Archive for giugno, 2011

Non sono contraria al matrimonio. Ma mette fine a un sacco di cose alle quali sono favorevole

giovedì, giugno 30th, 2011

Fra un mese si sposa la mia amica Ale. I preparativi durano da un bel po’ e quindi alla fine pensavo che ci si sarebbe fermati perennemente solo ai preparativi. Invece poi lei mi ha consegnato una busta. Bianca. Con un bel fiocco cipria. E c’era scritto “Gent.ma Meri Pop”. E dentro c’è una data. Ed è la prima partecipazione di Meri Pop. Che infatti s’è un po’ emozionata.

Ale legge sempre Supercali. E a volte ha scritto pure. Ma con un altro nome. E non di matrimonio. Allora io ultimamente ci stavo un po’ attenta. E non scrivevo cose troppo da una che si è separata. Però purtroppo il lupo perde il pelo che gli si imbianca pure ma non il vizio.

Però Ale io volevo dirti una cosa (e così la dico pure a Thumper): io non sono contraria al matrimonio. E’ che il mio ha messo fine a un sacco di cose alle quali sono favorevole. E mica per colpa di quel poveruomo, eh. No: perché -questo Ale ricordatelo sempre- gli altri ci fanno solo ed esclusivamente le cose che noi consentiamo loro di farci.

E insomma io alla fine mi sentivo prigioniera. E sola. Pure se eravamo in due. E più continuavamo a restare insieme e più mi sentivo sola. E’ allora che mi sono chiesta una cosa che non avevo avuto il coraggio di chiedermi mai: ma se io resto insieme a ‘sto poraccio per paura di restare sola ma mi sento sola già da adesso, non sarà che magari se me ne vado a stare da sola almeno mi sentirò sola e basta e no sola per due?

Io non lo so com’è successo. Però io al poveruomo lo amavo. E lo desideravo un sacco. E’ solo che a forza di avercelo lì poi non lo volevo più. Lo volevo di meno. Sempre di meno. E però un giorno mi si è accesa una lampadina: a Meripo’, ma è ovvio. Come si fa a continuare a desiderare una cosa che già hai? Desideri sempre quella che ancora non c’è. Quello, per meglio dire.

Ecco, io sono favorevole al desiderio: e non sono riuscita  più a desiderare una cosa che pensavo di avere.

Invece tu, Ale, sei un pezzo avanti: sai che Marco non ce l’avrai mai. Ah, non lo sai? Allora te lo dico io: se sei fortunata non sarà mai tuo. Completamente. Te ne dovrai conquistare un pezzetto ogni giorno. Per sempre. Ecco, si: per sempre nel senso per averlo mai del tutto. Hai capito si? E non ti dovrai preoccupare quando litighi: ti dovrai preoccupare quando non lo farai più.

E un’altra cosa: è un problema di letto. No, non di sesso: di letto. Io ho capito che non lo amavo più non quando facevo finta di dormire per non farlo: ma quando dormivo tutta la notte senza svegliarmi più nemmeno una volta per provare quella oscura felicità che ci dà il sentirli respirare e vederceli dormire accanto. Che io, oltre al desiderio e alle voglie, sono favorevole anche alle veglie. Le piccole veglie notturne. Ho detto piccole.

Insomma è curioso, no? Che una fa il finimondo perché vuole delle certezze. Poi, quando ce l’ha, ne vuole altre. E quindi io non lo so quale sia la ricetta della felicità. O dell’amore. E se le due cose siano conciliabili.

Però la sai una cosa, Ale? Io a vedere te quasi quasi un pensierino fiducioso ce lo faccio di nuovo. Su quel completino prima notte. E dai sto a scherzà.

P.S.
Ah, quindi io non è che sono contraria al matrimonio per qualche preconcetto: ma santocielo ogni tanto avrò diritto pure io a dormire una notte tutta di filato?

P.P.S.
E comunque dico che due che si sono innamorati con la canzone di Aladdin “Il mondo è mio” già partono bene. Quanto meno già gli si sono accese due lampade.

Tau ci sarai

mercoledì, giugno 29th, 2011

COMUNICATO STAMPA

In merito alle notizie provenienti dalla Gran Bretagna secondo le quali gente che non sa né vestirsi, né mangiare ma solo bere avrebbe detto, in evidente stato di ebbrezza, che “Tau è meglio di Pi Greco” con evidente riferimento al principale collaboratore di questo blog (“Matematici britannici dell’Universita’ di Leeds hanno decretato la fine di pi greco”) la qui presente Meri Pop manco si mette a smentire e li prende direttamente a pizze. Così in Roma, Capitale, addì 29 giugno 2011 che è anche San Pi e Paolo.

Ringrazio la nostra Madame Dupall per la tempestiva segnalazione e la tempestosa reazione.
Ricordo infine che l’ultima scoperta matematica di qualche rilievo che i perfidi albini abbiano prodotto è stata quella del number four. I Fab Four. E so’ passati più de cinquant’anni.


 

Fallo strano

lunedì, giugno 27th, 2011

L’antefatto
Durante una puntata di Agorà, Rai 3, il programma condotto da Andrea Vianello, si parla della verifica di maggioranza. Una parlamentare del Pd, Pina Picierno, rimprovera all’interlocutore leghista di fare il doppio gioco:  “La Lega a Pontida lancia segnali di celodurismo, e poi arriva a Roma e si cala le braghe”. A quel punto Massimo Polledri le risponde: “Se ci caliamo le braghe noi, puo’ esserci una bella sorpresa per te…”. Imbarazzo in studio, la diretta interessata alla sorpresa non sente la battuta, nessuno l’avverte. La polemica scoppia nel pomeriggio sulle agenzie di stampa, siti e giornali del giorno dopo. 

Lo sviluppo
Il parlamentare leghista Massimo Polledri, di professione neuropsichiatra, ci riflette qualche giorno. Poi finalmente chiarisce il suo pensiero: “Ribadisco tutto quello che ho detto, ho solo rivendicato il diritto e l’orgoglio maschile. Ho reagito alla Picierno che mi ha detto che non mi funziona più. Comunque ricevo messaggi di solidarieta’ da colleghe del Pd curiose”.

Segnalo, per circonciso, che l’onorevole Polledri è lo stesso che apostrofò in Aula la deputata (sempre Pd) Ileana Argentin con (e no, eh, io mi vergogno anche a trascrivervelo, cliccate sulla parolina arancione e leggetevelo qui).

A questo punto è ufficiale: effettivamente non gli funziona più. Il cervello. Però, scusate, siccome noi paghiamo questo signore ventimila euro al mese perché lo faccia funzionare, allora magari è meglio che lasci la cadrega a qualcun altro. Quindi, Pollè, effettivamente, fallo. E subito. Smamma.

Caro Moretti nel senso quello dei treni

lunedì, giugno 27th, 2011

Caro Moretti nel senso quello dei treni,

ti scrivo al posto di Aurora che ha 5 anni e va all’asilo. E che ieri ha fatto il suo primo viaggio in treno. Con il nonno. Ha preso a Ostiense un Roma-Pisa pieno come il Parlamento quando vota il lodo Alfano. Il treno, Morè, si fa tutto il litorale laziale: Cevveteri, Ladippoli, Tanta Marinella, Civitavecchia, Tacquinia. Insomma Aurora è salita col nonno e con un borsone “che dentro ce stanno i costumi tui, de nonno e le mozzarelle pe’ zio”. Perché quelli di ‘sto treno non viaggiano con l’Ipad ma con l’insalata di riso e l’ombrellone. Ma il biglietto costa uguale. E anzi che stavolta funzionava l’aria condizionata (lo dico per le mozzarelle de zio, sia chiaro). Però non c’erano posti. No, non quelli a sedere, che erano finiti già da Termini: non c’erano manco quelli in piedi.

Aurora stava spiaccicata sul mio bracciolo e tuffata con la capoccella dentro alla mia pagina del giornale che io mi stavo leggendo i Bisileaks (che io invece il posto l’avevo trovato perché uno s’è alzato all’improvviso e ha detto “oh ma questo non va a Torino, neh?” che avevano sbagliato anche le indicazioni al binario 4).

Insomma, già che mi stava forzosamente in braccio, io Aurora me la sono messa seduta direttamente sulle ginocchia. Lei all’inizio si vergognava ma al terzo spintone ha ceduto. Si guardava intorno spaesata e chiedeva: “Nonno, ma questo è il treno?”. No, tesoro, questo è il treno in Italia.
E allora, Morè, ho chiuso il giornale proprio sulla pagina con i Bisileaks con tutte quelle menate sulle Effeesse, e chi l’ha nominato questo e chi ha aiutato quello e chi telefonava a quell’altro e mi sono chiesta: “ma poi, alla fine, ci sputtana più sta roba o far viaggiare la gente così?”.

Ad Aurora non gliene frega niente che si dice la gente al telefono. E manco al nonno. E ieri manco a me. Ad Aurora basterebbe salire sul treno e godersi una delle cose più emozionanti che ci sia: il primo ciuff ciuff con il nonno. Io il mio primo viaggio in treno me lo ricordo ancora. Avevo 8 anni (era il Pleistocene ma comunque già non andavano più a carbone). Ed ero anche io con mio nonno. E mi ricordo tutte le fermate e anche che a una mi comprò una pastarella con la crema. Che i genitori oggi si svenano a regalare Pleistescion e Nintendi e invece a sti ragazzini potrebbero regalargli una cosa che non si scorderanno più: il viaggio in treno coi nonni.

Insomma, Moretti, volevo dirti: stamattina, senti a me, alza un telefono. Ma non ti arrabbiare per ste vagonate di roba che viaggiano sui giornali: alza il telefono e incazzati con chi, l’estate, non aggiunge un vagone al Roma Termini-Pisa. Almeno fino a Civitavecchia.

Non lo devi fare per i grandi, notoriamente ingrati: lo devi fare per i bambini. Perché non si uccide così un’emozione: quella del primo viaggio in treno con nonno.

Grazie
Tua Meri

I dolori del giovane Werner: si sposa. Ma è il sindaco. E invita tutto il paese

sabato, giugno 25th, 2011

Ma quali William e Kate, ma quale Mara Carfagna, macchè Alberto e Charlene:

ALTO ADIGE:SINDACO SI SPOSA E INVITA TUTTO IL PAESE. IN 3.000
‘CARFAGNA ALLE NOZZE D’ARGENTO DOVREBBE INVITARE TUTTI’
BOLZANO, 25 GIU – “Facciamo i nostri sentiti auguri al ministro Carfagna, da sposi a sposi. Noi, per non dimenticare nessuno e per non creare malumori, abbiamo invitato proprio tutti, l’intero paese. Per le nozze d’argento il ministro dovrebbe perciò seguire il nostro esempio”.

Ecco, Carfà, che quindi oggi s’è sposato pure Werner Dissertori, sindaco Svp di Termeno. E pure Werner ci ha una lista, Brunè, ma di quello che ha regalato lui:

3.301 invitati
500 chili di polenta
600 polli
80 torte
Gewuerztraminer a pioggia

Certo magari quando arriva il conto son dolori. Ma vuoi mettere, Mara mia, quanto risparmia in polemiche?

Mara-mao: questo è il massimo possibile vedibile. Che Mara l’ha data in esclusiva. La cerimonia. A un giornale

Illuminateli d’incenso: con 54 lampade da sposo. Inceneritelo, volendo. A Renato

venerdì, giugno 24th, 2011

Fannulloni di tutto il mondo unitevi. Per il regalo di Renato e Titti. Che si sposano. Il 10 luglio.  Nella “sala di rappresentanza del Comune allestita a Villa Rufolo di Ravello, causa lavori in corso a Palazzo Tolla”. Non ci provate a dire che non sapete che fargli. C’è la lista:

54 lampade di design (“corpi illuminanti”)
10 tappeti preziosi
7 tavoli da pranzo
6 fioriere
3 testiere imbottite per il talamo matrimoniale (ripeto: tre)
3 olivi (4.500 euro cadauno)
2 phoenix canariensis (2 mila cadauno)
200 lauri (no, no lauree, lauri, le piante)
4 poltrone
2 divani
6 tavolini
4 cassetti
1 isola (non lo so che caspita è ma cosata 2 mila 986 euro)
e una serie di altre cose che ora non ci ho posto qui

Vabbè, quando avete scelto fatemi sapere che si fa il bonifico. Che hanno pubblicato pure l’Iban di tutti i fornitori. Dai su, e che, l’Italia migliore si sposa e voi state a fa’ i pitocchi?

Insomma illuminatelo d’incenso. Inceneritelo, volendo.

C’eravamo tanto stremati

mercoledì, giugno 22nd, 2011

Poi non dite che sono io, eh

STREMATO DAI SUOCERI EVADE DOMICILIARI E VA DAI CC, ARRESTATO

ACQUAVIVA DELLE FONTI (BARI) – Pur di non vivere con i suoceri si è costituito ai carabinieri evadendo gli arresti domiciliari a cui era sottoposto perchè scontava una condanna per estorsione. E’ accaduto ad Acquaviva delle Fonti dove un 30enne, esasperato dalla convivenza con i genitori di sua moglie, ha preferito una cella del carcere di Bari.
L’uomo ha contattato i carabinieri della sua cittá chiedendo di aggravargli la misura cautelare. Dalla caserma gli hanno risposto che il suo avvocato avrebbe dovuto presentare al gip un’istanza motivata. Ma lui non poteva aspettare. Così ha violato gli obblighi domiciliari uscendo di casa e andando nella caserma dei carabinieri. I militari non hanno potuto fare altro che ammanettarlo. Venerdì sará processato per direttissima.

Finché noia non vi separi

mercoledì, giugno 22nd, 2011

Cara Meri,
ma perché ce l’hai tanto col matrimonio?
Marika

Cara Marika,
il matrimonio è un istituto meraviglioso, ma chi vorrebbe vivere in un istituto?
Groucho Marx

Ciò che il sesso unisce il matrimonio non divida

martedì, giugno 21st, 2011

Donne, è arrivato il sondaggino. Dunque, la fondamentale scoperta scientifica di oggi è questa:

SESSO: SE LA DONNA TRADISCE E’ COLPA DEL MARITO, INDAGINE ONLINE
Roma – Se la donna tradisce è colpa del marito. La voglia di sentirsi ancora desiderata è la molla che fa scattare il desiderio di cercare l’amore (o un’avventura) al di fuori del matrimonio: lo ammette il 42% delle iscritte a Gleeden.com. che ha realizzato un sondaggio su un campione di quasi 1.500 signore. Il 24% dichiara di cercare un modo per evadere dalla noia del quotidiano diventato “troppo monotono”.
Cinque i motivi alla base dell’infedeltá al femminile: 1) bisogno di sentirsi desiderate (42%); 2) noia nella vita di coppia (24); 3) sesso (17);4)  ricerca di nuove avventure (11); 5) volontá di punire il partner (6%).

A marito e sesso noioso corrispondono corna. Ora perché questa Gleeden ha dovuto telefonare a 1500 donne per capacitarsene non si sa.

Ma questo bel sondaggio, che ha suscitato l’entusiasmo delle mie esimie colleghe che me lo hanno testè segnalato, nasconde la vera sòla: per la proprietà transitiva, infatti, se invece è l’uomo che tradisce, la colpa indovinate un po’ di chi è?

Vabbè allora io intanto direi questo: se state bene con uno portatevi avanti con il lavoro e non sposatevelo. E ciò che il sesso unisce il matrimonio non divida.

Il nome della cosa

martedì, giugno 21st, 2011

Post di blog che, a leggerli, ti sembra di sentire lo speaker di Superquark.

E insomma ho trovato un uomo che infin ci fornisce un primo vademecum oratorio dall’inequivocabile titolo “Le parole a letto”.

Vado a illustrare: “Comunicare -scrive l’esimio collega- è fondamentale nella vita quotidiana, nella vita di coppia e a maggior ragione a letto”. Che “la connessione mentale rinforza la connessione fisica”.
Avercela. La connessione mentale, dico.

E dunque, egli ci informa di
Come passare dal sesso silenzioso al giocoso sesso parlato“:
1) “Un primo passo per favorire l’intimità è dare un nome ai genitaliattribuire vezzeggiativi al pene e  alla vagina è senza dubbio un passo per rendere caldo e familiare l’eros. Conferire agli organi sessuali un carattere e una personalità può approfondire il contatto con l’intimità dell’altro ed aiutare la comunicazione intima”.

Caro, scusa, ma dipende. Che una volta la mia amica Giulia mi raccontò che finalmente aveva trovato l’uomo semiperfetto. Senonchè il semi era che lui, appassionato di politica e di una ministra in particolare, chiamava la di lei “l’onorevole” e a lei veniva ma solo da ridere. Che la evocava anche per telefono “E come sta l’onorevole” “e che dice l’onorevole”.  Peggio andò a Marcella, che lui la cosa la chiamava “Stefania”: “e salutami Stefania” e “stasera fai venire pure Stefania” e “come si è vestita oggi Stefania”.Ma va anche aggiunto che lo stesso accadde a Giacomo, la cui di lei chiama il suo di lui “Sergio”. Che “conferire agli organi sessuali un carattere e una personalità” magari aiuta ma chiamarlo col nome di un altro barra un’altra, ti assicuro, NO.  

2) “Il secondo passo è chiedersi: “perché non ho mai chiesto cosa desideravo mentre ero a letto? Oppure perché non ho mai esternato quello che provavo? Impariamo ad esternare e comunicare di più”.

Senonché anche qui, amico mio, purtroppo dipende. Che c’è gente che non riesce a dimenticare di essere presidente di Consiglio di amministrazione manco quando è in braghe, calzettoni e Church ancora allacciate e alterna lo sguardo concupiscente sulla di lei lingerie a quello arrapato sugli aggiornamenti di InvestCenter per iPad. Che purtroppo quando cala il titolo poi cala pure Sergio. E lo vedi, si, come sta combinata la Borsa da una decina d’anni.

E ancora:
3) Il linguaggio romantico (quello fatto di poesia, dolci parole, romanticismo) si rivolge alla femminilità, mentre vocaboli più licenziosi ed inviti eccitanti fanno appello alla mascolinità. L’uomo ha costantemente bisogno di essere lodato e onorato per eccitarsi, non per altro  una frase come “mio eroe” ispira il cavaliere in armatura lucente che si nasconde in ogni uomo, contribuendo a portare alla luce la sua forza virile.

Scusate io mo’ non so chi frequentate voi, però solo l’idea di dire acchissoio “mio eroe” produrrebbe che il cavaliere me rompe tutta l’armatura lucente in testa.

4) “A letto le parole che accendono una donna sono soprattutto quelle che solleticano ed apprezzano quello che “è” , mentre l’uomo è più eccitato da parole e frasi che riguardano ciò che “fa”.
No comment

5) “Il segreto di un sesso felice sta nel dire tutto ciò che vi provoca piacere, senza però trasformare il rapporto sessuale in una lezione di guida”.

Di guida? Ma che davvero immagini, esimio collega, che ancora ci sia chi pensa di cavarsela con un pacchetto di coordinate destra-sinistra-divieto di svolta? Guarda che c’è gente che manco col Garmin e Google map ne viene a capo. 

Non lo so, magari a voi sto Prontuario risulta utile. Eventualmente fatemelo sapere. A me e all’onorevole. E pure a Sergio e Stefania, già che ci siete.
Intanto vi metto Benigni che magari lo trovate. Il nome della cosa.