La Puzzella d’Orléans


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Ragazze, dovete credermi, io rispetto tutte molte battaglie di liberazione delle donne. Ora però Repubblica.it ci informa di questa signorina Paloma Goñi, spagnola di Malaga, che si batte perché le donne tornino ad essere libere dalla schiavitù della ceretta. Insomma la Giovanna D’Arco del Silkepil. La Pulzella d’Orléans del bulbo pilifero. Che scrive tal manifesto rivoluzionar futurista: “Se dipendesse solo da me non lo farei. Ma dipende davvero solo da me? Logicamente con il mio corpo posso fare quello che voglio, ma non voglio sentire l’esigenza di escogitare piani per nascondermi e non sono una rivoluzionaria. Non sono preparata ad ascoltare critiche e sopportare gli sguardi altrui – scrive – Viene dato per scontato che una donna si rada i peli su gambe ed ascelle. Alcune ragazze sono arrivate a rivendicare il diritto di mantenere i propri peli sulle parti intime. Penso che noi donne dobbiamo tornare a poter scegliere se volerci depilare o meno senza aver bisogno di passare per una rivoluzione”.

Dopodichè, non depilandosi da sette mesi, pubblica la seguente foto:

Paloma anti depilazione - Foto repubblica.it

Ora io già tremo all’idea che questa foto -con la filosofia che sottende- possa entrare in possesso di Arfio. Ci si tiene a specificare nell’articolo che Paloma non è un caso isolato e che al grido di “Riprendiamoci i peli” stiano nascendo gruppi, pagine Facebook e mobilitazioni di ogni tipo. Ma, scusatemi, chi è che obbliga? Quanto a “non voglio sentire l’esigenza di escogitare piani per nascondermi e non sono una rivoluzionaria. Non sono preparata ad ascoltare critiche e sopportare gli sguardi altrui” però, bellamia, dobbiamo deciderci: ti invito a pensare al fatto che altre categorie di liberazione dalle moderne schiavitù hanno deciso di non far più ricorso, ad esempio, al sapone. Rivoluzioni che evidentemente scattano sempre al solstizio estivo, una specie di voto di castità da Badedas. Quando ti capitano accanto questi, tesorobello della foresta amazzonica liberata, che fai? Te casca lo sguardo tipo ora-te-vorrei-buttà-giù-dal-bus o gli stringi la mano e ti compiaci intonandogli Hasta siempre Comandante?

Paloma, scusami eh, ma il punto è anche un altro: ma tu così ti piaci? Voglio dire questa proliferazione del follicolo selvaggio ti fa sentire a tuo agio? Perché io mo’ qui te lo devo dire: non è che si può fare i pasdaran dell’ascella pezzata col naso degli altri. Ognuno si regoli come crede. Ma non pretenda di avere pure gli applausi. Capito Pulzè?

8 Risposte to “La Puzzella d’Orléans”

  1. g Dice:

    Io un’amica che non si depila le ascelle e l’inguine.
    Dice che il femminismo…robbbe così.
    La frequento tendenzialmente d’inverno.

  2. MarcoGG Dice:

    L’ascella pelosa non significa automaticamente ascella puzzosa. Conosco anzi fanciulle depilatissime ma che d’inverno non si cambiano il pulloverino sintetico per giorni e giorni (omettendo altresì la relativa abluzione ed applicazione di prodotto deodorante) fino ad apparire delle consorelle della capretta di Heidi. Tutto ciò premesso, personalmente mi sento perfettamente a mio agio con le mie ascelle, torace, pube e gambe pellicciosi, quindi ben venga la non depilazione delle Signore, in qualsivoglia area del loro corpicino. Ma la puzza no, pliz!

  3. MeriPop Dice:

    g :-))
    MarcoGG: ma infatti… a ciascuno i suoi. peli

  4. Valeria Palazzolo Dice:

    Poi mi spiegate che diamine c’entra la puzza coi peli. Se davvero c’entrasse, dovremmo tutte e tutti depilarci innanzitutto il cranio, che è decisamente odorifero; i capelli inoltre si riempiono di polvere e schifezze per tutto il giorno, che orrore. Eppure non lo facciamo: perché? Perché la televisione, peraltro da non più di vent’anni perché quando ero piccola io in Italia qualcuna si depilava le ascelle e qualcuna no e nessuna ci faceva caso, presenta solo donne capellutissime e depilatissime. Quindi non tiriamo fuori l’igiene, por favor, che nulla ci azzecca; anche perché tra l’altro, se non ti lavi e sudi, il sudore cola tutto sulle magliette che per l’appunto se sono sintetichine peggio mi sento. Ci si depila solo e soltanto per ragioni culturali, estetiche e di moda. Che possono essere anche non criticabili, per carità. Comunque, fermo restando che la tizia secondo me voleva solo fafe uno scherzo perché nessuno, pelo o non pelo, si farebbe una foto così trista e brutta per mostrarla al mondo e dimostrare un qualche tipo di orgoglio, a voi come mai ve ne frega così tanto dei peli sotto le ascelle delle altre? Voglio dire, perché non depilarsi se si vuole e guardarsi le proprie, di ascelle, e magari occuparsi, non so, degli scontri in Egitto? Ecco, se il mondo girasse un po’ più così ci troverei non solo più libertà, ma direi un filino di maggiore intelligenza.

  5. Sergio Dice:

    Da quando tenere i peli è sinonimo di sporcizia?

  6. g Dice:

    Lungi da me dire che la mia amica puzzi.
    È solo che, a me, dà visivamente fastidio vedere tutti quei peli.
    Al mare poi non ne parliamo.

  7. MeriPop Dice:

    Puzze e peli sono autonomi. Così stabilito all’unanimità dei commentanti. Il titolo va inteso solo come “crasi” del tema: se desidero liberarmi delle convenzioni (i peli, il sapone o altro) non posso pretendere anche l’approvazione del prossimo.

  8. Flaminia Dice:

    Cara MeriPop, faje conosce la tua estetista (della quale sono una fan quasi come de ARRfio Marchini) e vedrai che avvertirà l’esigenza della depilazione per giunta professionale.A tutto c’e’ un rimedio..eccetto alla puzza !:-)

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