I viaggi di carta


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Categoria: I giorni dell'Iran, Leggere   |    No Comments   |   

Dice la mia amica Daniela che “i viaggi iniziano molto prima della partenza e finiscono molto dopo grazie ai libri”. E’ per questo che, sull’Iran,  me ne ha consigliati una quantità pari a tre giri del mondo. Incrociando la sua lista con quella della mia amica Carlà, che si è attenuta a un’altra decina basica, ne ho evinto che tanto valeva  iniziare da un libro a fumetti -presente in entrambe le classifiche- che la stessa Carlà mi ha consegnato fin sulla scrivania. Questo libro è Persepolis.

E lo so che lo conoscete tutti e avevate visto anche il film in lingua originale sottotitolato in farsi. Io invece niente, buio fino ad oggi e arrivo a destinazione con sti dodici anni di ritardo. E devo ringraziare entrambe e anche Marjane Satrapi che l’ha scritto. Non sono un’amante dei fumetti e infatti questo non lo è. E’ un viaggio. Un viaggio di carta, tra le frontiere infanzia-adolescenza dell’autrice e prima-dopo la rivoluzione islamica. Se vi capita, mi rivolgo a quei tre che ancora eventualmente fossero tipo in ritardo cronico Trenitalia, fate questo viaggio in Iran. Viaggio di carta. Ma vedrete e sentirete tutto. Persino lo jihab che vi tutankamizza la cabeza.

Per non parlare del fatto che “Leggere è viaggiare. Senza la seccatura dei bagagli” (Emilio. Salgari). E sto caspita di zaino stenta a chiudersi pure stavolta.

P.S.
La mia amica Daniela mi ha detto pure che “qualche anno fa è stato tradotto in farsi l’Ulisse di Joyce. Per evitare i tagli della censura, le pagine con scene di sesso non sono state tradotte in farsi, ma nemmeno lasciate in inglese, visto che è una lingua non troppo diffusa, ma comunque studiata. Le hanno pubblicate tradotte in italiano!!! Solo per questo meritano la tua visita, Meri”.

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