Archive for febbraio, 2016

Il giorno in più

lunedì, febbraio 29th, 2016

Avrete un giorno in più e quel giorno pioverà a secchiate.
(paracit)

Madame Bovary c’est moi. Anzi siamo noi

giovedì, febbraio 25th, 2016

Non conosci bene un uomo finché non ci vai a letto. Non conosci bene una donna mai. Neanche se quella donna sei tu.

E’ così che si è aperta ieri sera la Madame Bovary in scena al piccolo Eliseo di Roma. Ed è così che proprio nel giorno del derby tra fedeltà e corna (mi si perdoni la crasi), mi è sembrato illuminante andare a rendere omaggio all’eroina dell’inquietudine e del tormento, anche amoroso.

Non la frequentavo da almeno una trentina d’anni e oggi mi sembra incredibile che si possa pensare a Madame Bovary come a un romanzo sull’adulterio. Ma tant’è. Licenzioso. Scandaloso. Processato per oltraggio alla morale. Ma vedete poi come invecchiando si diventi un po’ presbiti anche di cuore (nel senso che si vede meglio da lontano) ieri sera pensavo che la cosa più pericolosa di cui Emma si era contornata fossero stati i libri, non gli uomini e i debiti. I libri nei quali si era fatta un’idea della vita e dell’amore.

“L’amore, pensava, doveva manifestarsi di colpo, esplosione di lampi e fulmini, uragano dei cieli che si abbatte sulla vita, la sconvolge, strappa via ogni resistenza come uno sciame di foglie e risucchia nell’abisso l’intiero cuore.”

Ma per tutta la durata dello spettacolo ho continuato a pensare a quella frase iniziale.
Non conosci bene un uomo finché non ci vai a letto. Non conosci bene una donna mai. Neanche se quella donna sei tu.

Questo oggi, soprattutto,  mi dice Emma Bovary. L’impossibile accesso al mistero, prima di tutto il nostro. In quella parte più profonda nella quale andiamo a sbattere contro lo stesso binomio, laddove “c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene”: “una donna ha continui impedimenti. A un tempo inerte e cedevole, ha contro di sé le debolezze della carne e la sottomissione alle leggi. La sua volontà, come il velo del suo cappello tenuto da un cordoncino, palpita a tutti i venti, c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene”.

Devo a Rita una serata di risate perché ieri, in verità, ci siamo ben straziate. Ma ne valeva la pena. Perché Oui, Madame Bovary c’est moi. Anzi siamo noi. Dunque, se potete, andate. Andate a incontrarvi.

Lucia Lavia

Madame Bovary
(Lucia Lavia)
Piccolo Eliseo, fino al 6 marzo
riscrittura di Letizia Russo
regia Andrea Baracco

Del principio di minima energia e massimo cialtronismo

martedì, febbraio 23rd, 2016

Discorrevo col professor Pi sul dilagante cialtronismo che tutti ci avvinghia contestualmente elencandone una terna cadauno di quotidiani esempi, egli soffermandosi anche su performance studentesche non propriamente esaltanti. Ed è stato allora che gli ho domandato

-Professor Pi ma come mai più si progredisce più, per certi aspetti, si regredisce?

Ed è stato lì che lui mi ha detto

-Il principio di minima energia, che pur governa il mondo, applicato nella versione fancazzista al quotidiano agire genera il principio di massimo cialtronismo

Richieste ulteriori specifiche al primo Principio di Pi sul massimo cialtronismo, egli chiosava:

-Vedi, Meripo’, se alla massima applicazione personale non corrisponde un proporzionale riconoscimento, ma tutti si rischia di galleggiare in una indistinta mediocrità in cui il premio statisticamente cade sui meno brillanti -con fulgide eccezioni certo-, al tradizionale cialtronismo di base si aggiunge -ed è difficile arginare-  anche la ricaduta del “Ma in fondo a me ma chiccazzomelofaffare”.

Aladdin lamp

Ahi serva Italia

martedì, febbraio 16th, 2016

Desidero qui e oggi ringraziare tutte le parlamentari e i parlamentari che nel 1970 approvarono il divorzio, e tutte le italiane e gli italiani che votarono al referendum, prendendosi strali, improperi, anatemi, dileggi e scomuniche in ogniddove.

Mai avrei pensato, a otto anni, che in quel momento qualcuno si stava prendendo mazzate -intellettuali ma qualcuno finanche fisiche- per qualcosa che avrebbe restituito a me la libertà di scegliere -e quella dello stato civile- quaranta anni dopo.

Tutto ciò premesso forse è venuto anche il momento di consentire “a vostra moglie di scappare con la serva” (1), se lo desidera. Che mica solo voi, ci potete scappare.

Divorzio all'italiana

Divorzio all’italiana

(1) (“Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!” – Amintore Fanfani in merito al referendum sul divorzio, il 26 aprile 1974 a Caltanissetta; citato in Giampaolo Pansa, La caduta di Fanfani, la Repubblica, 8 maggio 2004)

Noi ci Sanremo

mercoledì, febbraio 10th, 2016

Pensate a quando sui libri di storia si leggerà che per riconoscere i diritti civili furono più all’altezza a Sanremo che in Parlamento.

Nostre signore della Cazzimma

martedì, febbraio 9th, 2016

Forse la più nota è Alicia Florrick, The Good Wife, ma è anche quella meno rappresentativa per gli auguri che vorrei fare oggi: perché già dal titolo si capisce che il tratto principale del suo curriculum è un marito. Il punto è che da A di Ally McBeal a G di Giudice Amy a S di Shark io di serie giudiziarie non me ne perdo una e per le donne ho proprio una fissa irresistibile.

E dunque oggi, per le italiane, è una giornata particolare: perché il 9 febbraio del 1963 -ripeto millenovecentosessantatrè- il Parlamento approvava la legge sulla parità fra i sessi negli uffici pubblici e nelle libere professioni con ciò consentendo anche alle donne di entrare in magistratura. Cioè 15 -quindici- anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione e 18 -diciotto- anni dopo il diritto di voto anche alle donne.

A ben vedere ci sarebbe ben poco da festeggiare ma, più che a pensare a quanto ci abbiamo messo ad arrivarci, oggi mi verrebbe solo da ringraziare tutte quelle donne che in magistratura ci sono entrate e con atti di eroismo quotidiano ci restano. Lo dico perché ne conosco parecchie. Sono avvocate e magistrate che alla competenza professionale aggiungono un tratto umano profondo senza rinunciare alla propria femminilità. Alcune, non molte, hanno anche una famiglia e Dio solo sa chi faccia più miracoli.

Vorrei citare il caso di una fra le tante, che alla professione, al tratto umano, alla femminilità e alla famiglia ha in carico anche uno splendido bimbo che ha bisogno di un surplus di attenzioni e di cure.

Infine aggiungo un uomo, uomo tosto e del sud, che, qualche giorno fa dovendo scegliere un avvocato per questione seria e delicata assai, mi ha scritto

-Meripo’ io non credo che le donne siano migliori degli uomini. Credo però che a volte siano da preferire, agli uomini

-E quand’è che vanno preferite??

-Meripo’ quando serve la cazzimma

E dunque auguri a noi e a tutte voi, nostre Signore della Cazzimma giudiziaria

Alicia Florrick

Julianna Margulis-Alicia Florrick

Riunioni civili

martedì, febbraio 2nd, 2016

Se poi il fervore contro lo sfruttamento del corpo della donna perdurasse anche oltre la localizzazione uterina sarebbe perfetto.

Saving Mrs Banks

lunedì, febbraio 1st, 2016

Grazie all’assist del libraiodellaversiliadimeripo’, l’Andrea Geloni di Nina a Pietrasanta, che giustamente celebra Mrs. Banks nell’odierno anniversario della concessione del diritto di voto alle donne in Italia, nell ‘anno di grazia 1945, e reduci dai due caldi weekend sul tema estensione dei diritti civili, mi è qui gradito ricordare all’utenza che se per votare s’è dovuto aspettare il 1945, per entrare in magistratura s’è dovuto aspettare il ’63 -il 1963-, che l’adulterio non è più stato reato nel 1968 e che che lo stupro è diventato un delitto contro la persona e non più contro la morale nel 1996.

Quindi direi che per il resto non dobbiamo scoraggiarci. Ma metterci comodi magari sì,  mejo.

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