Obiettivo “Anvedi!”


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Mi sono resa davvero conto della situazione quando poche settimane fa è scesa dagli Altipiani la mia amica Effe per venire a trovarmi. Non essendo io riuscita a prendere nemmeno venti minuti di ferie le ho consegnato le doppie chiavi di casa e le ho detto
-La Grande Bellezza ti aspetta
Le avevo anche preparato una serie di guide cartacee ma lei, che è una delle mie amiche più tecnologiche, infatti l’ho conosciuta sul socialcoso, si era scaricata delle splendide App, tipo un Virgilio 2.0.

E’ stato quando, rientrando a casa la prima sera, l’ho trovata nel salottino, abbandonata sul divano, pensierosa e silente. E’ stato allora che, al mio arrivo, ha alzato lo sguardo e sconsolatamente ha detto solo:
-Meriiiii….

In quel Meriiii…. c’era tutta l’incredulità di chi, arrivato dopo un lungo viaggio alle porte della Grande Bellezza, si ritrovi invece in un paesaggio postatomico ancora fumante.

Il punto è che forse, per chi ci vive, Roma è tipo come il cosiddetto amore vero: quello del quale conosci tutti i difetti ma ormai ti senti in intimità persino con quelli (il che, sia chiaro, è il principio di tutte le sòle che seguiranno).  E continui a sognare l’amore perfetto, e ti ci incazzi e ti lamenti. Ma sai che non lo lascerai mai. Perché è lì che ti senti “a casa”. Per chi invece ci atterri dall’astronave della normalità e delle guide che la ricordano nel fasto che fu, lo choc è tangibile.

Io non lo so se la prossima volta che scenderà Effe potrà aspettarmi sul divano sprizzando energia e accogliendomi con un
-Anvedi!

Però, Effe, ce stamo a provà.

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