Archive for maggio, 2019

Mister Pop

giovedì, maggio 30th, 2019

Ora, Poppiane e Poppiani dellaprimaora, ma chi ce lo doveva dì a noi che saremmo finiti nell’homepage di Repubblica, sempresialodata, sotto Arrigo Sacchi?

Grazie ancora a tutteettutti, che a certi gol non ci si arriva mai da soli.

OroscoPop: quella sfavillante, simpatica canaglia del Gemelli Jep

mercoledì, maggio 22nd, 2019

 “La scoperta più consistente che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto i 65 anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”. Ironico, a tratti sarcastico, mondano, snob, disincantato fino a lambire un cinismo forse più di maniera che autentico, Jep (Gambardella, chi altri se non lui) è – come del resto il suo creatore, il gemellissimo Paolo Sorrentino – è molto, ma molto, Gemelli.

Curioso, socievole, a volte lieve, a volte così leggero da risultare superficiale, come Jep, il Gemelli è una stella che brilla della veloce intelligenza di Mercurio, il pianeta che lo governa.

Intelligenza sfarfallante che coglie al volo il punto e sa tradurlo in qualcosa di divertente e interessante, che si tratti di letteratura, scienza o anche un modo particolarmente smart di fare il 730. E soprattutto, sa comunicarlo in modo interessante. In Gemelli, infatti, Mercurio, messaggero degli Dei e prima di ogni altro di chi degli Dei è Sovrano, ovvero Giove, esprime al massimo le sue doti di comunicazione veloce alla luce della grande capacità di interconnessione logica che gli appartiene.

Dotato di un fulminante sense of humour, sdrammatizzare anche le situazioni più difficili è uno dei suoi punti di forza mentre, grazie a Plutone esaltato, sa toccare con abilità i tasti della seduzione. Segno a cui la vox populi imputa infida doppiezza, in realtà i giovani gemelli che lo raffigurano nonché il suo simbolo tradizionale rimandano più che alla doppiezza, alla dualità: luce/ombra, maschile/femminile, razionale/emotivo. Un’ambivalenza che incarna e riflette astrologicamente l’intrinseca contraddittorietà della natura umana, l’ambiguità del pensiero e della parola, la complessità della esistenza.

Ciò detto, per sua natura, un Gemelli sa bene come essere accorto e trova sempre brillantemente vie d’uscita anche a situazioni imbarazzanti, magari attraverso qualche utile bugia che, quando diventa sistematica, è uno dei suoi lati ombra, insieme a una certa scaltrezza che non va troppo per il sottile. A ben guardare, il Nostro è abbastanza il tipo da “Tesoro scendo un attimo a prendere le sigarette” e poi chi si è visto si è visto. Così, al volo, senza fare un plissè. A volte il Gemelli puo’ essere Una simpatica canaglia che svicola con nonchalance, come del resto sa chiunque abbia avuto modo di provare (tendo a pensare inutilmente) a placcarne uno. 

Nel 2019 il test di Giove, compleanno easy e presto si vola

Inchiodati fino a fine 2017 da Saturno opposto al loro Sole dal campo delle relazioni, i Gemelli, che quando sentono anche solo minimamente odore di vincoli e blocchi si smaterializzano all’istante, e se non possono diventano evanescenti, si sono spesso sentiti come legati da una camicia di forza da cui hanno tentato in ogni modo di liberarsi, soprattutto nei rapporti di coppia e in quelli di natura societaria, anche perché ormai da tempo Plutone spinge a un cambiamento profondo. Molti hanno sentito il morso della freddezza di una relazione di coppia invecchiata o ormai priva di slancio vitale e hanno chiuso o subito chiusure di matrimoni e convivenze, pur se socialmente convenienti.

C’è chi ha invece dovuto confrontarsi con storie, magari con persone impegnate, bloccate e bloccanti: senza respiro. E non c’e nulla come la mancanza d’aria e di movimento che mandi un Gemelli in depressione. Nel 2019, con Giove che ha preso il posto di Saturno, i nuovi amori sono entrati in rodaggio, un test di convivenza – che può anche rivelarsi esaltante ma che dovrà presto confrontarsi con la realtà del day by day – sul modo di vivere la relazione di coppia, così come, con alti e bassi, accade a quelli che sono rimasti in piedi. Possibili incontri interessanti per i single, che potrebbero però scambiare un bel flirt per l’amore della vita, o magari, meno facilmente, anche trovarlo davvero: con Giove, sia pure opposto, non si può mai sapere. Da un po’ Nettuno, in aspetto dinamico al Sole dal settore della professione e dell’autonomia, instilla nei Gemelli il bisogno di sperimentare strade diverse, più creative e originali, per realizzarsi nel mondo, di destrutturare i vecchi schemi di gioco e ad aprirsi ad altro, lasciando però i Nostri un po’ nervosamente confusi o in fase di riorganizzazione. La tendenza a innovare e cambiare la porta anche Urano in Toro che potrebbe far sopraggiungere, all’improvviso, stimoli, idee e illuminazioni da cui far crescere talenti e inclinazioni. Un processo che porterà i suoi frutti con l’ingresso di Saturno nell’amico Acquario, a fine 2020, quando gli sforzi messi in campo troveranno una loro stabilità. Tanto più che, a sostenerli, ci sarà anche Giove.

Con Mercurio congiunto al Sole nel segno fino al 4 giugno, i Gemelli entrano nei giorni del loro compleanno esattamente come gli va: in modo easy, potendo contare su tutta la loro capacità di affabulare e divertirsi, oltre che sulla possibilità di concludere qualche piccolo affare. Anche se Mercurio in Cancro dal 4 giugno sarà invece un po’ frenante e introspettivo tanto più che in Cancro si troverà pure Marte: un’occasione per guardarsi un dentro e fare un check del modo di affermare il proprio valore nei vari ambiti dell’esistenza o di gestire i propri beni a tutto campo.

Ma come batterà il cuore? Forte, ma fino ai primi di giugno sarà un battito più affettivo che erotico. Dal 10 in poi Venere nel segno farà volare i Gemelli verso il solstizio con tutta la sua sontuosa carica di sensualità, passione e “piccola fortuna”. Un annuncio d’estate denso di promesse che non dovranno però farsi portar via da malinconie e incertezze passeggere che oltre a non fare per loro, li indispongono vieppiù.

E quindi, Fanciulli e Fanciulle dello Zodiaco: lo spleen non è cosa vostra, volate leggeri verso l’estate

Per sempre vostra, Maga Bagò

Cos’è un pompelmo?

martedì, maggio 14th, 2019

Cos’è un pompelmo?
Un limone a cui è stata data un’opportunità e ha saputo approfittarne.

E’ quello che è successo anche a Zuckercoso e ai due ragazzi di Kickstarter. Cosè Kickstarter? Se venite oggi alle 18,15 alla Nuvola di Fuffas all’Eur ve lo raccontiamo. Ma, tra l’altro, sono quelli grazie ai quali sono state pubblicate le Storie della Buonanotte per bambine ribelli.

Sul palco, per Kickstarter, troverete Fabio Pappacena. Cioè lui:

Da oggi a giovedì al Forum PA approdano anche tre monologhi della quippresente. Regìa di Tiziana Sensi.
Vi aspetto. Ma dovete accreditarvi. Cliccando Qui

E buone spremute di pompelmo a tutti.

Qualsiasi cosa sia destinata a te…

lunedì, maggio 13th, 2019

Qualsiasi cosa sia destinata a te troverà il modo di raggiungerti.

Sarà probabilmente per questo che, evitatolo scientemente a Roma, me lo sono ritrovato a Napoli.
Scannasurice“, letteralmente scanna topi.
“Un’ora di monologo in napoletano stretto di cui capirai nonsoqquanto ma che, e non saprei dirti come né perché, ti conquisterà”. E’ così che me lo ha presentato Danilo, l’amico che ci ha lanciato la sfida. “Venite. Venite a vederlo a Napoli”.

Perché sarà che Parigi è sempre una buona idea ma mai così buona come Napoli.

E a me e a Pat non sembra vero trovare una scusa per andarci.
A un quarto d’ora dall’inizio dello spettacolo Danilo ci dice

-Entrate un attimo, vi faccio vedere il teatro ancora vuoto. Il Teatro Elicantropo: piccolo, raccolto, post industriale, ex falegnameria resuscitata come teatro grazie a tre coraggiosi artisti (uno ve lo presento fra pochissimo); tutto nero, con gradinate a cuscini rossi. Siamo lì in silenzio quando, dal piccolo palco costruito a loculi di cemento stile cimiteriale, sbuca una figura strana.

Sobbalziamo come chi pensava di esser lì da solo mentre, districandosi tra gli anfratti di cemento come una contorsionista, sbuca lei. Lui. Leilui: retina in testa, cerone in faccia, maschera di trucco, un cardigan abbondante a coprire un indecifrabile corpo. Occhi e incedere magnetici. Paura. E una vocina dentro -Uànema, vedi che serata t’aspetta mo’ …
Ma a quel punto è già tardi: quell’entità magnetica si avvicina e io non riesco più a staccarle gli occhi di dosso. Ci saluta, ha una voce calda, dolce, femminile.

-Meripo’ ti presento Imma Villa, la protagonista

Ve la faccio breve. Finisce, dopo un’ora di spettacolo, con me in lacrime, trucco completamente sciolto che sembro più Scannasurice, femminiello e mascherone di lei.

In mezzo un’ora ininterrotta di emozioni, di cambi di voce, di stili, di generi teatrali e sessuali lui-lei-laltro-ilnonso, in cui si ride, si trattiene il fiato, ci si dispera, ci si rialza. Un’ora in ostaggio della magìa, della disperazione, della bravura. Un’ora sulle montagne russe insieme a questo femminiello dei Quartieri Spagnoli, che batte e si sbatte per sopravvivere all’indomani del terremoto del 1980 .

E precipitiamo con luilei nel baratro della stamberga in cui abita tra surece (topi), munnizza e dolore ma anche fra belle mbriane e munacielli perché «Le case sono intonaco e divinità».

Sapevo come andava a finire la storia. Eppure quella fine mi ha travolta lo stesso, senza più difese.

Per un’ora non si è sentito un fiato che non fosse il suo, quello di Imma Villa intendo. E quando è chiaro che è finita e si spegne anche l’ultima luce, tutti aspettano quegli interminabili due tre secondi per far partire il primo battito di mani che diventa torrenziale e infinito e che alla fine ci fa alzare tutti in piedi.

Lei stremata ringrazia, si inchina, sta a mani giunte, indica la regìa, i tecnici e noi che non riusciamo ad andare via.

Da domani Scannasurice sarà al Piccolo di Milano.

Amiche e amici di lassù, se potete fatevi questo regalo. Consegnatevi spontaneamente in ostaggio a questa inspiegabile e indicibile forza che si chiama arte.

 

Scannasurice
di Enzo Moscato
regìa Carlo Cerciello
dal  al 
Piccolo Teatro Grassi

You Pop, Parlami d’amore sbarca su Youtube e su Rep.it

venerdì, maggio 3rd, 2019

Parlami d’amore Meripo’ sbarca su Youtube e si piazza sulla home page di Repubblica (qui): il video oltre la siepe e oltre la carta. A Repubblica (e La Stampa e tutto il cucuzzaro e gruppo Gedi) sono degli spericolati.
Una parola al mese. A maggio è Leggerezza. Alleggeriamoci, amiche e amicimiei.
Alleggeriamo lo spirito e pure gli armadi.
Fatevi guidare nelle vie del Butting.
E ricordate che ciò che vale per il cambio armadi vale pure per il cambio-partner. 
Le Tre Regole dell’Armadio vi accompagnino sempre. Che da Marie Kondo a Meripo’ è ‘nattimo.

Leonardo Da Vinci, storia del primo cervello in fuga

giovedì, maggio 2nd, 2019

Avendo lungamente sbomballato anche io a lei i cabasisi sulla questione “certo però guarda come i francesi hanno costruito la propria fortuna sugli artisti italiani” e nella fattispecie osservando la fila chilometrica che serve per entrare nell’ultima dimora di Leonardo Da Vinci nel Castello di Clos Lucè -Valle della Loira-, lei aveva in un primo momento effettivamente assecondato la rivendicazione patriottica mia con l’esclamazione

-Uànema, Meripo’, laggènt

vieppiù rafforzata dal fatto che, dopo un percorso di visite a L’ultimo studio di Leonardo


Il Parco di Leonardo percorso paesaggistico sulle sue orme con venti macchine a grandezza naturale azionabili e quaranta teli trasparenti rappresentanti dettagli di suoi dipinti
il Giardino di Leonardo, con i suoi disegni botanici, studi geologici e idrodinamici e paesaggi: il ponte a due piani da lui progettato
gli attrezzi di Leonardo,
la seggiola di Leonardo
la cucina di Leonardo
eravamo infine sbucate dentro al gift shop finale a base di: Birra Leonardo da Vinci, Cereali Leonardo da Vinci, Carta igienica e salvietta Leonardo da Vinci.

Senonché giusto oggi che ricorrono i 500 anni dalla morte di uno dei più grandi geni mai apparsi sulla terra, genio di casa nostra, mentre iniziano le celebrazioni solenni per la fu dipartita, è però il caso di ricordare che Leonardo arrivò in Francia nell’autunno del 1516, accogliendo l’invito di Francesco I, re di Francia, a risiedere presso di lui. E perché lo fa? Perché ha 64 anni, è indebolito dall’età e ha una paralisi alla mano destra e a Roma è morto a marzo il suo grande protettore Giuliano de’ Medici. Quindi non sa bene come sbarcare il lunario, in Italia. E se ne va.

Perché in Italia puoi anche essere il più grande genio mai apparso sulla faccia della terra ma se non hai un protettore sono cavoli amari.

Valica le Alpi con i due discepoli Francesco Melzi e Battista de Villanis e con un seguito di bauli e borse piene di manoscritti, appunti, quaderni e tre tele: la Monna Lisa, il San Giovanni Battista e la Sant’Anna.

Francesco I è un amante dell’arte italiana e suo grandissimo estimatore. E onorerà la presenza del genio italiano, il più grande di tutti i tempi, dandogli alloggio nel castello di Clos-Lucé, e fregiandolo del titolo di “premier peintre, architecte, et mecanicien du roi” ma soprattutto gli darà un vitalizio di 5000 scudi.

Gli ultimi anni che Leonardo trascorrerà in Francia saranno i più sereni della sua vita. Nonostante debolezza e paralisi riuscirà a portare avanti le sue ricerche e i suoi studi aiutato dagli allievi e dedicandosi alle sue prime passioni ossia scienza e fisica.

Leonardo è stato il primo cervello in fuga. Facciamocene una ragione.

la Gioconda non ce l’ha rubata purtroppo nessuno, tantomeno Napoleone: anche questa, come tante, è una bufala. La Gioconda è legittima proprietà della Francia perché Leonardo la vendette a Francesco I nel 1518 per riuscire a campare.

E dunque il mesto ritorno alla realtà, lì in mezzo ai castelli della Loira, trovava la finale sintesi nella chiosa di Grace:

-Meripo’, la verità è che questi sono riusciti a vendere Leonardo pure sulla carta del cesso. E noi non siamo riusciti nemmeno a trattenerlo in Italia.

Amare è un lavoro duro

mercoledì, maggio 1st, 2019

Dovete perdonarmi ma per me il Primo Maggio sono sempre e ancora loro.

Giacomo e Maria, sposati da quindici anni. Avete presente, si? Quando va di lusso ci si sente come due fratelli. Altrimenti insopportabili. In ultima istanza estranei. Eccola dunque la linea Maginot: è a quel punto che Giacomo inizia a farsi reticente, cambia le password al computer, si porta il cellulare al bagno, sparisce per non meglio identificati sopraggiunti impegni. Avete presente, si?

E’ lì che Maria dice “Meripo’ ma secondo te?”. E beh avete presente si? N’altra linea Maginot fra la bugia pietosa e l’attesa che Maria lo capisca da sola che l’amore dura tre anni e al quindicesimo continuare a infierire è disumano.
Però per quel po’ di prudenza che la carta d’identità, lo stato civile e questo blogghe mi hanno aiutato a sviluppare mi taccio. E dico, anzi scrivo, che Maria io non l’ho mai incontrata di persona ma solo di tastiera, le scrivo che “parla, chiedi. Ma solo quando sarai pronta a ricevere risposte sennò statte zitta e aspetta”.

E niente, Meripo’, quando squilla il cellulare si allontana, quando usa il computer si incacchia se gli passo alle spalle. Avete presente si? Assente, teso, basta cinema, basta pizze il sabato, basta vacanze insieme. Ci sono due bambini e in vacanza ci si va, poco, lei e loro.
Insomma questa storia va avanti più di un anno. E lei zitta. E io pure. E lui anche.

Finché il mese scorso Giacomo l’ha fatto: l’ha invitata a cena fuori e le ha detto quelle due paroline con le quali di norma si apre ogni separazione che si rispetti:
-Dobbiamo parlare
Beh lo hanno fatto. Lei la prima cosa che gli ha chiesto è stata:

-Saltiamo le premesse, lei come si chiama?
Ed è stato allora che lui glie l’ha detto: lei si chiama disoccupazione.

Giacomo un anno fa è stato licenziato. Ha continuato ogni giorno a uscire alle otto e rientrare alle sette, ha continuato a pagare bollette, dentista e vacanze dei bambini. Ha chiesto prestiti e ha dato fondo ai risparmi. Per un anno ha risposto al cellulare in bagno alle agenzie di lavoro interinale.

Per un anno ha continuato a lavorare così: senza lavoro.
Ora una piccola offerta è arrivata: lo pagheranno di meno e lavorerà di più. Quindi a cena ha detto a Maria che quest’anno in vacanza ci si torna tutti insieme. Ma al campeggio.

Work