L’uomo che verrà


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Categoria: ricordare   |    3 Comments »   |   

Andai a vederlo un pomeriggio da sola, fresca di separazione, al secondo spettacolo. In un cinema nel quale non fanno l’intervallo. Che quando si va al cinema da soli il momento peggiore è quello. Ero l’unica sotto i settanta. Anni. Il film era in bolognese stretto, sottotitolato. E dunque stavo gettando le premesse per una disperazione senza ritorno. Eppure quel pomeriggio resta nella mia personale Hall of fame delle scelte azzeccate. Una classifica non affollatissima ma di qualità.

Si chiama “L’uomo che verrà” e il regista è Giorgio Diritti, quello di”Un giorno devi andare”. Brutalmente riassumendo c’è Martina che ha 8 anni. Non parla più da quando le è morto il fratellino. La mamma ora ne aspetta un altro. Per lei è il 1944 in quel dell’Appennino emiliano, per noi che la guardiamo è la strage di Marzabotto vista in diretta con i suoi occhi di bambina. Il fratellino di Martina nasce in casa, a fine settembre. Senonché allo spuntar del giorno arrivano anche le SS. Le mitragliate contro vecchi, donne e bambini che vengono trucidati, dopo esser stati rastrellati, arrivano fino alle rosse poltroncine. Vengono chiusi tutti dentro a una chiesetta dopodiché lanciano le granate della strage. Martina, illesa, torna a casa ma trova solo stanze vuote e silenzio.

E’ a quel punto che prende la cesta con il fratellino, esce e gli canta una ninna nanna. Lei riacquista la parola noi un po’ di fiato e  fiducia: eccolo lì, è lui l’uomo che verrà.

E’ che viviamo aspettando. Ma è come se in questo 25 aprile avessimo perso anche la fiducia nel declinare i verbi al futuro. A malapena si declina il presente. Anzi certi giorni si declina e basta. Poi mi è tornata in mente questa faccina qui:

e pensando che è da questa e altre immani tragedie che arriviamo forse uno dei più grandi atti rivoluzionari, in questo momento, è proprio credere di poter liberare il futuro. Anche nel senso della declinazione del nostro.

3 Risposte to “L’uomo che verrà”

  1. lanoisette Dice:

    approvo incondizionatamente (anche l’andare al cinema da sole, senza intervallo: goduria).
    è stato il primo film che io e il Benza abbiamo visto insieme.

  2. MeriPop Dice:

    Benza sul fuoco, proprio. Auguri Nocciolina!

  3. SuperCaliFragili » Blog Archive » Marzabotto, #ilcoraggiodi ricominciare Dice:

    […] Anche questo è  “L’uomo che verrà”, un film di Giorgio Diritti (se ne era parlato pure qua) quello di “Un giorno devi andare”. Brutalmente riassumendo c’è Martina che ha 8 […]

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