Archive for luglio, 2012

La pirla di Labuan

martedì, luglio 31st, 2012

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNN
-Meri?
-Professor Piiiiii che piacere, ci siamo quasi eh?
-Si ,cara, senti volevo ricordarti di mettere nello zaino anche un cappello
-Ma certo che l’ho messo, il cappellino di paglia con il velo da Marianna, tendenza Carole Andrè
-Ecco no, paglia non va bene perché ha i buchi, serve un cappello di cotone pesante
-Professor Pi ma il cotonaccio non va bene per perla di Labuan…
-Lo so Meri però va bene per le sanguisughe

SILENZIO

-Meri? Meriii???
-Ma non s’era detto che per le sanguisughe servivano le ghette e i pantaloni tenuti stretti coi calzini sopra?
-Si, quello per le sanguisughe che saltano da terra. Poi ci sono quelle che scendono dagli alberi

SILENZIO 2

-Meri?
-Io però così non ce la posso fare, eh. Già con le calze da sanguisuga lo capisci da te, prof, che io la perla la faccio col cavolo ma adesso pure con il cappellaccio l’unica cosa che posso fare è la pirla, la pirla di Labuan, accidentammè e a quando guardavo Kabir Bedi da piccola e accidentipurallui e alle calze elastiche e antisanguisughe, che possa portarle mo’ che è anziano e che anzi ci si arrotoli tutto come la mummia di Tutankane.

Gli Oliveronions

lunedì, luglio 30th, 2012

Oliveronions. Per l’utenza al di sotto dei 30 anni evocherà al massimo una salsa alla cipolla. Ma a noi questi ci hanno rovinato l’esistenza: Guido e Maurizio De Angelis. Gli Oliver Onions. Sandokan. Janez. Philippe Leroy. Una specie di Risiko della memoria e della carta d’identità.

Una generazione di adolescenti passata indenne da Zorro, Rin Tin Tin e La casa nella prateria si è infine arenata sulla riva della Malesia ma soprattutto ha ardentemente desiderato abbarbicarsi alla tunica di Kabir Bedi.

E la Carole Alt che è in noi ancora, invano, ovunque lo insegue. Sempre e solo sulle note di “My Sweet Lady Blue”.

(Scusate ma siccome è ora di prepararsi sto caspita di zaino per il Borneo malese, prima di occuparmi di reperire un cappello -che servirà fino all’incontro con i dajacchi poi ve lo potete pure riciclare- approfitto degli ultimi istanti di illusione romantica. Che ora che ci penso ma po’ esse che io poi parto romantica e mi ritrovo sempre alle prese con le cipolle? Ma com’è sto fatto?)

Il nostro amore sfinito2/ Nostalgia canaglia

venerdì, luglio 27th, 2012

Ve la ricordate, Gisa? (aò so’ solo quattro giorni fa, dai, su, Gisa… l’amore sfinito)

Cara Meri e cari tutti (Antonella, Framino, Paola, Marco GG, Serena, pecerin e anche tutti quelli su Facebook),
grazie! Mi sento sulla giusta strada dello sfinimento al punto che quando lui ha mandato il solito sms da mascalzone latino (perché poi questi ti mollano ma mica si tolgono dalle balle) gli ho risposto: “O sparisci spontaneamente o mi vedrò costretta a fidanzarmi con te perché ciò accada”.
Vostra Gisa

Cara Gisa,
premesso che qua abbiamo una squadra che in confronto
NCIS fa ridere, alle già note considerazioni sullo sfinimento, che solo può consentire la rimozione forzata di un amore o pseudotale che sembra impossibile dimenticare, aggiungo questo cameo del buon Romagnoli che ci illumina sulle sabbie mobili della nostalgia.
Vostra Meri

“La nostalgia è uno specchietto retrovisore ingannevole. Nelle auto a noleggio in America c’è scritto “Attenti, gli oggetti sono più vicini di quanto sembrino”. Attenti, le cose erano meno splendide di come le ricordate. Ma continuate a farlo, per riscrivervi l’autobiografia e convincervi che ci sono stati paragrafi oh, luminosissimi. Com’era buona la frutta, che sapore il primo bacio, casa, le radici, la scoperta di questo e di quello. Di che cosa stiamo parlando?
Non pensare al primo amore, pensa a questo, al prossimo, all’ultimo.”

(eccoveloqquà, Gabriele Romagnoli)

Le Olimpiadi le ha già vinte Black

venerdì, luglio 27th, 2012

A poche ore dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi , alla quale parteciperà anche la Mary Poppins, annuncio all’utenza tutta che la ricerca e la visualizzazione di “Black” sul presente blogghe Supercalifragili

ha superato quella di Camille Lacourt che pure stava sul podio dei migliori assoluti.

Black&white

giovedì, luglio 26th, 2012

Interno giorno, metro A ora di pranzo.
Si aprono le porte entro nel vagone, gente in piedi anche se c’è un posto libero accanto a un uomo con un cane sdraiato a terra.

Rapido body e dogscanner: sarà un punkabbestia lui? Sarà un feroce mastino napoletano quello a terra? No: sono un non vedente e il suo labrador nero. Mi guardo intorno, hanno gli occhi di tutto il vagone puntati addosso.

Mi siedo. Accanto.


Black -lo chiamerò così da ora in poi, era il cane di mia madre da piccola- sonnecchia ma quando sente il fruscio della Meri seduta socchiude un occhio, mi Meriscannerizza poi lo richiude. Direi un 50 chili di tosta morbidezza spaparanzati. Tutti continuano a fissarli. Un po’ di sottecchi anche io. Black riapre gli occhi, tira su il muso e ci guarda pure lui. Tipo:
-‘A belli, che ci avete da guardà?

Ridistogliamo gli sguardi. Il suo padrone si china e lo accarezza, quasi avesse percepito che è in allerta. Lui arisonnecchia.
Si riaprono le porte, entrano fra gli altri due teenagers i cui occhi funzionano benissimo ma sul cui cervello mi permetto di nutrire forti dubbi. Lui dice a lei
-Aò ce sta un cane, ce mancano solo i cani
Lei, l’intellettuale della coppia:
-A ‘o vedo ‘o vedo, è un cane de ciechi, viè scansamose da sta bestia

Black si ridesta, si siede e li punta ma con sguardo quasi compassionevole, direi tipo
-Poracci
Il suo padrone si riaccuccia e lo stropiccia sotto alla collizzera con tutte e due le mani (come si chiama il sotto collo peloso e foffo dei cani?) e io purtroppo, siccome è un periodo che ci ho l’ormone agganciato allo spread, un po’ mi commuovo, mi si riempiono gli occhi di lucciconi ma in silenzissimo. Lui, il padrone di Black, quasi lo sapesse, lo riaccarezza e bisbiglia
-Da quando ce l’ho è come se non mi mancasse nulla

Ok, panico. Ormone da scudo europeo e intervento urgente de Draghi nel senso quello della Bce.
Guardo Black e penso che proprio quell’amico tutto nero è la luce di quell’altro. Non solo i suoi occhi: è forse, soprattutto, la compagnia intelligente, quella che intorno scarseggia.

Infatti, quando scendiamo -e scendiamo tutti e tre alla stessa fermata- il povero Black viene investito da una marea di piedi senza occhi che non guardano dove vanno e finiscono addosso a un cane-guida: il pericolo maggiore non sono gli ostacoli fissi ma le persone mobili, che vagano senza prestare attenzione a niente.

Qualcuno, urtandolo, urla o se ne allontana a molla: spettacolo che dice molto anche sul perchè poi tanti continuino a fare tutto il resto così -da sbandati inconsapevoli, trascinati solo dall’onda del resto dell’umanita- compreso votare.

Scusatemi se l’ho fatta così lunga. E’ che non riesco a staccarmi da Black. Che quando quello diceva che creare è vivere due volte, è che scrivere pure.
L’ho aspettati fuori dalla metro, ci hanno messo buoni dieci minuti a uscire prima di districarsi tra la folla.

E io l’ho visti andar via con questa musica in testa ed è così che continuo a immaginarmeli, mentre sfidano gli sbandati occhiomuniti:

Poveri ma belli/2

mercoledì, luglio 25th, 2012

Che poi a proposito del vintage di ieri , di donna Caterina ormaipaceallanimasua, ho trovato su un altro blogghe quello che scriveva Cesare, che ormaipaceallanimasua anche lui e sempresialodato pure: 

“A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall’ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria.”
— Cesare Pavese,La bella estate 

1950 - Premio Strega a Cesare Pavese per "La bella estate"

Chakra o non C’hakra

mercoledì, luglio 25th, 2012

E’ chiaro che quelli della Giornata mondiale del bacio si so’ venduti l’indirizzario tematico.  Così mi è arrivata anche la possibilità, finalmente, di “Scoprire la funzione cosmica del sesso“. Avendo già appurato quella comica mi è sembrata una imperdibile occasione di proseguire l’apprendimento.

Mentre scoprirò la funzione cosmica potrò contestualmente “essere DONNA e manifestare l’Energia YIN LUNA, essere UOMO e manifestare l’Energia YANG SOLE” (vi ho riportato testuali e testosteronali anche i maiuscoli).

Non è finita. Potrò “comprendere la complementarietà tra i sessi”  il che trovandomi ormai da tempo nella premenopausa mi sembrerebbe quantomai ora nonché opportuno. “Per realizzare il moto cosmico di ogni sesso –no, non chiedetemi cosa sia il moto cosmico anzi se lo sapete per favore lasciatemi un disegnetto nei commenti, ndr– è indispensabile la collaborazione tra i due, senza competitività: l’uno non può esistere senza l’altro”.

Ma ciò che mi preme sottolinearvi è il curriculum del maestro, Josè Gonzales:
“Josè è colombiano e ha vissuto tra gli Indios dell’Amazzonia con la popolazione dei Corejuares”. (Josè, tu non hai idea di dove m’hanno trascinata a me negli ultimi due anni, a me i Corejuares me spicciano casa essendo sopravvissuta ai feroci Afar ma quando so’ tornata a casa ho baciato terra e ho ringraziato il Padreterno e non ho aperto manco un corso di tressette, per dire).

Josè “ha fondato il Centro di Formazione Professionale ed Umana in Perù; è stato iniziato in Messico con i discendenti degli Atzechi ai Movimenti di Risveglio al Sole”.

Questo per dirvi che ci sono dei mestieri al mondo che, veramente, io vi stimo. Al punto che da sto Josè mi ci fiondo. Per sapere come caspita si fa a “liberare il nostro Spirito dai tabù sessuali causati dalla confusione tra funzione sessuale e funzione genitale”. E soprattutto a pagare le bollette aiutando il prossimo a sbloccare “il Chakra Muladhara”.

 .

Coveri ma belli

martedì, luglio 24th, 2012

Interrompiamo momentaneamente l’ansia da spreadizzazione per comunicare che giusto poco fa è entrato il mio amico Lucio nella stanza, siciliano, classe presumibilmente anni ’40 il quale, guardando scorrere su Rai3 la pubblicità di “Correva l’anno” con immagini anni ’50, ha esordito dicendo:

-Pensare che mia suocera, donna Caterina ormaipaceallanimasua, ogni volta che rivedeva questi filmati diceva
-Belli, belli quei tempi
e io di rincalzo aggiungevo
-E ti credo, eravate tutti giovani
E lei invece giungeva le mani e scuotendo la testa spiegava
-No, noooo, è che eravamo così poveri, così poveri… e così felici

Giusto ieri, invece, sul socialcoso cinguettante c’era un gioco a inventare #filmgriffati e a un certo punto uno ha scritto Coveri ma belli.

Ora non so se il declino dei tempi e soprattutto mentale mio sia tale da scivolare in un amen e a propria insaputa nel sistavameglioquandosistavapeggio eppure, per un attimo, io ho pensato che donna Caterina paceallanimasua aveva ragione.

Il nostro amore sfinito

lunedì, luglio 23rd, 2012

Cara Meri,
la domanda è semplice semplice: come dimenticare un amore impossibile e finito che però ancora fa soffrire?
Tua Gisa

Cara Gisa,
la risposta è semplice semplice: per sfinimento.
Tua Meri

P.S.
Lo sai, si, che è inutile star qui a elencare ricette, postarti frasi automotivazionali, invocare l’aiuto di Freud o quello di Lucy Van Pelt: finirà quando finalmente ti verrà a noia. E succederà. Perché non so se l’universo sia infinito e persino Einstein affermava che “Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana. Ma riguardo l’Universo ho ancora dei dubbi”. Senonché la nostra capacità di autoflagellarci, invece, credo non lo sia. Di poco eh. Ma prima o poi passa. Un attimo prima dell’infinito: nello sfinito, appunto.

Tutti giù per terra

lunedì, luglio 23rd, 2012

Oh, è tornata. Spritz. Che vi ricordate che avevo detto che era sparita in coincidenza col matrimonio e ogni giorno andavo a spizzare il suo blogghe, tipo le carte del poker, piano piano poco poco, per controllare che prima o poi tornasse e non si dileguasse col bouquet? Che poi intanto Franka me l’aveva ritrovata, la Spritz, e la neosposina ci aveva lasciato anche un commento sotto al post dicendo:
– Meripo’ stai serena che sono solo pigra, non ammaritata persa e prima o poi mi spigro.

Insomma è tornata overamente. E meno male che sbircio perché c’era un post, preso dal blog di Paolo Nori, su come conoscere e conquistare i bambini e i gatti. E io là dentro, secondo me, ci ho trovato pure il Sacro Graal.

Per entrare nel mondo di un bambino (o di un gatto) bisogna almeno sedersi per terra, non disturbare il bambino nelle sue occupazioni e lasciare che si accorga della vostra presenza. Allora sarà lui a prendere contatto con voi.

[Bruno Munari, Libri per bambini, in Arte come mestiere, Roma-Bari, Laterza 2007, p. 97]

Mo’ sapete che c’è? Che secondo me è così che si conquistano pure gli uomini. Cioè noi stavamo continuamente con la testa fra le nuvole e a far sfracelli, ci giravamo in tondo, casca il mondo casca la terra… e quelli invece stavano già tutti giù per terra.