Archive for marzo, 2019

Suor Maria Agnese Tribbioli, che chiuse le porte Giuste

mercoledì, marzo 6th, 2019

Novembre 1943. Due bambini ebrei sono nascosti in un convento fiorentino insieme alla mamma. A un certo punto si sente un bussare insistente al portone. Colpi secchi. Sono gli ufficiali delle SS. Cercano ebrei. Ed è a loro che una donna minuta da dentro risponde:

-Qui non ci sono ebrei, ci sono solo figli di Dio. E lo siete anche voi

Lei è suor Maria Agnese Tribbioli. Ed è la madre superiora. In quel convento sta salvando, insieme a tanti altri, anche Simone Sacerdoti, la moglie Marcella Belgrado e i figli Cesare-David e Vittorio. E sta nascondendo la loro identità anche alle altre suore, che fidarsi è bene ma non fidarsi a volte è decisamente meglio. Li chiama “i rifugiati senza tetto”. A volte deve fare vere e proprie azioni di depistaggio con le consorelle, come quando Cesare-David, che ha cinque anni, si rifiuta di farsi il segno della croce e inizia a insospettire le altre suore. Suor Maria Agnese non si scompone affatto e quando le altre suore le portano il bambino lei, semplicemente, dice: è rimasto senza casa, bisogna capirlo, ha subìto un trauma.

Cesare David e Vittorio, il 25 marzo del 2010, hanno promosso un riconoscimento alla memoria di lei, che l’anno prima, il 16 giugno 2009, è stata proclamata Giusta fra le nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme.

I Giusti. Le Giuste. Le donne sono più della metà dei Giusti dello Yad Vashem. Mi piace ricordarla oggi, nella Giornata dei Giusti. Riflettendo sul fatto che a volte è effettivamente molto saggio sbarrare le porte al prossimo. Ma dipende da chi c’è dentro. E da chi c’è fuori.

(Suor Maria Agnese è morta a Firenze il 27 febbraio 1965. E’ sepolta nella Cappella di Casa Betania di Via dei Serragli 127.  Il 14 gennaio 2017 il cardinale di Firenze, Giuseppe Betori ha dato il via alla Causa di Beatificazione).

Sempre oggi, a Fossoli, alla Fondazione dell’ex campo di smistamento dei deportati, verranno piantati tre alberi dedicati ai Giusti nel mondo e cioè a Berta Caceres, Maria Quinto-Daniela Pompei e Salvo D’Acquisto.

 

Lucio, non ci dimenticare mai

lunedì, marzo 4th, 2019

Che poi ero così stanca da non dormire, che erano le due di notte e non c’e’ niente da fare. Che mi piace tanto stare ferma e sentirti respirare e certo contestualmente mi chiedevo come sarà la mia faccia stanca.  Quindi che faccio? Provo a girare il mio cuscino, ma è una scusa per venirti più vicino. Provo a svegliarti con un po’ di tosse ma tu ti giri come se niente fosse. Spengo la luce provo a dormire ma tu con la mano mi vieni a cercare.

Insomma che sera: che la luna è una palla ed il cielo è un biliardo quante stelle nei flippers sono più di un miliardo. Di una luna che ti illumina a giorno, che balla il mistero di questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero. Che poi è questo, ecco il mistero, sotto un cielo di ferro e di gesso l’uomo riesce ad amare lo stesso e ama davvero nessuna certezza: che commozione, che tenerezza.

Certo è che vorrei essere il vestito che porterai e poi ma quanti capelli che hai, non si riesce a contare, sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli ci si può fidare.
E comunque purtroppo, si: tu, tu non mi basti mai.

E… oh Lucio sai che è? Che non so se sono io che parlo come te o tu che come me, ma il punto era proprio questo: che m’ero detta che mai e poi mai sarei riuscita a scrivere qualcosa se morivi. Ma il fatto è che tu t’eri messo a scrivere come noi vivevamo.

Comunque io io io ci provo sai. Oh, Lucio,…non ci dimenticare mai