Archive for dicembre, 2014

Via con l’Avvento/ Eppure soffia ancora

mercoledì, dicembre 24th, 2014

di Ramerrez

E’ nato a Sassuolo, nel pieno dell’Emilia, dove hanno inventato le piastrelle. E’ morto troppo presto perché è  nato troppo presto, nel 1942: non avevano ancora scoperto il vaccino contro la poliomielite che sarebbe arrivato solo dieci anni dopo. A tre anni questa terribile malattia lo colpì e lo costrinse per sempre in carrozzella. Questo non gli impedì tuttavia di vivere una vita breve, ma intensa. L’impegno politico, una moglie amata e tre figli, la chitarra da autodidatta ed un amico che aveva suonato la chitarra con Caterina Caselli negli anni 60 quando era il casco d’oro degli italiani. Intanto la bionda cantante era diventata la moglie di un discografico importante, e lo convinse a scritturare questo sconosciuto per incidere il suo primo LP, “Eppure soffia” che uscì il giorno del suo trentaquattresimo compleanno, come dimostrato dalla carta d’identità che compare nella copertina del disco. Era novembre, e qualcosa sul Natale ci stava.

Infatti nel disco c’è anche questa canzone, che ci ricorda che stanotte è Natale persino in galera, e dentro alle case di cura. Per non farci dimenticare che domani, dopo la festa, la vita ritorna più dura. Ed in effetti ha ragione, perché nella notte di Natale, mentre baciamo quelli che ci passano accanto, non possiamo proprio dimenticarci di chi è più sfortunato di noi.

Perché se non pensiamo a loro, che Natale è?

Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,

si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti
si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c’è il panettone
bottiglie di vino moscato e c’è il premio di produzione.
Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!
C’è l’angolo per il presepio e l’albero per i bambini
i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini
i preti tirati a parata la legge racconta che è onesta
le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.
Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!
È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l’asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.

Noi, che abbiamo la mente incasinata ma il cuore pieno di emozioni

martedì, dicembre 23rd, 2014

Non solo Babbo Natale riceve lettere. Questa, ad esempio, è per noi. “Te la mando, Meri Pop, perché so che il tuo blog lo leggono tanti genitori e magari pure qualche mia compagna di nascosto”.

Cara Meri Pop,

mi chiamo Giovanna e ho 13 anni. Questa lettera probabilmente sarà abbastanza incasinata perché alla mia età ci sono molti più dubbi che certezze, ma io ci provo lo stesso. Noi siamo la generazione delle pene d’amore e dell’inaccettazione di se stessi…. e quindi purtroppo anche dell’autolesionismo, dell’anoressia e della bulimia… i ragazzi che soffrono però non sfogano il loro “dolore” interiore solo tagliandosi o smettendo di mangiare, ma spesso aprono pagine e scrivono frasi su facebook o instagram deprimenti e negative. Anche io sono un’adolescente con i suoi problemi d’amore e con i suoi dubbi nei confronti della vita, ma penso che scrivere sui social quanto fa schifo la vita e quanto noi ragazzi siamo solo degli errori da cancellare sia un po’ eccessivo.

Ho notato anche che queste pagine stanno influenzando moltissimi adolescenti e alcune spronano addirittura a tagliarsi e ad avere queste idee sulla vita. Io penso innanzitutto che queste pagine dovrebbero essere chiuse e anche che non dovremmo essere così negativi nei confronti della vita perché non ne abbiamo vissuta nemmeno metà. E poi ci sono persone che stanno molto peggio di noi, ci tagliamo perché la persona che ci piace non ci si fila, ma cosa dovrebbe dire il bambino cieco che non potrà mai vedere sua mamma in faccia o il malato di cancro che non ha la possibilità di vivere la sua vita per intero. Noi questa possibilità ce la abbiamo e non dovremmo sprecarla per problemi di questo tipo. Che poi è normale essere tristi e incerti, fa parte della nostra crescita, ma nessuno deve arrivare a così tanto…

Sto scrivendo questa lettera nella speranza che i ragazzi che la leggono affrontino la vita con positività e capiscano che i problemi d’amore e la tristezza sono solo una piccola parte del nostro essere e che oltre ai nostri piccoli problemi ci sono tante altre cose che vale la pena vivere e scoprire. Ma scrivo questa lettera anche perché so che alcuni ragazzi soffrono veramente e se si tagliano vuol dire che stanno male e di certo non basterà una lettera a fargli cambiare idea. Così chiedo ai genitori che leggono questo di stare accanto ai loro figli e di fargli capire che sono disposti ad aiutarli.

Voglio concludere dicendo che dovremmo essere fieri di essere adolescenti perché non siamo solo la generazione dell’autolesionismo, ma anche di whatsapp, di Gemitaiz e delle feste con la musica a palla e dovremmo rallegrarci per evitare di scrivere su facebook quanto facciamo schifo e cominciare a esprimerci e a divertirci, insomma a vivere la nostra vita.
Perché abbiamo la mente incasinata, ma il cuore pieno di emozioni.

Grazie. E buon Natale
Giovanna

Conosci davvero chi hai accanto?

lunedì, dicembre 22nd, 2014

Ogni storia ha tre versioni: la tua, la sua e la verità.
Amore bugiardo, Gone girl

Via con l’Avvento/I “fiori” di Bach. Lei

venerdì, dicembre 19th, 2014

di Ramerrez

Natale è l’albero i regali gli auguri i baci sotto il vischio la neve tutti che sono un poco più buoni e via dicendo ma è anche il giorno in cui, tanti anni fa, è nato Lui.

Per chi ci crede, Lui è Dio che si è fatto uomo. E al di là del somarello e della mangiatoia, a chi crede, Natale ricorda che Dio è qui sulla Terra, è in ogni nostro simile, e che il migliore modo per pregarlo è attraverso la carità e l’amore nei confronti del prossimo.

Per chi non ci crede, Lui comunque è il simbolo della pace, degli uomini di buona volontà, della morte per il bene degli altri e la testimonianza di un precetto che deve guidare la vita anche dell’ateo più restio o del buddista più convinto: ama il prossimo tuo come te stesso e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Per cui va bene la stella cometa, i pacchi sotto l’albero ed il presepe con il muschio ed il cielo fatto con la carta blu e vanno bene pure le canzoni, ma a Natale Lui deve essere con noi. E se Lui è con noi, non abbiamo paura

Perché senza di Lui, che Natale è?

(L’occasione mi è gradita per ricordare che questo pezzo bellissimo è di Gottfried Heinrich Stölzel ed è incluso nel Quaderno di Anna Magdalena Bach, musicista. E’ stata anche la seconda moglie di Johann Sebastian. Insieme ebbero 13 figli. Fu, pare, un matrimonio felice. E lei lo “aiutava a trascrivere la sua musica”. Morto il marito, e scomparsi i figli, Anna Magdalena fu costretta a chiedere la carità e l’elemosina dal consiglio cittadino. E cosi, povera, morì. Nel 2006 -fonte Wikipedia- Il professor Martin Jarvis della Charles Darwin University School of Music di Darwin, Australia, ha avanzato l’ipotesi che Anna Magdalena possa aver composto alcune delle musiche attribuite fino ad ora a Johann Sebastian Bach. Ecco a me fa piacere approfittare di Ramerrez per ricordare Anna Magdalena Bach, musicista. E con lei tutte le donne musiciste. Più o meno ancelle o nascoste per dare lustro ad altri. Vostra Meri)

Pse natalizio urgente/Hasta la partenza siempre

giovedì, dicembre 18th, 2014

Interrompiamo momentaneamente il Via con l’Avvento per un Pronto Soccorso Emotivo Urgente. Dunque, la nostra amica e utentessa Sconsy (Sconsolata momentaneamente) si è svegliata qualche mattina fa e, dopo due anni di mestizia e mortificazioni da di lui micragnosità sentimentale, s’è fatta coraggio e gliel’ha detto: “Mobbasta. Mo’ anche basta”.

Al coraggio leonino è seguita la fase di euforia che sempre ci accompagna nelle svolte vere, seppur dolorose, della vita.  Salvo poi, or sono due settimane, piombare nella più assoluta sconsolazione rimorsiva piangente e disperante. Perché sì, questo va detto, ora sono cavoli. Che so’ capaci tutti a fare le single con le separazioni degli altri, sotto Natale. E lei è tentata di allungare la mano sul telefono per richiamarlo.

Ricordo all’utenza che la quippresente, giusto a ridosso della sentenza separativa a Natale, prese invece la decisione più azzeccata in carriera, dopo quella di cambiare stato civile: cambiare aria.

Giustappunto dopo un mese di attacchi di incontrollabile e ingiustificato pianto capii che stavo al capolinea. Di un autobus che così non sarebbe ripartito mai. Dunque decisi di prendere un aereo. Al buio. Con 19 sconosciuti con destinazione L’Avana. Quarantott’ore dopo buttavo le boccette di Rescue Remedy per tuffarmi nei bicchieri di Mojito e a tratti anche in qualche fumeria di sigari.

Cara Sconsy, credimi: non c’è problema che non possa essere risolto in una fumeria cubana davanti a un bicchiere di Mojito.

E oggi per te io ho due sole parole: Jordan Axani, il canadese che “Compra viaggio con la fidanzata che lo lascia. E lui parte con un’omonima”.

Ricorda, Sconsy: Jordan Axani. Viaggio. Con laqualunque. Noi qui a cantar Tu scendi dalle stelle. E tu lì a riprenderti la vita mentre Tu scendi dalle scale. Dell’aereo. Daje

Via con l’Avvento/ Jingle is bell

mercoledì, dicembre 17th, 2014

No, questa canzone non può mancare. Ma siccome è conosciutissima e proporvela è quasi banale, ve la somministriamo in una forma inconsueta e sublime.

I grandi artisti hanno una caratteristica. Fanno delle cose difficilissime e sembra che siano facili. Insomma, Giotto ha fatto un cerchio e a uno viene da dire “cosa ci vuole a fare un cerchio” poi si rende conto che l’ha fatto a mano libera senza un compasso e allora strabilia di fronte al genio.

La stessa cosa vale per questo simpatico duetto. Bing Crosby e Frank Sinatra sono due grandissimi crooner. Con questo termine americano si intendono i cantanti che, una volta inventato il microfono per amplificare la voce, capirono che si poteva cantare in modo diverso e senza urlare, dando un tono più “confidenziale” alle canzoni. Il primo crooner fu Bing Crosby. Il secondo, si fa per dire, Frank Sinatra, circa dieci anni più giovane, che di Bing era un grande ammiratore, ma che ebbe l’avventura di entrare molto presto nell’orchestra di Tommy Dorsey, un bravissimo jazzista che suonava il trombone. E proprio guardandolo suonare il trombone Frank capì che, cantando, si poteva respirare diversamente, come facevano loro. Dopo una serie di esercizi difficilissimi, tra i quali il passare pomeriggi a cantare con la testa dentro la vasca piena d’acqua, riuscì a mettere a punto un modo completamente nuovo di cantare che otteneva un effetto strabiliante: fare cose difficilissime facendole sembrare facili e naturali.

Frank e Bing erano ottimi amici, e nel 1957 registrarono uno show di una mezz’ora, “happy holidays with Bing and Frank” che è un vero gioiellino. Ed in questo show che i due amici cantano questa canzone in un modo davvero fantastico.

A me non piace dilungarmi sugli aspetti tecnici perché la musica in fondo è solo un’emozione  ma questa volta devo farvi notare che Bing e Frank non cantano in playback. Cantano dal vivo. C’è verosimilmente una base musicale registrata, ed un microfono fuori campo. Quello che riescono a fare divertendosi, versando e bevendo il loro cocktail natalizio è incredibile, eseguendo in maniera impeccabile un brano e mantenendo la precisione ritmica di due cronometri perfettamente sincronizzati. Soprattutto se li paragonate ai talenti odierni, che senza l’auricolare nell’orecchio non riescono a cantare.

Bing e Frank ci donano questa canzone bellissima e, grazie al loro talento, fanno sembrare questo piccolo capolavoro qualcosa di semplice e naturale, due amici che si incontrano per farsi gli auguri di Natale e cantando si bevono un drink insieme. E a noi piace pensare che sia così, e che magari la canzone è venuta così bene proprio perché, oltre ad essere dei maestri del canto erano anche buoni amici che si divertivano a cantare insieme, e che anche a noi che non abbiamo il talento di Bing e Frank magari una cosa difficile fatta con un caro amico venga bene e facile come viene bene e facile la loro bellissima canzone, soprattutto sotto Natale, quando è ancora più bello stare con gli amici.

Perché un Natale senza amici, che Natale è?

Ramerrez

Dashing through the snow
In a one horse open sleigh
O’er the fields we go
Laughing all the way
Bells on bob tails ring
Making spirits bright
What fun it is to laugh and sing
A sleighing song tonight

Oh, jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh

Pop Trends

martedì, dicembre 16th, 2014

Visto che Google vi ha stilato i top trends (“Robin Williams, i Mondiali in Brasile, l’Ebola e Malaysian Airlines. Sono queste secondo Google i top trends delle ricerche 2014 sul suo motore di ricerca. Il colosso di Mountain View, come accade alla fine di ogni anno, ha infatti stilato le classifiche dei termini più digitati dell’anno”) è ora di rendere noti anche i Pop Trends.

E dunque il colosso di Roma ha stilato le classifiche delle ricerche più digitate su Supercali:

5) Trombamico (marescià ambasciator non porta ….)

4) Lucine Natale Ikea (l’avete digitato voi eh)

3) Scaffale Hello Kitty (vergogna)

2) Che resta di un sogno erotico se al mattino è diventato un poeta (giuro, maledetta primavera, avete digitato tutto il verso)

an the winner is

1) Cucciolone morbidone

L’occasione mi è quindi gradita per riproporvi il vincitore. Correva il 17 ottobre quell’altro:

“Dice il saggio che “Una grande illuminazione nasce da un grande dubbio”. Nel caso di specie che vi propongo nasce, la grande illuminazione, da un grande manifesto. Questo:

E’ sulla bacheca della mia amica di socialcoso Tania, Taniuzza per gli amiciamici, che ne ho avuto nottetempo un frontale.  Ve lo riscrivo: “Al cucciolone morbidone per i suoi 18 anni Auguri da mamma e papà”.

Dice Meripo’ e quale sarebbe l’illuminazione? L’illuminazione, care le mie cuori spaiati e vite singole, è che poi questo e tutti i Cuccioloni Morbidoni voi ve lo ritroverete non spalmati su un 6×4 ma seduti di fronte a cena o accanto al cinema al primo appuntamento. Magari sarà passato qualche anno dai 18, altrimenti -vi avverto- si rischia il penale nel senso il codice, ma è qui che si annida il problema attuale della condizione del maschio. La posta di Supercali è intasata dall’inizio di missive recanti domande, appelli e chiarimenti sul tema:

Ma che caz caspita succede agli uomini oggi?

La risposta, ragazze, non è dentro di voi: è fuori. Fuori proprio nel senso all’aperto ma soprattutto sopra. Bella spalmata su questo 6×4 accessibile anche alle miopi e alle astigmatiche financo alle presbiti.

Quello che succede agli uomini oggi è probabile che l’abbiano seminato madri e padri nei trent’anni precedenti, Maria Montessori riposinpace. Pensateci, quando vi troverete di fronte il prossimo. Non fatevi domande: ricordatevi di questo cartellone e ditevi solo “Io a te t’ho già visto da qualche parte”.

Statemi bene. E soprattuto guardate perché ora statevi sole”.

Sostiene Pereira

lunedì, dicembre 15th, 2014

C’è che La Scala di Milano ha deciso di posticipare di cinque minuti l’inizio delle recite “per tutelare le maschere”. Perché “gli spettatori che non erano puntuali aggredivano i dipendenti”. Ve lo riscrivo: uno dei principali Teatri d’Opera del mondo ha deciso di adeguare l’orario di inizio delle recite ai ritardatari perché altrimenti menano le maschere.

Il sovrintendente Alexander Pereira, austriaco, ha spiegato che “ogni volta che uno spettatore che ha pagato il biglietto intero di Platea, costoso, si trovava escluso per essere arrivato anche con un solo minuto di Pereira si mostra molto aggressivo con le maschere”. Ecco perché ha deciso di “introdurre questo periodo di tolleranza”.

Questo vuol dire che mentre voi siete lì, seduti, puntuali, magari a costo di uno scapicollo, e iniziate a godervi l’Ouverture del Fidelio o la cavatina del Barbiere di Siviglia, arriva Cacini (a Roma Cacini è l’emblema del macchittecredid’esse, del bullo, del prepotente) e fa alzare voi e tutta la fila.

Ora io vi chiedo: può mai avere salvezza un Paese così? E più della decisione trovo umiliante il motivo: dice ma perché Cacini può arrivare e disturbare tutti? Perchè sennò mena le maschere. Quindi invece di prendere per la collottola del frac il Cacini e consegnarlo alle guardie, mettiamogli il tappeto rosso e portiamogli pure un whiskino alla poltrona quando si presenta quando je pare.

Dopodiché al prossimo che viene a dirmi che il primo problema dell’Italia è il pil e non l’educazione je meno io.

Via con l’Avvento/All I want for Christmas is you, Puppini

domenica, dicembre 14th, 2014

di Ramerrez

Certo c’è il Natale con i regali l’albero le luci il pranzo il panettone ed il vischio. Ma a volte – disdetta! – manca la persona da baciare sotto il vischio. E senza di lei (o lui, a seconda dei gusti) sembra che non sia neanche festa. Che quasi verrebbe da dire non me ne importa niente dei regali dell’albero delle luci del panettone ma Babbo Natale portami solo lei e sarò felice.

Putroppo (relativamente) per noi, non sempre questa letterina viene ricevuta, e questo desiderio esaudito, anche se siamo stati buonissimi. E allora quando sotto il vischio non abbiamo nessuno da baciare ci viene da dire che del Natale non ce ne importa proprio nulla se lei non c’è.

Però non vale,perché le cose vanno sempre diversamente. Ce lo dimostrano le Puppini Sisters, un trio londinese fondato da una ragazza di Bologna (la musica – così come la felicità-  prende strade originali e non sempre rettilinee), che prendono una canzone malinconica ed un poco sdolcinata e dopo alcune decine di secondi (non ascoltate solo l’inizio!) la fanno diventare una bellissima esplosione di allegria.

Perché è vero che qualcuna (o qualcuno) ci può pure mancare, ma anche se lei manca il Natale, i regali, l’albero le luci il pranzo il panettone il vischio e soprattutto l’allegria ci devono essere lo stesso.

Perché senza allegria che Natale è?

Via con L’Avvento/Ring è bell

venerdì, dicembre 12th, 2014

di Ramerrez

A Natale siamo tutti più buoni. Ma essere buoni è difficile quando – come accadde a Eartha Kitt – si ha avuto in dono dalla vita non solo un fisico mozzafiato tale da potere interpretare la parte di Catwoman in Batman, ma anche una voce eroticissima, tanto che era difficile trovare una canzone che, nei bacchettoni anni ’50, una volta cantata da lei potesse superare la censura della radio e della televisione. Prima ci riuscirono usando il francese (C’est si bon), poi con una canzone natalizia.

Tuttavia è ovvio la letterina a Babbo Natale di una ragazza così affascinante sia diversa da quella solita. Certo, lei è stata terribilmente buona, e a pensare a tutti i ragazzi che poteva baciare e che non ha baciato e a tutto il divertimento che si è persa si merita davvero dei regali. In fondo è stata un angelo tutto l’anno, e ora è il momento di riscuotere. Una decappottabile azzurra, una miniera di platino, qualche decorazione comprata da Tiffany’s e naturalmente tanti assegni, debitamente firmati.

E, gioco di parole intraducibile, anche un “ring”. Ma non nel telefono (“ring” significa anche “colpo di telefono”) , uno di quelli veri, un anellone come si conviene a chi è stato molto molto buono.

Insomma, non sappiamo se la nostra amica abbia avuto in dono tutte le cose che ha chiesto, ma a noi piace pensare di sì, perché anche i più birbaccioni qualcosa di buono l’hanno comunque fatto, e meritano pure loro un regalo.

Perché senza un regalo, che Natale è?

Santa Baby, slip a sable under the tree, For me.
been an awful good girl, Santa baby,
so hurry down the chimney tonight.

Santa baby, a 54 convertible too,
Light blue.
I’ll wait up for you dear,
Santa baby, so hurry down the chimney tonight.

Think of all the fun I’ve missed,
Think of all the fellas that I haven’t kissed,
Next year I could be just as good,
If you’ll check off my Christmas list,

Santa baby, I wanna yacht,
And really that’s not a lot,
Been an angel all year,
Santa baby, so hurry down the chimney tonight.

Santa honey, there’s one thing I really do need,
The deed
To a platinum mine,
Santa honey, so hurry down the chimney tonight.

Santa cutie, and fill my stocking with a duplex,
And checks.
Sign your ‘X’ on the line,
Santa cutie, and hurry down the chimney tonight.

Come and trim my Christmas tree,
With some decorations bought at Tiffany’s,
I really do believe in you,
Let’s see if you believe in me,

Santa baby, forgot to mention one little thing,
A ring.
I don’t mean on the phone,
Santa baby, so hurry down the chimney tonight,
Hurry down the chimney tonight,
Hurry, tonight.