Histoire d’Oh


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Spiace che neanche le centocinquanta sfumature di grigio rosso e bianco abbiano consentito la nticchietta di evoluzione che giustificasse l’essersi sottoposte allo sciroppamento dei tre tomi. Dunque spiace che dopo 31 milioni di volumi, tanto ha venduto l’intera serie, non si sia trovata un po’ di comprensione per le sfumature rosso bianco blù di Christine Lagarde il cui biglietto a Nicolas Sarkozy mi pregio di qui riprodurre per intero:

Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente:

  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.

Nelle ore in cui si sta facendo a pezzi la povera Christine L., direttrice del Fondo monetario internazionale, per la missiva inviata all’ex presidente francese,  sfugge ai più il fatto che qui ci si trovi, non già come pontifica il Corriere della sera, “a metà strada tra Cinquanta sfumature di grigio e Fantozzi” o di fronte -continua- a “un capolavoro di sottomissione poco lusinghiero”.

Spiace informare i più che in quell’ “Usami come vuoi e per il tempo che ti serve”  c’è, al contrario, una delle forme più evolute di liberazione femminile: chiunque sa che “l’uso a tempo” è uno dei fondamenti di ogni rapporto uomo-donna.  Ed è a tutti evidente il danno permanente creato dall’illusione dei “per sempre”, per dire. Così come dell’illusione dell’ “io sono mia”.

E dunque Christine L. ci si pone oggi come un faro: quella che, per prima,  ha autorizzato a fare ciò che normalmente i Sarkozy della situazione fanno comunque. “Usami come vuoi. E per il tempo che ti serve”. Si, fallo.

3 Risposte to “Histoire d’Oh”

  1. daniela Dice:

    oibò, ho pensato la stessa cosa: com’è che tutti si sentono autorizzati ad usarci senza nessuna delibera e nessuno dice niente? mentre invece per questa DONNA che autorizza di far di lei ciò che si vuole, viene attaccata?
    Ma fa bene!!! Aggredire per non soccombere!!!

  2. Flaminia Dice:

    chiamata per Carlà, la chasonniere fatiguée per eccellenza, che ne pensa di costei, di questa sciacquetta (*) con la chioma bianca ??
    (*) dicasi sciacquetta chiunque di sesso femminile diverso da noi che abbia l’ardire di ronzare attorno al nostro uomo.

  3. g Dice:

    Pagherei per avere un leader a cui rivolgere codeste parole.

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