Archive for luglio, 2013

Se mi lasci con Vale

giovedì, luglio 25th, 2013

Le dieci regole della valigiasullettoquelladiunlungoviaggio:

1) Uno zaino, per quanto capiente, non potrà mai contenere tutto il materiale antiansia che convenzionalmente definiamo “cose di stretta necessità”

2) Il concetto di stretta necessità è larghissimo e tende ad allargarsi ulteriormente con il restringimento dei giorni che separano dalla partenza

3) La sindrome da tartaruga, femminile, dunque non relativa agli addominali ma all’imprescindibilità di trascinarsi casa propria ovunque, si acuisce in coincidenza dei saldi

4) Qualsiasi tentativo di ridurre in un abitacolo di cm 85x59x35 la propria quotidiana lotta per la sopravvivenza è destinato a fallire

5) Ogni volta che una donna esclude un oggetto dalla lista “cose di stretta necessità” lasciandolo a casa esso si rivelerà determinante per la sopravvivenza qualsiasi sia il luogo di destinazione, foss’anche il piumone per Cuba

6) Se qualcosa può occupare spazio lo farà

7) Appena si opta per lo svuotamento della valigia già fatta, ricomponendola con metà delle cose, improvvisamente ricorderete di aver dimenticato in origine l’altra metà della lista di origine

8 Ogni auspicio teso a sperare che comunque magari un santantonio in viaggio potrà aiutarti a trascinarla si rivelerà deludente su entrambi i fronti (nel senso che ormai non funziona più neanche la tecnica di rimorchio compassionevole)

9) Quando avrete realizzato che l’elenco contenente “carta igienica, posate, bicchiere” (pur avendovi lui assicurato che stavolta ci saranno fior di alberghi) avrebbe dovuto insospettirvi, sarà già troppo tardi. Quindi metteteli nel caspita di zaino e la prossima volta regolatevi diversamente ma al momento della prenotazione, non della valigia.

10) Infine a tutte quelle che “Essere lasciate alla vigilia delle vacanze è una cosa disumana” (abbiamo un paio di casi ancora aperti mentre mi appresto la valigia a chiudere) faccio presente che l’unica cosa disumana è il bagaglio che preparerete quando farete l’unica cosa veramente azzeccata della vostra vita: partire subito dopo il suo annuncio. Quindi invece di stare attaccate a quel caspita di telefonino in attesa che squilli o allo Xanax in attesa che faccia effetto, attaccatevi all’onlàin e scegliete un posto dove andare. Dopo avercelo mandato. Perché non è che “Se mi lasci non vale”, è che “Se mi lasci con Vale” io poi magari una buona idea sono costretta a realizzarla. Credetemi: di solito le cose migliori si producono in stato di disperazione o di furibondità.

Tutto ciò premesso allora io vado. E non vi ci mando. La grande bellezza vi aspetta. Ovunque.

I viaggi di carta

giovedì, luglio 25th, 2013

Dice la mia amica Daniela che “i viaggi iniziano molto prima della partenza e finiscono molto dopo grazie ai libri”. E’ per questo che, sull’Iran,  me ne ha consigliati una quantità pari a tre giri del mondo. Incrociando la sua lista con quella della mia amica Carlà, che si è attenuta a un’altra decina basica, ne ho evinto che tanto valeva  iniziare da un libro a fumetti -presente in entrambe le classifiche- che la stessa Carlà mi ha consegnato fin sulla scrivania. Questo libro è Persepolis.

E lo so che lo conoscete tutti e avevate visto anche il film in lingua originale sottotitolato in farsi. Io invece niente, buio fino ad oggi e arrivo a destinazione con sti dodici anni di ritardo. E devo ringraziare entrambe e anche Marjane Satrapi che l’ha scritto. Non sono un’amante dei fumetti e infatti questo non lo è. E’ un viaggio. Un viaggio di carta, tra le frontiere infanzia-adolescenza dell’autrice e prima-dopo la rivoluzione islamica. Se vi capita, mi rivolgo a quei tre che ancora eventualmente fossero tipo in ritardo cronico Trenitalia, fate questo viaggio in Iran. Viaggio di carta. Ma vedrete e sentirete tutto. Persino lo jihab che vi tutankamizza la cabeza.

Per non parlare del fatto che “Leggere è viaggiare. Senza la seccatura dei bagagli” (Emilio. Salgari). E sto caspita di zaino stenta a chiudersi pure stavolta.

P.S.
La mia amica Daniela mi ha detto pure che “qualche anno fa è stato tradotto in farsi l’Ulisse di Joyce. Per evitare i tagli della censura, le pagine con scene di sesso non sono state tradotte in farsi, ma nemmeno lasciate in inglese, visto che è una lingua non troppo diffusa, ma comunque studiata. Le hanno pubblicate tradotte in italiano!!! Solo per questo meritano la tua visita, Meri”.

Black Blocker

mercoledì, luglio 24th, 2013

C’è dunque “qualcosa chiamato Ex Lover Blocker, un sistema che avvisa i tuoi migliori amici se, invece di tagliarti la mano, stai telefonando a un tuo ex che ti ha fatto soffrire” (Annalena Benini, Il Foglio). E questa mi pare oggi anche l’unica parte di rassegna stampa spammabile di qualche interesse.

Pare l’abbia ideata né Brin né Page né Zuckercoso, che pure agli amori sfigati deve tutto, ma la Guaraná Antarctica, il secondo soft drink più venduto del Brasile. Segno che ormai per dimenticarsi è inutile anche bere ma occorrono solo sistemi coattivi di privazione della libertà personale: “‘Ex-Lover Blocker’ invita l’utente a selezionare i 5 amici più stretti che avranno il compito di prendersi cura di lui e di controllare gli eventuali tentativi di riavvicinamento”.

Siamo dunque all’autocommissariamento, all’auto Wanted, altrimenti detto Fermateme. “Se l’innamorato tenterà di effettuare la chiamata, gli amici saranno immediatamente avvisati e accorreranno da lui per dissuaderlo da questo patetico intento e risollevargli il morale”.

Capite che se ci tocca trasformare i cinque migliori amici in bounty killer di noi stessi vuol dire che quella cosa che impropriamente chiamiamo amore è più realisticamente solo l’anticamera della seminfermità mentale.

Abu

martedì, luglio 23rd, 2013

Nei bivi più insidiosi della mia vita da qualche anno c’è anche Fiorè. L’ultimo è stato un paio di giorni fa: Via Giolitti angolo Via Mamiani, mi pare. Miki bar, di fronte al nuovo mercato Esquilino. Quartiere multietnico. Luogo ideale dove risolvere l’annosa questione
-Fiorè, dove la trovo una palandrana nera lunga maniche lunghe accollata lunga abbastanza triste?

Alle 9,30 lei aveva già esplorato tutti i banchi e dunque si presentava a problema già mezzo risolto

-Ho appuntamento con Abu

Immaginavo già sto Abu, all’incrocio iconografico fra Mazen e Khamanei, barbacanuta munito, turbantizzato e palandranato anch’esso

Senonché il nostro, di Abu, ha 12 anni. Tiene il banco delle palandrane bangladeshe-indiane-nagornokarabake al mercato ed era lì da solo, né un genitore o un custode ravvisabile in giro. Aveva già spulciato l’unica possibile taglia, corredata di un verde jjhab. Con sapienza, pazienza e professionalità ha provveduto anche alla vestizione della qui presente, compreso il tutorial di avvolgimento jjhab che effettuava sulla sua testolina invitandomi a fare altrettanto.

Fiorè, contemporanemente, lo interrogava su compiti, scuola, stai imparando l’italiano, dov’è mamma (Fiorè è una sentimental-tosta, crede nella scuola e nell’educazione che duri tutta la vita come unica chance di crescita anche economica per il genere umano, non vi dico altro). Ricontemporamente Abu assisteva ai miei modi impacciati e all’incredulo imbarazzo sottotitolato mattugguardachemitoccafare.

E’ stato allora che, con grande discrezione e sapienza dodicennale, mi ha bisbigliato:

-Se tu espone ed offre tante cose, cose non tanto valgono. Se tu nasconde cose o se tu offre poche cose, cose diventano molto preziose.

Sex and the crisi

lunedì, luglio 22nd, 2013
“8 milioni di uomini devono fare i conti con problemi come disfunzione erettile (oltre 3 milioni), eiaculazione precoce (circa 4 milioni) o calo del desiderio (circa 1 milione), lo stesso numero di donne soffre di anorgasmia (4 milioni e mezzo), vaginismo (circa 1 milione) o disturbi del desiderio (2 milioni e mezzo)”.
E siamo a 16 milioni. Sostanzialmente trovarne due che funzionino contemporaneamente è più complicato dello sgravio del royal baby.
Comunque c’è anche la buona notizia: ad aiutare sti 16 milioni da oggi ci pensa la Lorenzin
“Per aiutare gli italiani a ritrovare il benessere ‘a due’ e diffondere una piú sana e corretta cultura della salute sessuale, la SIU e AOGOI, alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, annunciano oggi la nascita dei Dipartimenti per la Salute Sessuale della Coppia negli ospedali pubblici del Paese”.

L’amara storia

lunedì, luglio 22nd, 2013

Vent’anni e sei legislature. Tanto ci abbiamo messo per stabilire che lo stupro era un reato contro la persona e non contro la morale. E ci siamo arrivati nel 1996. Millenovecentonovantasei. Avevamo messo i piedi sulla luna, le mani sul genoma e gli occhi su Marte ma no, che costringere una persona a compiere un atto sessuale senza il suo consenso non fosse un vezzo da bacchettoni ma un reato questo poi no.

E allora mo’ non è che possiamo pretendere che si capisca al volo che menare uno perché è omosessuale è un problema che attiene al codice penale e non al galateo di Monsignor Della Casa.

Comunque qui c’è il testo della legge contro l’omofobia. Magari mi sbaglio io. Controllate. Emendate. Aggiustate. Limate. Ma la moratoria etica, per favore, no.

L’importanza di chiamarsi Paolo

venerdì, luglio 19th, 2013

La questione, oggi, potrebbe apparire secondaria, al limite dell’irrilevanza. Ve la dico lo stesso: se vai in un’Aula istituzionale e ti accalori e sventoli agende rosse e ti infervori e ti scaldi e ti indigni e ti scalmani e allora NO, non puoi chiudere la requisitoria urlando di voler ricordare

Salvatore Borsellino

e di voler sapere dov’è finita la sua agenda rossa.

Tenere il punto

giovedì, luglio 18th, 2013

-Meripo’ quando parti per Londra?
-Chià, eeehhhhh no, non ci vado più
-E dove vai?
-In Iran
-Eh?
-I-N-I-RA-N
– Meripo’ scusa e “Ah basta eh, io quest’anno Londra. Si,Meri Pop a Londra alla ricerca delle sue origini, Londra, il Royal baby, Harrod’s, Victoria’s Secret”????
-Ecco veramente io quest’anno Teheran, Isfahan, jihab, palandrana, mutandoni
-Ah
-Eh
-Cheers Meripo’
-Salam Chià

Cos’è cos’è che fa andare la Jolanda è chiara la faccenda

mercoledì, luglio 17th, 2013

Irrompo nella calura del postprandiale per informare che è attivo il servizio di sex toys a domicilio tramite riunioni e presentazioni tra donne: sostanzialmente -lo dico per le carampane come me, che le giovinotte manco sanno cosa sia- la Stanhome del vibratore. La Soft Paris sbarca in Italia per -ci informa un comunicato stampa- “insegnare alle clienti, rigorosamente donne, come migliorare l’affinitá di coppia attraverso l’organizzazione di ‘soft party’ nelle abitazioni private”.

Il capitolo che, vi confesso, ha acceso se non la mia libido certamente il mio interesse di tenutaria è “la geisha therapy, per la rieducazione della zona pelvica, meno tonica a causa della maternitá o dell’etá”. Il pilates della Jolanda.

Per chi poi si ostinasse a pensare che la tecnologia è tema freddo, sappiate che tra i prodotti di tendenza primeggiano “i vibratori ricaricabili attraverso il collegamento Usb del computer”.

Le “ambasciatrici della felicità”, non vi venga in mente di chiamarle commesse viaggiatrici, hanno riscontrato un inusitato entusiasmo tra il pubblico femminile “anche per quanto riguarda i giochi ideati per la vita intima, che servono anche per scoprire se stesse e scoprirsi al partner. Per questi prodotti non c’è crisi, alcune persone spendono anche 350 euro a sera”.

Insomma cos’è cos’è che fa andare la Jolanda l’abbiamo capito: la chiavetta. Usb.

P.S. Uno speciale ringraziamento alla mia amica Daniela, ambasciatrice della qui citata agenzia di stampa di riferimento prima di coronare il sogno di diventare, finalmente, ambasciatrice della felicità.

L’occasione mi è infine gradita per riproporvi una grande Milva:

I giorni dell’Iran

martedì, luglio 16th, 2013

Il professor Pi è quel Monopoli geografico sentimentale sul quale parti dal Via dicendo
-Basta, io quest’anno voglio andare a Londra che nasce pure il royal baby
e arrivi cliccando Prenota sul tasto Iran.

Al netto delle sue rassicurazioni standard
-pensa-non-andiamo-neanche-in-tenda-ma-negli-alberghetti (dove è chiaro che la prima sòla sta in quel diminutivo)
-Meripo’-guarda-che-andiamo-nell’antica-Persia-a-conoscere-finalmente-la-patria-dei-Medi-te-li-ricordi-sul-sussidiario-i-Medi

c’è che ieri ha mandato due cartelle -ripeto DUE cartelle- di “abbigliamento e norme di comportamento” tra le quali spiccano le seguenti istruzioni:

Per le donne:
Sono consentiti i sandali (anche se difficilmente vedrete una donna locale con i piedi nudi);
le caviglie devono essere coperte con pantaloni o gonne lunghe fino ai piedi (non vanno bene le gonne fino a metà polpaccio o spacchi);
il sedere deve essere coperto da camicie o maglie larghe (non vanno bene le maglie corte alla vita);
le forme non devono essere messe in evidenza
no alle maniche corte ma sono tollerate le maniche a tre quarti (sotto il gomito);
no a maglie scollate;
i capelli e il collo non devono essere troppo scoperti (è tollerato il foulard o la sciarpa che non copre i capelli davanti ma se arrotolate il foulard a mò di turbante questo deve coprire i capelli).
E’ consigliabile tenere il “velo” anche sul pulmino a meno che questo non abbia i vetri oscurati o non si tengano le tendine tirate perché  i guardiani della moralità potrebbero fermare il bus infliggendo multe.
Evitare gli indumenti troppo vistosi e un trucco troppo pesante
Anche in autobus, uomini e donne NON possono stare accanto, ma in sedili separati.
Cose da rimpiangere i tempi nei quali mi scriveva che dovevo portare la tenda, il sacco a pelo e la carta igienica.
E poi volevo dire un’altra cosa: Boldrì, leggi st’elenco e poi mi dici se è proprio Miss Italia la mortificazione delle donne
P.S.
driiiiiiiiinnnnn
-Si professor Pi??
-Meripo’ la carta igienica la devi portare pure in Iran