Il rasoio di Occavolo


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Categoria: Fare, Rievoluzione   |    5 Comments »   |   

Poi ci sono certe mattine in cui ti svegli ed è come se, all’improvviso, t’avessero rubato di notte “tutti gli alibi e le tue ragioni”(che i cantautori m’hanno rovinato pure a me, Gelò) e ti avessero lasciato -oltre che i postumi della seratina precedente- soltanto un: occavolo, dipende da me.

Ricordo il giorno in cui, dolorosamente, decisi di porre fine alle lezioni di pianoforte per preperarmi agli esami dell’ottavo anno del Conservatorio: voler andare oltre era davvero voler infrangere il muro del suono nel senso che la qualità del suono era tale che avrei potuto farcela solo se Maurizio Pollini avesse deciso di reincarnarsi in me nell’ora necessaria davanti agli esaminatori. E il “non ho abbastanza tempo” “sono cattivi con i privatisti” e giù fino a “che poi anche se studio passano solo i raccomandati” si infransero sul: non è qui che ho voglia di investire le sette ore al giorno necessarie.

Ugualmente accadde quando decisi di porre fine alle lezioni di autolesionismo amoroso: andare oltre, in quel caso, era voler infrangere anche il muro del buon senso e la qualità della vita. Mi alzai ugualmente di soprassalto e, come fossero entrati gli stessi ladri in casa di notte, mi ritrovai scippata di tutti i  “dipende anche da lui” “dipende da quanto cambierà questa settimana”, “non ho il quadro astrale giusto” “tanto non cambia nulla”… mi avevano lasciato, i ladri, solo: occavolo, dipende da me.

Tipo quella storia del rasoio di Occam: il principio che suggerisce l’inutilità di formulare più teorie di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare qualcosa. La rasatura perfetta del rasoio di frate Occam consiglia di evitare cioè altre ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti.

Brutta roba. La consapevolezza di essere artefici del proprio destino. E di poterci dare un taglio, alle cose. Quando dipende solo da noi. Ora. E fra una settimana. Tipo.

5 Risposte to “Il rasoio di Occavolo”

  1. Mario (obbligatorio) Dice:

    E’ semplicemente uno di quei giorni che ti prende la malinconia e fino a sera non ti lascia più, a proposito di cantautori. Ma, come il mal di testa, la vita e persino gli tsunami, prima o poi passa

  2. AntoZazie Dice:

    Ecco poi mi spiegherai come fai.. tutte le volte che mi frullano pensieri per il capino in subbuglio, mi tiri fuori un post illuminante 🙂

    Io piuttosto che applicare il rasoio purtroppo ho l’abitudine di pensare al parodosso del gatto di Schrodinger (http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger) e di questo me ne pento mai abbastanza!

  3. MeriPop Dice:

    Mariobbligatorio: Vanonitour
    Anto, e te lo dico io com’è, è che ieri stavo nel Granducato e t’ho scippato il pensierino. Solo che ora che avevo finalmente capito il rasoio di Occam qualcuno mi deve aiutare con il gatto di Schrödinger…

  4. AntoZazie Dice:

    Ma come non mi dici nulla..! La cioccolata aspetta te!
    Il paradosso del gatto di Schrödinger per me non addetta/adatta alla scienza mi è stato spiegato cosi: “Tu metti un gatto e una particella radiattiva in una scatola. Finchè non apri la scatola non sai se il gatto è vivo o è morto. Quindi fino a quando la scatola rimane chiusa, può essere sia vivo che morto.
    un pò come le speranze di una giornata di un primo appuntamento!”

  5. flaminia Dice:

    Meri Pop, i tuoi post sono come il “cacio sui maccheroni” (versione popolare) o come il rhum con la cioccolata fondente (se volessimo elevarci un po’). Non ieri, non domani …solo ORA , dipende da TE , diamoci una mossa.NO EXCUSES.
    besos

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