Fra un mese si sposa la mia amica Ale. I preparativi durano da un bel po’ e quindi alla fine pensavo che ci si sarebbe fermati perennemente solo ai preparativi. Invece poi lei mi ha consegnato una busta. Bianca. Con un bel fiocco cipria. E c’era scritto “Gent.ma Meri Pop”. E dentro c’è una data. Ed è la prima partecipazione di Meri Pop. Che infatti s’è un po’ emozionata.
Ale legge sempre Supercali. E a volte ha scritto pure. Ma con un altro nome. E non di matrimonio. Allora io ultimamente ci stavo un po’ attenta. E non scrivevo cose troppo da una che si è separata. Però purtroppo il lupo perde il pelo che gli si imbianca pure ma non il vizio.
Però Ale io volevo dirti una cosa (e così la dico pure a Thumper): io non sono contraria al matrimonio. E’ che il mio ha messo fine a un sacco di cose alle quali sono favorevole. E mica per colpa di quel poveruomo, eh. No: perché -questo Ale ricordatelo sempre- gli altri ci fanno solo ed esclusivamente le cose che noi consentiamo loro di farci.
E insomma io alla fine mi sentivo prigioniera. E sola. Pure se eravamo in due. E più continuavamo a restare insieme e più mi sentivo sola. E’ allora che mi sono chiesta una cosa che non avevo avuto il coraggio di chiedermi mai: ma se io resto insieme a ’sto poraccio per paura di restare sola ma mi sento sola già da adesso, non sarà che magari se me ne vado a stare da sola almeno mi sentirò sola e basta e no sola per due?
Io non lo so com’è successo. Però io al poveruomo lo amavo. E lo desideravo un sacco. E’ solo che a forza di avercelo lì poi non lo volevo più. Lo volevo di meno. Sempre di meno. E però un giorno mi si è accesa una lampadina: a Meripo’, ma è ovvio. Come si fa a continuare a desiderare una cosa che già hai? Desideri sempre quella che ancora non c’è. Quello, per meglio dire.
Ecco, io sono favorevole al desiderio: e non sono riuscita più a desiderare una cosa che pensavo di avere.
Invece tu, Ale, sei un pezzo avanti: sai che Marco non ce l’avrai mai. Ah, non lo sai? Allora te lo dico io: se sei fortunata non sarà mai tuo. Completamente. Te ne dovrai conquistare un pezzetto ogni giorno. Per sempre. Ecco, si: per sempre nel senso per averlo mai del tutto. Hai capito si? E non ti dovrai preoccupare quando litighi: ti dovrai preoccupare quando non lo farai più.
E un’altra cosa: è un problema di letto. No, non di sesso: di letto. Io ho capito che non lo amavo più non quando facevo finta di dormire per non farlo: ma quando dormivo tutta la notte senza svegliarmi più nemmeno una volta per provare quella oscura felicità che ci dà il sentirli respirare e vederceli dormire accanto. Che io, oltre al desiderio e alle voglie, sono favorevole anche alle veglie. Le piccole veglie notturne. Ho detto piccole.
Insomma è curioso, no? Che una fa il finimondo perché vuole delle certezze. Poi, quando ce l’ha, ne vuole altre. E quindi io non lo so quale sia la ricetta della felicità. O dell’amore. E se le due cose siano conciliabili.
Però la sai una cosa, Ale? Io a vedere te quasi quasi un pensierino fiducioso ce lo faccio di nuovo. Su quel completino prima notte. E dai sto a scherzà.
P.S.
Ah, quindi io non è che sono contraria al matrimonio per qualche preconcetto: ma santocielo ogni tanto avrò diritto pure io a dormire una notte tutta di filato?
P.P.S.
E comunque dico che due che si sono innamorati con la canzone di Aladdin “Il mondo è mio” già partono bene. Quanto meno già gli si sono accese due lampade.




