Archive for luglio, 2011

Comepuòunoscoglioarginareilmarefiguratiunozaino

venerdì, luglio 29th, 2011

In merito all’interrrogativo “Come può uno scoglio arginare il mare?” -che non ci risulta essere stato sin qui infatti risolto- rendo noto all’utenza che è dimostrato che ugualmente uno zaino non può arginare un mese di sopravvivenza nella Laustralia.
Per quanti sforzi tu tenderai a fare per alleggerirlo e svuotarlo egli continuerà a riempirsi di nuovi, vitali oggetti che tu avevi incoscientemente trascurato di considerare fra gli essenziali.

E’ giusto il caso di sottolineare che il documento word inviato dal professor Pi dal titolo “COSA PORTARE” tutto maiuscolo, è lungo 4 cartelle delle quali vi trascrivo solo metà della prima:

“Data la vastità del territorio e considerando che nel nostro periodo è inverno, occorre un abbigliamento vario (o a “cipolla”, come comunemente si dice).
Tra il punto più a nord e Sydney  (quello più a sud) si passa dalla t-shirt alla giacca a vento pesante con poche fasi intermedie.
Si va dal sandalo alle scarpe da ginnastica, dalla canottiera alla giacca a vento, dal pantaloncino corto alla tuta.
Indispensabile sacco a pelo pesante.
Consiglio vivamente di non dimenticare abbigliamento pesante tipo pile, giacca a vento, maglioni, camicie a maniche lunghe per la sera e la mattina, tuta da ginnastica (o qualcosa di caldo da indossare per la notte).
E’ necessario inoltre  un cappellino di lana o pile, guanti di pile, foulard per la polvere e/o cappellino per il sole.
Scarpe da trekking leggere o buone scarpe da ginnastica, sandali o ciabatte di gomma e costume da bagno. Asciugamani”.

Con questo siamo, a occhio e croce, già al carico di due sherpa. Si consideri che il bagaglio completo non deve eccedere i 20 chil totali. E mancano ancora 3 cartelle. Oh, comunque: ogni volta che imparo a fare il bagaglio per un posto poi il viaggio dopo non serve comunque a un tubo che mi ricambiano il posto.

Quanto all’itinerario si sappia che esso contempla Km. 8.680 di piste variamente sgarrupate. Io vorrei sapere perchè caspita non mi leggo le avvertenze prima dell’uso e non dopo il saldo. E il salto.

Vabbè, mo’ vado a cercare di domare sto zaino. 
 
Ah, voi sarete qui, nella Laustralia:
(che qui su Supercali mi sentivo un po’ spiata. Comunque qui dagli spioni ci si rivede più o meno tipo fine di agosto. Aò, solite raccomandazioni, no schiamazzi, no alcolici dopo le 23, non vi vestite in modo particolarmente appariscente, date un’innaffiata alle piantine stradali e spegnete le luci prima di uscire. Abbracciovi e salutovi).

ITALIA – DUBAI AEREO  
DUBAI – SYDNEY AEREO  
SYDNEY – KATOOMBA AEREO-4X4 100
KATOOMBA – Blue Mountains – ORANGE 4X4 180
ORANGE – DUBBO – BOURKE  4X4 560
BOURKE – CUNNAMULLA – WINDORAH 4X4 870
WINDORAH – BIRDSVILLE 4X4 400
 BIRDSVILLE – SIMPSON DESERT (Big Red- QAA line) 4X4 120
SIMPSON DESERT (Poeppel Corner – French Line -WAA line)   230
SIMPSON DESERT – ( Purnie Borie –Dalhouse Springs) – MOUNT DAER 4X4 130
MOUNT DAER – FINKE – KULGERA – ERLDUNDA – YULARA (Ayers Rock) 4X4 640
YULARA (Ayers Rock – Olga Mountains) – KING’S CANYON 4X4 510
KING’S CANYON (Mereenie Loop) – PALM VALLEY- ALICE SPRINGS 4X4 320
ALICE SPRINGS – TENNANT CREEK (Wycliffe well- Marble Devil’s) – RENNER SPRING’S 4X4 730
RENNER SPRINGS – DALY WATERS- JABIRU 4X4 810
JABIRU – (Ubirr- Nourlangie Rock- Angangbonk Billabong) – COOINDA 4X4 140
COOINDA ( Yellow waters- Twin falls – Jim Jim falls) – PINE CREEK 4X4 390
PINE CREEK- MATARANKA – ROPE BAR 4X4 400
ROPE BAR – BORROLOOLA 4X4 390
BORROLOOLA – BURKETOWN 4X4 540
BURKETOWN – NORMANTON – UNDARA 4X4 670
UNDARA – YUNGABURRA – CAIRNS 4X4 290
CAIRNS – CAPE TRIBULATION N.P. – CAIRNS 4X4 260
ESCURSIONE A BARRIERA CORALLINA BARCA  
ESCURSIONE A BARRIERA CORALLINA BARCA  
CAIRNS PIEDI  
CAIRNS – SYDNEY AEREO  
SYDNEY    
SYDNEY -ITALIA    
    8680

Della durata di un matrimonio e di quella di un Aifonio

venerdì, luglio 29th, 2011

Oggi i miei genitori fanno cinquant’anni di matrimonio. Con la condizionale. Più dieci di fidanzamento fanno sessanta. Per me sono cifre che rivestono lo stesso mistero e la stessa inquietudine delle manovre correttive del bilancio dello Stato, dei meccanismi della tassazione progressiva, della fenomenologia dello spread e dei Bund.

Osservo loro due arrivare a questo traguardo con la stessa ammirazione con la quale guardo mia sorella che chiude la mia dichiarazione dei redditi, quando viene a capo del mio faldone stremata. Ma soddisfatta. Per essere riuscita a dominare il caos e a prevalere sulle forze ostili.

Ed è difficile anche fare gli auguri a due eroi come questi: li guardo e penso che, in realtà, dovrebbero essere insigniti di una benemerenza tipo Cavalieri di Gran Croci. Ma parecchio grandi croci, infatti.

Io non lo so, dopo cinquant’anni insieme, che cosa resta in campo delle forze che si erano schierate in origine. Mi chiedo cos’altro duri oggi, cinquant’anni. La vita di un telefonino, per dire, è meno di uno. Mica perché si rompa, eh: è che però, spesso, viene sostituito per cessata novità. E certe volte ho l’impressione che pure l’amore sia stato agganciato, a nostra insaputa, al ciclo degli Iphone:  non hai ancora finito di capire come funziona il 3 che improvvisamente ti convincono che la vera figata è il 4.

Quindi, cioè, sostanzialmente i miei hanno ancora il telettrofono di Meucci?

Oddio. Vabbè, mo’ chiamo Giorgio e peroro la causa. E poi chiamo anche la Tim.

L’uno caprese

giovedì, luglio 28th, 2011

Agenda:
Ricordarsi il passaporto
Ricordarsi la patente internazionale
Ricordarsi
Ricordarsi che, siccome Nomfup e Supercalifragili sono gemellati a sua insaputa, a insaputa di Nomfup, allora quest’anno avevo pensato di candidarmi ai Macchianera blog Awards 2011. Lo farò quindi sotto falso nome. Il suo, di Nomfup. Quindi se per caso vi piaccio io votate lui. Che vi spiega qua la situazione. Che sostanzialmente è una cosa semplice: si va qui e si scrive.

E comunque siccome c’è addirittura Jacqueline Lee Bouvier, detta Jackie, detta Kennedy detta Onassis a tirargli la volata, fatelo anche  per i sandali capresi.
  
 
E per Peppino. Di Capri

La monade di Monza

giovedì, luglio 28th, 2011

DRIIIIIIIINNNNN
-Ciao mamma sono Meri Pop
-Ciao cara, scusa ma sono impegnata con la monade, è una cosa urgente?
-Eh? Con cosa sei impegnata?
-La monade. Sto leggendo la risposta del professor Pi
-Ah. Beh volevo commentare con te un po’ di cose, tipo il trasferimento dei ministeri a Monza
-No, cara, preferisco occuparmi della monade
-Va bene allora ciao
-Ciao
CLIC

La metà di niente

mercoledì, luglio 27th, 2011

Cara Meri Pop,
ma secondo te esiste la nostra metà?
Ciao
Anna

Cara Anna,
spero proprio di no perchè, poveraccio, nel mio caso dovrebbe essere un lillipuziano.
Dunque io invece pensavo di si. E l’ho cercato, l’ho cercato, l’ho cercato finchè, finalmente l’ho trovato: Philip Roth.

 “L’amore è l’ossessione di tutti. Cosa crede la gente, che basti innamorarsi, per sentirsi completi? Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero e poi ti apri in due”. Philip Roth

Insomma mi è venuto in mente che una coppia si può fare solo con due numeri interi e non con due mezze tacche. Ma mi sa che o avevo bevuto o sono gli effetti collaterali della collaborazione con il professor Pi. Al quale chiedo a questo punto di arrivare in soccorso di Anna. E pure mio. Grazie
Meri

Care Anna e Meri Pop,
confesso che poco amo l’algebra e francamente non mi appassiona il problema se siamo la metà della metà (un quarto?) o due interi sommati. In entrambi i casi appare più come il contatto di due monadi che una vera fusione: ed i contatti, per loro natura tendono ad essere provvisori.

Per quanto riguarda il teorema di esistenza, lasciatemi parafrasare un fisico famoso (W. Heisenberg):  “… gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse delle rispettive culture, in tempi diversi ed in ambienti culturali diversi, perciò, se realmente si incontrano, cioè se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine ad una effettiva integrazione, allora si può sperare che possano seguirne nuovi ed interessanti sviluppi.”
Non è un teorema di esistenza ma, a me pare, una riflessione che vale la pena considerare.

Come sempre, il vostro devoto,
Pi

Ossantamonade. Vabbè, avete fino a settembre per raccapezzarvici. Comunque: la metà non esiste, figuriamoci l’intero. Però ci piace cercarla uguale.
meri

Giù per scale fragili

martedì, luglio 26th, 2011

-Meripo’, tutte tu le fortune eh
-In che senso?
-Il post su supercali del bolerino
-Cioè?
-Cioè sei l’unica che un uomo la invita su un costone scosceso e scivoloso non per buttarla de sotto
-Ah
-Eh
-Vabbè ci sentiamo prima della Laustralia
-Si, va bene, ciao
-Cià
CLIC

Francamente, se potete, ve la consiglio

martedì, luglio 26th, 2011

Appurato che la mia situazione mentale è tale per cui i miei modelli di riferimento oscillano tra Inès de La Fressange e Franca Valeri, sabato scorso Nomfup mi ha mandato un cablogramma con su scritto “Lectio magistralis di Franca Valeri oggi sul Foglio imperdibile”. Infatti. E io volevo non farvela perdere manco a voi. Però non la trovavo postata da nessuna parte. E la mia irrefutabile attitudine alla pigrizia di trascrivervi dodicimilacinquecento battute mi ha convinto che da parte mia, anche in un’occasione così particolare, fosse meglio aspettare che se ne accorgesse qualcun altro linkabile qui sopra.

Oggi infatti la pubblica Dagospia, qui: se potete, Francamente, ve la consiglio. Che la Franca merita sempre. La Valeri.
(E anche la Bassi, che però ancora non ha fatto una lectio magistralis. Ma quando la farà mi auguro che vorrà almeno mandarcela in formato supercalicompatibile).

P.S.
Già che ci siete, su Nomfup, intendo, date un’occhiata qui e non ve ne pentirete.
(Buongiorno con 3 Channel, il salotto tv di Patrizia Rossetti, ospite Sara Tommasi che parla della vicenda bunga bunga (“Io mi ci sono esaurita” da “ragazza che è abituata a un certo perbenismo”). Uggesummio.

Il bolero di Paolè

lunedì, luglio 25th, 2011

Post un po’ lungo, lo so.
Versione short:
Vi parlerò di due spettacoli della natura: le cascate Vittoria e mia sorella e le sue amiche.

Versione integrale:
Dunque mia sorella quest’anno compie un anno. Però lo compie mentre io starò nella Laustralia. E allora volevo dirle due cosette adesso, che eventualmente dovesse rincorrermi per menarmi lo può fare più agevolmente. 

Poi volevo dirvi un’altra cosa: io parto per la Laustralia ma pure lei è partita per un viaggio impegnativo e complesso. Mia sorella compie un anno mo’ pure se è nata un bel po’ fa (parecchio) a ottobre. Ma a agosto di un anno fa lei si è regalata una nuova vita insieme al nuovo giro vita. Che uno quando nasce cresce e invece lei quando è nata è perché ha iniziato a decrescere. Di circa, a oggi, 46 chili. Cioè tipo me tutta intera.

Che la mattina che l’accompagnavo in ospedale per operarsi lei, che pure sembra una roccia, in macchina mi raccontò che la sua bambina la sera prima le aveva chiesto “ma se il medico si sbaglia e muori?” (che lo pensiamo tutti, eh, pure prima di andarci a fare una devitalizzazione dal dentista ma solo i bambini riescono a metterci in contatto con questa strizza) e dunque le prese il momento del ommadonnamiachestoaffà e mi chiese: “ma starò facendo la scelta giusta?”.

E io, come Otelma, le risposi senza fare una piega: “fortunatamente non hai questo problema: è l’unica scelta possibile”. Lei si tranquillizzò un pochino io invece mi agitai all’inverosimile e, mo’ te lo dico, finché non si sono riaperte quelle cazzo di porte della sala operatoria e t’ho vista tutta gialla e bianca ma viva, mi so’ sentita morì.

Insomma ecco lei poco fa mi ha mandato un sms: “Mi sono comprata un bolerino nero di Sandro Ferrone. Taglia L. Ci entro. Un ciccinino strizzata ma c’entro. E sono felice”.

Io vi volevo dire questo: che certe volte la felicità la troviamo nei posti più impensati. C’è persino chi la trova dentro a un bolerino di Sandro Ferrone taglia L.
L’importante, forse, è non limitarsi a cercarla dove l’abbiamo sempre cercata. Perché magari sta da un’altra parte.

Poi vi volevo dire un’altra cosa: che la sua Laustralia mia sorella non l’ha attraversata da sola.

Io l’anno scorso stavo alla Laustralia dell’Africa e un giorno, arrivati alle cascate Vittoria, il professor Pi mi voleva far vedere uno spettacolo mozzafiato. Però bisognava sporgersi da un costone a strapiombo. E c’era acqua, e rumore d’acqua, ovunque: addosso, accanto, in terra, in cielo. E si scivolava. E io ho le vertigini. E allora gli ho fatto segno vai avanti tu che io no. E lui è andato da solo. Poi si è girato e mi ha teso la mano. Io continuavo a fare segno con il ditino NO NO ma lui stava impalato lì e non ritirava quella mano e io lo sapevo che con quella testa dura che ci ha era capace che rimaneva alle cascate Vittoria tutto agosto, e io con lui perché guidava lui. E allora io mi sono prima incazzata e poi mossa. E mi sono avvicinata. E non sono caduta (e poi lui invece si, un po’ è scivolato). E ho visto una cosa bellissima che non me la dimenticherò mai.

Ecco vi volevo dire che pure mia sorella ha avuto una squadra di amiche cocciute che sono andate avanti sul costone scivoloso, si sono affacciate e poi si sono girate e le hanno teso una mano: e hanno aspettato che arrivasse pure lei.

E io queste nostre amiche teste dure, che sono tante, oggi le volevo ringraziare. Perché hanno teso la mano a lei e pure a me anche il giorno che lei si operava. Io ne ringrazio due per tutte: Marina perché è la capobanda delle teste dure e Valentina perché da Trieste s’è fatta tutte le ore fuori dalla sala d’attesa con me, via sms.

Vabbè mi pare che è tutto. Ah, se sapeste che spettacolo. No, non solo le cascate Vittoria: pure mia sorella.

La musica io volevo mettere Rosalinarosalinatuttoilgiornioinbicicletta ma poi quelle si incazzano che dicono che la loro musica invece è la donna cannone. Eccove la donna cannone, maronna e che pazienza che ci vuole. Quanto poi al signor Sandro Ferrone ora gli mando il mio Iban, co’ tutta sta pubblicità gratis.

Giovanardi Vainhouse

lunedì, luglio 25th, 2011

Mi stupisce ogni volta la capacità di lettura della realtà che dimostrano alcuni chiamati a governare la realtà. Giovanardi, ad esempio.

Già che muore Amy Winehouse e qualcuno senta l’irrefrenabile desiderio di conoscere il parere di Giovanardi mi sembra, anche questo, significativo. Sarà per quella “delega al contrasto delle droghe”. Che però, allora, se moriva per incidente stradale che facevi, chiedevi un parere all’Aci? Comunque. Carlo Giovanardi così oggi esordisce:

Credo che una morte tragica di questo tipo non possa che far riflettere i giovani e giovanissimi su come la droga tolga la cosa piú importante che una persona può avere e cioè una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia“.

Ma non sarà che, però, sta poveraccia assumeva droghe per manifesta incapacità di costruirsi “una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia”? La droga, Giovanà mi scusi, non è la causa: è l’effetto. L’ultimo.

Perché le domande che ci facevamo ieri mia sorella ed io, davanti a un caffè, in assenza di alcuna sottopresidenza di Consigli, né di deleghe ad alcunchè, così, nella nostra analisi all’amatriciana di una domenica in famiglia, era: possibile che questa donna non abbia avuto accanto a sé nessuno, ripeto: nessuno, né in famiglia, né nello staff, né nelle sanguisughe che pure avevano tutto l’interesse a tenerla in vita, che potesse mettere un argine a quella solitudine e a quella disperazione?

E un po’ mi fa impressione pensare che uno che si occupa di droga se ne occupi così. Che a volte alcuni sarebbe meglio che si occupassero di andare a casa e pensarci meglio. Va’, in house.


(Grazie ad Andrea, che ha trovato questo video)

Will you still love me tomorrow

sabato, luglio 23rd, 2011

Amy Jade Winehouse (14 September 1983 – 23 July 2011)