Archive for giugno, 2012

Lost married

venerdì, giugno 29th, 2012

Seguivo un blog che, seguendo lei che ci scriveva sopra, mi sembrava ogni volta di atterrare su un pianeta vicino ma sconosciuto, nel senso credo lei sia attorno alla trentina, nordista, prevalentemente single con momentanei dirazzamenti -si esce con la Lù e con la Clò- poi c’erano spesso nomi di aperitivi. Non un blog di quelli che ogni giorno apri. Dunque non tipo la crema idratante ma più il balsamo dei capelli non a tutti i lavaggi, ah il balsamo.

Senonché a un certo punto lei inizia a insinuare l’ipotesi  di un evento misterioso tipo “io poi fra un mese ci ho una cosa”. All’inizio ho passato in rassegna tutte le tipologie rintracciabili, dalle elezioni per il rinnovo del sindaco con sua candidatura fino al pagamento dell’Imu passando comunque anche per la nascita di un nipotino e il matrimonio dell’amica. Senonché invece si sposava proprio lei. E da lì è iniziato il countdown dei preparativi modalità una cosa fra amici.

L’ho seguita con l’apprensione di una zia. Nonché con quella del pregiudicato alla vigilia del processo d’appello. Finché il giorno prima mi so’ pure un po’ commossa nonostante dal riepilogo del loro amore compresso in un post facessero capolino parole quali “simbiosi”, “sempre”, “obiettivo”.

Ora però è dai primi di maggio che campeggia quella fotina stilizzata del D day, lo sbarco in Pianeta Coniugorum con un bel “Just Married”. Da allora niente. Tutto tace.

Alla fine del primo mese ho ipotizzato una Honey Moon coi controcavoli. All’inizio del secondo l’ho immaginata coniugata direttamente con Zuckercoso e soprattutto con le sue stock options e il suo conto in banca. Ora però siamo quasi all’inizio del terzo e mi reco quasi quotidianamente a verificare che il PC, Pianeta Coniugorum, emetta qualche segnale per comunicare con noi. Nulla.

Dice Meripo’ ma te fai un par de cavoli tuoi e li lasci in pace che ci hanno da fa’? Certo. Infatti mica lo so che è st’ansia. O forse si. E’ che certe volte mi sento come Doc di Ritorno al Futuro: non ho il plutonio necessario per far funzionare la macchina per andare avanti e indietro nel tempo. E dire alla Mimmi, o come caspita si chiama, che se l’uomo non separi ciò che dio ha unito ugualmente la donna non butti a mare ciò che ha fin lì costruito da sola per andare a fare altre cose insieme: le porti avanti tutte, semmai.

Ora sto blogghe, Mimmi, magari tu è una vita che lo volevi chiudere e arrivederciamoreciao. Però, senti a zia a sto pregiudicato che c’è passato già, facciamo che almeno un altro par de post ce li post, tanto per tranquillizzarci che per te da oggi non cambia nulla.

Che questo, a volte, è il punto: gattopardarsi. Non nel senso del maculato style ma quella di Tomasi di Lampedusa non l’isola. Cambiare tutto, tu, per non far cambiare nulla a lui. No, tesò: se questo è il caso, da oggi devi darti da fare perché non cambi proprio un cappero. Ok. Aspetto un segnale.

Che Just Married non sia Lost Married, eh.
Mimmi, be good…

Italians

venerdì, giugno 29th, 2012

Notti maaaaaagggiche

giovedì, giugno 28th, 2012

Posto che il clacsonare compulsivo in segno di gioia resta uno dei grandi misteri dell’umanità dopo il terzo segreto di Fatima, c’è che se solo non mi fossi venduta da tempo la macchina mo’ sarei uscita pure io a strombazzare come stanno a fa’ tutti i miei vicini.

E siccome sto in zona Colosseo vi avverto che dal palazzo stanno uscendo in tre con uno striscione gigante sul quale c’è scritto:

ANFITEATRO MARIO


Chiedimi se sono felice

giovedì, giugno 28th, 2012

Oriana l’ho conosciuta quando stavo in alto mare. In tutti i sensi. Il primo senso è nel senso che eravamo proprio in barca. Ma non tipo a Ponza al Frontone: si stava in mare aperto. Ci si stava in tutti i sensi, ognuna per fatti suoi, ma non lo sapevamo. Nel senso che ognuna lì pensava di aver trovato un assetto di vita simildefinitivo. Senonché onda su onda fummo disarcionate. Lei liquida la faccenda, nella biografia ufficiale, con uno sbrigativo “Dal 1998 abbandona il mondo della pubblicità per dedicarsi alla pittura”.

Ebeh, io me lo ricordo: lei proprio un giorno disse “Io così non sono felice”. E sapete com’è, un conto è continuare a lamentarsene un conto è entrare dal capo e dirgli “Capo, scusa, io ti ringrazio, bello il lavoro, bello lo stipendio bella pure a buasserì (cit Albertone il Marchese del Grillo) ma io così non sono felice”. E che ti fa Oriana? Molla tutto e si trasferisce dal Colosseo a Rimini. Si chiude in un nonsocosa, tipo un hangar (ancora non sono mai riuscita ad andare a trovarla) e ne sce sostanzialmente dieci anni dopo, cioè quando la rincrocio, alla sua prima mostra in una Galleria d’arte a Roma. Esile, filiforme direi, capelli sale e pepe, neanche un filo di trucco, total black. E felice.

Ori l’ho rivista ieri ed è ancora più filiformesaleppepetotalblack. E mi sembra ancora parecchio felice. E siccome però qua niente è gratis è del tutto evidente che questa felicità se l’è pagata, e continua a pagarsela, a caro prezzo.

Ma se questo è il prezzo -per questo risultato- ogni volta che la si incontra vien voglia di pagarlo.

Oriana è a Roma con la sua terza personale fino al 14 luglio. Si chiama “Fiori di strada” e sta al D’ARC Rifugio d’Arte Contemporanea in Via di Sant’Ippolito 44A (Metro piazza Bologna poi pezzettino a piedi, se serve vi faccio pure un disegnetto una mappa).

Ah e se andate e la incontrate fatevi raccontare anche il resto della storia. Che a noi Cuorinfranti farà risalire la fiducia tipo lo spread.

Somewhere Over The Ephron, per ora, non c’è

mercoledì, giugno 27th, 2012

Dice la mia amica Chiara Sostiene Giagina, ma la mia amica Chiara è perfettamente d’accordo, che Nora era imbattibile nei finali. Anfatti se n’è andata proprio nel giorno in cui esce “L’amore dura tre anni”. Lei che ha sequestrato Meg Ryan anni e anni per farci illudere che invece è per sempre. Proprio lei che di mariti ne ha avuti tre e che però, non a caso, all’inizio sposò uno scrittore ma alla fine optò per un esperto di cronaca nera. In mezzo quello del Watergate, che la tradì con una comune amica. Per dire di come a volte la vita te la salva più la penna -nel quale l’amore te lo sogni e te lo disegni- di un amore in carne e ossa.

E’ probabile che Nora Ephron resterà per sempre quella di “Harry ti presento Sally” e devo dire che già solo il fatto di legarsi, qui si per sempre, all’immagine sublime che sdoganò secoli di magistrali interpretazioni recitative fintorgasmiche atte a compiacere insicuri machi, già questo, dicevo, basterebbe per uscirsene a testa alta e presentarsi al Padreterno direttamente in Paradiso, finalmente quello vero. Ma c’è che, a pensarci, ad esempio, io la Ephron l’ho usata -alla Scajola cioè a mia insaputa- come il Lexotan e il Fiore di Bach n.39 (Rescue remedy, rimedio d’emergenza e ho detto tutto) tipo il salvalavita Beghelli.

Perché a scorrere la lista dei suoi film mi rendo conto di averli assunti, anche in dosi massicce, in epocali cambiamenti soprattutto del mio stato civile. Laddove neanche, a volte, il Nero d’Avola, nel senso l’aperitivo di autocoscienza con le amiche, potè.
Insonnia d’amore
(1993), C’è posta per te (1998), Julie & Julia (2009) già dai titoli prefigurano la situazione. A Nora Ephron mi sono rivolta certamente più che a Sant’Antonio (per quanto anche a lui) ottenendone risultati apprezzabili. Per cui, concludendo, si, anche io prendo “quello che ha preso la signorina”.

Forchetta e cucchiaio

mercoledì, giugno 27th, 2012

Scusate ma oggi pomeriggio la Giovane Older ha un appuntamento importante, tipo Pirlo davanti al portiere inglese: possibilità di riuscita 50 e 50. Pirlo poi ha optato per il cucchiaio. La Giovane Older, come si capirà più avanti, ha invece un problema di forchetta.
Per l’occasione ho quindi chiesto non già alla Fata Smemorina di Cenerentola, che per carità è bravissima, ma alla superfèscion di Pinocchio, la Turchina -così ci prepariamo pure per gli Azzurri domani- di dirle due paroline.
E dunque, cara la mia Giovane, ti lascio nelle sue sapienti nonché fescionissime mani.
Zia Meri Pop

Cara Giovane Older,
mi ha detto la zia che stai aspettando una risposta e sei un po’ abbastanza agitatina in ansia. Stai tranquilla, succede anche a noi Fate. E che facciamo?
Beh, una può avere tutti i poteri magici del mondo però in certi casi serve di più usare il cervello che la bacchetta. E questo è uno dei casi. Mi spiego: una magia si può fare una volta ogni tanto. Il cervello, se ben allenato, può funzionare sempre. E anche se sono Fata ti dico che mi trovo meglio col cervello. Non tutti, cara, lo usano e lo usano bene: a volte si fermano prima, per pigrizia.

Dunque oggi, in questa busta, ci sarà scritto che tipo di pizza puoi mangiare. Che pizza, dirai! Ecco, esatto: che pizza.
Mi ha detto zia che ti piace leggere. Che pizza, dicono certi, meglio guardare i cartoni. Però, vedi? Le cose che a volte sembrano più difficili poi si rivelano anche quelle che danno più soddisfazione.

E’ chiaro che, nel caso in quella busta ci fosse scritto che la tua pizza dovrà essere senza glutine, questo richiederà uno sforzo in più. Soprattutto del pizzettaro o di mamma quando la cucineranno.
-Oh ‘a Turchì e io??? Che io non gliela posso cucinare io?
-Meri Pop, lasciamo perdere che è meglio, che non te lo ricordi che adesivo t’ha regalato la Giovane Older per la cucina? (Bacio meglio di come cucino, ndr). Meripo’, tu è meglio che la porti a cena fuori, ho certi indirizzi da darti che sono strepitosi.

Scusa cara, riprendiamo. Dicevamo che dobbiamo vedere che pizza. Questo vuol dire solo, EVENTUALMENTE, che tu avrai bisogno di cose un po’ speciali. Non è che avrai meno degli altri: avrai cose un po’ diverse, pensate apposta per te. Cioè quando noi cucineremo, noi tranne tua zia ovvio, ci diremo: “Oh bene questo è per noi e questo è per la mia Giovane Older”.
Fico, no, essere pensati sempre così? Sempre speciali. E non solo in cucina.

Tra l’altro mi ha telefonato anche Grace, che è l’amica di zia che come me è una maga soprattutto in cucina, e mi ha detto che ha delle ricette per te che in confronto Ratatouille è un principiante.

Ora devo proprio dirtelo: guarda che noi Fate tutte queste attenzioni mica le riceviamo, eh.

Bene, allora siamo d’accordo: in cucina cose speciali per bambine speciali. Il resto continua meglio di prima. Perché fino ad ora si è sempre detto che non bisognava viziarti. E invece, tutto insieme, ci sarà un foglio con su scritto: e viziatela un po’, sta bambina, e su!

Un bacio porporino con i nuovi colori della stagione fèscion: corallo e azzurro, ovvio.
Tua Turchina

La zanzara dura 1 giorno, il gatto 13 anni, l’amore 3

martedì, giugno 26th, 2012

“Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia”.

Sto genio si chiama Frédéric Beigbeder (1965 – vivente, scrittore e critico francese) a riprova che ogno Paese ha il suo nostro Pecerin.

Ha scritto un agile volumetto dal titolo “L’amore dura tre anni”, 160 pagine, domani esce il film. Dice che, sostanzialmente già prima che abbiate finito il libercolo, qualcosa starà cambiando nel folle amore che vi pervade. Forse almeno il tempo del film po’ esse che però lo reggiate ed entriate e usciate dal cine ancora innamorati.

Il circolo vizioso è presto detto: “Non sono mai soddisfatto: quando una ragazza mi piace, voglio innamorarmene; quando ne sono innamorato, voglio baciarla; quando l’ho baciata, voglio andarci a letto; quando ci sono andato a letto, voglio vivere con lei in un appartamento ammobiliato; quando vivo con lei in un appartamento ammobiliato, voglio sposarla; quando l’ho sposata, incontro un’altra ragazza che mi piace”.

E, appuntatevelo, “L’uomo è un animale insoddisfatto, esitante tra diverse frustrazioni. Se le donne volessero giocare d’astuzia, gli si negherebbero, per farsi correre dietro tutta la vita”.

Me lo comprai alla quarta nonché definitiva separazione dallo stesso marito e quando esclamai “oddiocosìttanto?” compresi che stavo lentamente guarendo. E che le ricadute, inevitabili, avrebbero preso atto in partenza che di eterno, al massimo, c’è solo la fragranza di Chanelnumerocinque. Motivo per il quale io uso la 19.

 Infine, e qui parlo alle donne, un’avvertenza: non guardate i colletti delle camicie e lasciate perdere il cellulare, controllategli piuttosto la barba. Perché “l’unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando le dite “ti amo”, lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo. In cui i vostri “ti amo” non avranno più lo stesso sapore. Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l’amavo più”.

E’ del tutto evidente che, e qui parlo ai maschi, la vostra cartina di tornasole sarà egualmente appicicaticcia: e si chiama Depilzero.

Finale di partita

martedì, giugno 26th, 2012

Insomma io i quarti di finale l’ho visti con Mario. E oggi ve lo raccontiamo qui.

“Mario, da qualche tempo, applica il teorema Prandelli anche nella vita: nessuno è invincibile. E si comporta di conseguenza. Al momento degli inni nazionali si è alzato dalla poltrona ed è rimasto in piedi anche al God save the Queen. «L’avversario – mi ha bisbigliato al termine – lo devi rispettare dall’inizio e mai, mai sottovalutarlo». Al palo di De Rossi io ho tentato di emulare la Simeoni, Sara, con salti e giubili ma Mario, prudentemente, manco si è alzato. «Ecco, vedi, questi sono i momenti decisivi: ti sembra di avere la vittoria in tasca e invece è un’illusione. Ma è proprio qui che si costruisce il dopo: loro so’ catenacciari, noi dobbiamo attaccare, attaccare a oltranza. Anche da seduti».
Mi sembrava anche questa, come le precedenti calcistiche asserzioni, una parabola perfettamente adattabile a svariati campi della vita ed è così che ho continuato a seguire la sua telecronaca dei successivi 110 minuti. Dopo i quali però…”. (segue)

Un Diamanti è per sempre

Il senso di Milla per l’estate

lunedì, giugno 25th, 2012

Anziché inutilmente lamentarsi di Scipione e Caronte (ma sempre giustamente lamentandosi di Carlo e Guidalberto) alcune tra le mie stichespiralidose amiche, alla mia insulsa domanda “come stai?” hanno sparigliato con un haiku. Che sostanzialmente questi sono stati i loro sms per me.

Così quando l’ho chiesto anche a Milla lei mi ha detto che l’estate la rimette al mondo perché “è il periodo delle cose minute”. E dunque invece di “mi muovo, vedo gente, faccio cose ” ha detto che l’estate è

“Guardare gerani, sentire il profumo della menta, abbinare anelli con scarpe e borse”.

‘Un ci se lo immagina’a miha nemmen noi di finì alla Leopolda

domenica, giugno 24th, 2012

Ovvia gente, avé’ visto che gl’è piaciuto tanto al Renzi sto blogghe che iccis’è applihato pe’ tutta la Leopolda?

Gli è che ‘l Renzi ha detto che «la domanda “ti candidi?” viene a noia anche a chi la fa. È una visione “marypoppinsiana” della politica. Dobbiamo superare il modello culturale Mary Poppins», perché «lo schiocco delle dita non riesce a nessuno”.

Oh, a di’ i’-vvero, ‘un ci se lo immagina’a miha nemmeno noi sta roba, ‘un ci s’era neanche figurato che si potesse finì alla Leopolda, nel mezzo di Fosbury e i Righeira, Veltroni, Obama e la Polaroid eh. Che sto blogghe gl’era nato come un gioho tra amici e nessuno si crede’a che finisse invece pe’ andà in giro pe’ kermesse di politici.
Noi vi si dice solo che s’è bell’e messo già via un bel po’ di messaggi d’incoraggiamento ricevuti. Quanto icchè la Mary Poppins ‘un serva alla politiha, prova’ela e poi vu-cci di’e. Eventualmente dopo icchè vu avete cantato Supercalifragili vu-cci di’è se serva più Meri o il Renzi alla politiha e chi ll’è più ribollita. (si scherza, eh)
 

 

(da Il Post)