Archive for agosto, 2015

Ventimila leghe sotto i fari

domenica, agosto 30th, 2015

4 agosto

Si comincia con un atterraggio di emergenza a Perth. Per sbarcare un ragazzo che si è sentito male in volo, ha vomitato anche l’anima e alla fine è sotto ossigeno da ore, tre sedili dietro al nostro. Dunque si comincia con la prima lezione: qualsiasi tipo di lamentazione sul fatto che qui non si arriva mai (e ne avrei, e come se ne avrei) è superata dal constatare che noi ci stiamo comunque arrivando. E’ a questo ragazzo che ho poi pensato per tutta la durata del viaggio. E ancora oggi vorrei scrivere al signor Emirates per chiedere come sta.

Al complesso sbarco e al rifornimento di ossigeno seguiva l’annuncio che avevamo ghiaccio sulle ali e dunque aspettiamo gli sbrinatori di ali. Dopo due ore e mezza -che arrivavano dopo le 6+12+3 di volo effettivo esclusi scali e altre attese- si era ancora a far su e giù per i corridoi. Intanto in prossimità dei bagni veniva allestita l’area stretching. Capannelli di passeggeri improvvisavano corner di conforto culinario internazionale: a me arrivava un pezzo di cioccolata fondente all’arancia gran cru da tre americani. Alla terza ora e mezza il comandante annunciava che forse jelapotevamofare. Destinazione Melbourne. E poi Auckland.

Ad Auckland si arriva dall’acqua. Anche se si scende dal cielo. L’aeromobile sorvola la baia, si accosta e sul ciglio della costa tiene un’ala sempre sull’acqua. La mia. Di ala. Per cui dopo le nostre 5+12+3+4+nonmeloricordo ore di volo effettivo, atte a coprire i ventimila chilometri di distanza, guardo il Professor Pi e lo dico:

-Ma che, si atterra in acqua??

Già il fatto che parti il 2 e atterri il 4 dovrebbe spiegare abbastanza della ulteriormente compromessa situazione fisica e mentale che già di norma è quello che è.

Auckland. Sedici gradi, nuvoloni, pioggia. Ma ho promesso di limitare le lamentele all’essenziale quindi riserviamole per l’ostello. La Nuova Zelanda è carissima. Un caro direttamente proporzionale alla distanza, diciamo: il professor Pi avvertiva sin dall’Italia che il nostro permanere notturno si sarebbe svolto negli ostelli (e avendoci fatto passare un mese in tenda in Australia, credetemi, questo sembrava già un gran passo avanti nel lusso). Ci invitava dunque a fare la tessera degli Ostelli Internazionali della Gioventù (YHA), lasciapassare per sconti nei suddetti e per il wi-fi gratis.

E’ del tutto evidente però che la locuzione OSTELLO DELLA GIOVENTù, dopo l’immediata lusinga della parola “gioventù” nella mia testa si associava piuttosto a lasciapassare per potenziali topaie. Iniziamo allora col dire che quello di Auckland era decisamente spartano ma pulito e dignitoso. Non vedendo la porta del bagno si incaricava il professor Pi di specificare

-Meripo’ ora ti ci accompagno
-Mi accompagni dove?
-Al bagno
-Guarda che sono sì provata dalle 48 ore di viaggio ma ce la faccio ancora ad entrarci da sola, al bagno, voglio solo sapere dov’è la porta
-E’ in corridoio
-EEEEEEHHHHH??
-Meripo’ il corridoio: per quanto dignitoso è un ostello e il bagno è in comune.

Per fortuna sua dopo 5+12+3+4+varie ore di volo una non è che abbia la forza di stare a fare simposi su cessi, accatastamenti e classificazione degli ostelli per cui, saltata anche la cena, svenivamo direttamente sul letto dopo una fugacissima pipì nel comune cesso che però, va detto, risultava anch’egli pulito e dignitoso.

Concludendo, per dirla con Italo Calvino, “Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”.

E questa domanda, convenivo con me stessa, almeno la prima sera non poteva essere: “Dov’è il cesso?”.

NZ Emirates

 

Il segway nuovo dell’Imperatore

giovedì, agosto 27th, 2015

Diventi il Re dei 200 e al giro d’onore ti oscura l’Imperatore degli imbecilli.
Una discreta metafora della vita.

Chi siete, dove andate, come tornate

lunedì, agosto 24th, 2015

Oh, è talmente vero che, come dice il saggio, “chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita” che pur avendo passato indenne la frontiera, stamattina Zuckercoso ha detto che non posso essere Meri Pop. Poi mi ha chiesto i documenti e ha detto Lefaremosapere.

E insomma mi chiedo: ma se uno rientra a casa ma non su Facebook, è rientrato veramente?

Meri Pop NZ South Pole