bellezza e ricchezza. Invece non è così: sfatiamo alcuni luoghi comuni.

Le modelle non sono tutte belle. Le modelle sono tutte alte e molto magre. Ma non sempre sono belle. Alcune hanno un viso molto attraente, altre no. Sanno valorizzarsi in una passerella, si trasformano davanti all’obbiettivo del fotografo, sanno camminare, voltarsi, sorridere e disporsi nel modo migliore. E’ il loro lavoro. Quando le vedete sfilare, o in un cartellone, fate fatica a riconoscere quella ragazza un poco slavata con la quale vi siete mangiati un panino in centro. Insomma, a meno che non abbiate una predilezione assoluta per le ragazze magrissime ed altissime, alcune vi piaceranno, altre no, come succede in qualunque popolazione femminile. Personalmente sono tanto magre che ho sempre paura che si rompano, per cui il formato non mi esalta più di tanto.

Le modelle non fanno una bella vita. Anzi, potremmo tranquillamente dire che fanno letteralmente una vita di schifo. Tolte quelle famosissime, si fanno un mazzo gigantesco girando come trottole e guadagnando il giusto, considerando che la loro carriera è brevissima. Anche perché, al contrario di quello che molti pensano,

Le modelle non guadagnano molto. Togliamo le top model, che sono una ventina. Togliamo anche anche quelle ben affermate che comunque guadagnano meno di un buon avvocato o commercialista di provincia. Quelle normali (il 99%) per un redazionale stanno sotto i 1000 euro, per una sfilata prendono qualche migliaia di euro, per una servizio pubblicitario stanno intorno ai 10000 euro. Considerato che l’agenzia si prende il 20%, le tasse e tutto il resto, si sta bene ma non si naviga nell’oro.  Senz’altro molto meglio diventare una commercialista (o la moglie di un commercialista), almeno per il guadagno e per la carriera molto più lunga. Ma non è facile perché

Le modelle non frequentano buone compagnie. Il mondo che gira intorno alla moda non è il migliore che esista. In particolare per quanto riguarda gli uomini. Secondo una mia personalissima statistica il 30% dei signori che sono in questo ambiente sono degli zotici arricchiti pieni di soldi che le trattano letteralmente peggio di una puttana. Un altro 20% è composto da autisti, accompagnatori, pseudoguardie del corpo che quando va molto bene non puzzano come capre, in tutti gli altri casi oltre ad avere un’intelligenza ed una cultura inferiore a quella di un segnale stradale emanano in ogni caso cattivo odore. Considerato che il restante 50% degli uomini di quell’ambiente è omosessuale, ne deriva la conclusione ovvia che

Le modelle non sono difficili da conquistare. Chi scrive è cresciuto in una famiglia della borghesia di provincia, con la solita educazione che ci si porta dietro per tutta la vita. Ebbene, io neanche volendolo riuscirei a trattare una ragazza come la maggior parte degli uomini di quell’ambiente trattano le modelle. Sarò (anzi sono) infame e mentitore, ma non riesco sinceramente ad essere maleducato (né con un uomo né con una donna) se non involontariamente (e sentendo il bisogno di scusarmi immediatamente dopo) perché proprio non mi viene. Essere cortese e rispettoso con le persone è un riflesso automatico che non so reprimere come la maggior parte delle persone cresciute in una famiglia con una madre “tradizionale” che fin da piccolo tartassa con i mantra “comportati bene”, “sii educato”, “stai composto”. Per cui se una persona normale si avvicina ad una modella, per lei è un principe azzurro; se poi può portarla magari a vedere qualcosa di gradevole nella città dove si trova, ancora meglio, perché molte modelle (specialmente quelle dell’Est europeo) sono persone colte e sensibili. Se infine si parla bene inglese, e si può anche chiacchierare, scherzare, ridere, è secondo me molto più facile riuscire ad accompagnarsi ad una modella che a qualsiasi ragazza mediamente carina. Tuttavia non è tutto oro quello che luccica perché

Le modelle vivono in un inferno. E il loro inferno ha un nome preciso: ingrassare. Le modelle non possono ingrassare, altrimenti perdono il lavoro. E’ facile giudicarle male da fuori, ma se a me dicessero “se non perdi venti chili perdi il tuo lavoro e tutti le cose piacevoli ad esso connesse, incluso il benessere economico che ti consente di spendere i tuoi giorni da bonvivant”, sono sicuro che li perderei anche se dovessi finire sottopeso.  Per questo andare a cena con una modella è davvero un problema. Quando leggete “io ho il metabolismo alto, mangio tutto quello che voglio e non ingrasso”, non ci credete. Non è vero. Le modelle non mangiano letteralmente niente. Quando va bene una insalatina scondita, ma spesso niente. Non bevono, ed a tavola sono una pessima compagnia perché chiaramente hanno fame, e diventano spiacevoli. Quando poi una stranamente mangia qualcosa, basta osservarla con occhio esperto e ci si accorge che immancabilmente entro qualche minuto dall’aver mangiato, va in bagno a liberarsi di forza del cibo inopportuno. Per chi, come tutti noi, è abituato a considerare la tavola un luogo socialmente importante, la cosa diventa veramente pesante, e non aiuta.

Le modelle sono però piacevoli da frequentare. In quella misteriosissima e decisiva lotteria che si svolge prima della nascita con i geni che avremo nel nostro corpo, sono state fortunate. E si sono trovate in mano un tesoro che sentono sfuggire, e che devono fare fruttare prima che vada perduto perché ogni giorno perde valore. Mi trovo bene con le modelle, forse perché anche io, seppure in modi molto diversi, penso immodestamente di essere stato molto fortunato in quella famosa lotteria e posso intendermi bene con loro.

Ma non del tutto, perché dentro di me non c’è la terribile consapevolezza di dovere restituire quello che ho vinto così velocemente, consapevolezza con la quale non capisco come riescano a convivere.

E per questo delle modelle apprezzo più delle gambe lunghe e dei sorrisi perfetti l’infinito coraggio.

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