Archive for the ‘Posta melanzana’ Category

Mamma mia che impressione

martedì, novembre 11th, 2014

Cara Meripo’, io cerco di essere superiore ma dopo un mese sto ancora schiantata. Non è successo niente di diverso da ciò che succede a tante: se n’è andato con la metà dei miei anni. Nel senso proprio con una di 25. Vorrei molto dirti-vi che me ne sto facendo una ragione e che sono una donna autonoma e che e che e che. Invece mi spiace ma hai di fronte proprio la schiappa: alcune mattine mi alzo e ancora non so come fare senza di lui. Mi fa impressione persino a scriverlo ma è così. E non so che fare.
Rossana

Cara Rossana, niente. Non devi fare proprio niente. A un certo punto arriverà il giorno in cui, praticamente a tua insaputa, tutta quest’impressione si trasformerà. Come? Già che siamo in tema di colori te lo faccio dire da Pierre-Auguste Renoir:

“Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’impressionismo“.

E chest’è, direbbe la mia amica Rossella. Aspetto il primo quadro. Intanto eccoti il mio.
Meri

Mary Poppins impressionist (foto Freaking News)

L’iMat

lunedì, ottobre 27th, 2014

Cara Meri,
un grande classico: io, lui, l’altra. Senonché l’altra è sua moglie, da svariati anni e due figli. E da tre anni c’è tutto il repertorio di scuse per non far chiarezza tra noi, sai i bambini, sai ora no, sai, sai. Senonché a me sta nascendo, oltre alla rabbia nei confronti di lui, anche il senso di colpa nei confronti di lei. Io mi sento una sfasciafamiglie. Ti pare mai possibile? Eppure è così. Sono quindi una cretina doppia?
Milena

Cara Milena,
in linea di massima in ogni curriculum sentimentale che si rispetti c’è “lo sposato”. Lo sposato spesso, quando si fa un’amante, la famiglia non intende affatto sfasciarla ma rafforzarla. Qualche tempo fa una psicologa così sintetizzò la situazione a un’amica:
-Cara, tu quel matrimonio non lo stai minando, lo stai tenendo in piedi. Perché gli uomini hanno spesso bisogno di uno sfogo esterno per reggere la pressione interna.

Ordunque, Milena cara, tu non sei affatto la sfasciafamiglie: tu sei la batteria. La batteria esterna dell’Iphone. Senza la quale dopo poche ore l’Aifonio si scarica. Sei dunque la ricarica del sacro vincolo ammosciato. La ricarica dell’iMat. Devi solo decidere se intendi utilizzare a questo scopo la tua energia.
Energicamente abbraccioti
Tua Meri

Le vittime di Fonzie che hanno sempre scansato Richie

mercoledì, ottobre 22nd, 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente cazziata

Cara Meripo’,

stavo spulciando Supercali e non trovavo, senza nulla togliere a quelle gradevolissime delle donne,  molte lettere scritte da uomini nella tua posta melanzana. Forse questa mia potrebbe essere l’occasione per incoraggiare i colleghi più riservati,  anche perché tra i tuoi follouers ce ne stanno di assai simpatici e dalle penne felici. Quanto alle rubriche di posta sentimentale questa mi pare un luogo adatto anche per i timidi anche perché, diciamoci la verità, quella di Savage sull’Internazionale è un pochettino estrema.

Comunque, Meripò, ti scrivo per dirti una cosa sulla quale rifletto da un po’ di tempo. Partiamo da un presupposto: i miei colleghi di genere, gli uomini, stanno un poco inguaiati. Con buona pace di qualche esemplare, diciamoci la verità proprio pochi, gli uomini sono proprio lontani pure da una striminzita sufficienza. Non sto parlando di un aspetto in particolare, infatti la cosa è gravissima.

Sono portatore di un totale sentimento di disistima nei confronti del maschio italico. Li vedo, incapaci di sostenere il peso di una relazione degna di questo nome con fidanzate/mogli/compagne/amiche/amanti. Sempre pronti a lamentarsi, fanno finta di lavorare per non tornare a casa e quando ci tornano, Meripò, che disastro! Se non fosse per le donne, secondo me, staremmo ancora all’età della pietra.

Ma non è di questo che ti voglio parlare, che ad infierire su mariti, ex mariti e futuri mariti c’è una letteratura sin troppo vasta.
Quello di cui ti voglio parlare sono le cause di tutto questo. E qua c’entrate voi però. Lungi da me l’idea di volervi dare ancora altre responsabilità ed incombenze oltre a tutte quelle che vi abbiamo storicamente addossato, però la selezione, Meripò, la selezione la fate voi.

Tra Fonzie e Richie Cunningham, Meripò, chi avete sempre scelto? E non parliamo proprio di Ralph e Potsie (fate pure fatica a ricordarveli, mica solo quelli del telefilm, dico proprio tutti i Ralph e tutti i Potsie che avete incontrato nella vita vostra).
A scuola, tra quello che vi portava i libri e quello che non vi filava proprio, chi agognavate?

Devi essere sincera Meripò, il maschietto affidabile e di buon cuore non ha mai battuto chiodo. Lo chiamano “sfigato” proprio per questo.
E da lì parte tutto, perché quello che voi selezionate ancora implume, per tutti noi diventa il modello da seguire. E alla fine, la cosa peggiore, diventa il modello pure per voi.

Poi ad un certo punto li guardate i vostri uomini, su divani, abbandonati a telecomandi in mano (cit.) e io lo so che vi pentite della selezione che avete fatto, solo che ormai è troppo tardi. E siete talmente tanto abituate a quel modello, che vi pare brutto pretendere (ma persino chiedere) qualcosa in più.

E allora, cara Meripò, il consiglio che vorrei dare a te a te e a tutte le tue lettrici è questo: non vi stancate mai di pretendere, non rinunciate a chiedere. L’uomo è pigro e ogni domanda che non fate, ogni volta che vi dite “ma che glielo chiedo a fare, faccio più presto a farlo io” avremo un uomo un po’ peggiore e una donna un po’ più avvilita.

Tanti auguri Meripò, che è stato il tuo compleanno e te li meriti proprio
Tuo
Stighespiralidoso


Il gelo in una stanza

venerdì, luglio 25th, 2014

Cara Meri,
giusto ieri leggevo il commento della tua amica Gilda sul post del Tururù “Meglio un gelato da accompagno che un compagno gelato”. E giusto oggi il tipo che sto frequentando da un po’ mi fa
– ho deciso di congelare la mia vita sentimentale per un paio di anni
A un successivo approfondimento ha spiegato che comunque vuole congelare solo il cuore mentre tutto il resto può tranquillamente restare a temperatura ambiente e in uso.
In linea di massima che ne pensi e che ne pensa anche il Comitato Pop?
Tua Donna Summer

Cara Donna Summer,
giro il quesito al comitato Indesit che ormai mi coadiuva. Dico che l’idea, ora che sta tornando il caldo, non mi pare invece affatto malvagia. Adottala, anzi, anche tu: congelati la Jolanda.
Tua Meri

P.S.
Vabbè comunque la cosa più bella è la definizione spazio temporale: congelamento per due anni. Tipo emissione di titoli a breve termine. Spettacolo puro. Donnasà, questo non te lo perdere per nessun motivo al mondo: congelati il cervello e divertitici. Divertitici, si dice, si?

L’occasione mi è rigradita per riproporre l’intramontabile

Nuove frontiere del selfie

martedì, giugno 17th, 2014

Cara Meripo’,
la presente per segnalarti l’ultimo ritrovato in fatto di autosufficienza maschile: ma secondo te con questo Autoblow2 diminuirà ulteriormente la ricerca dell’anima gemella femmina? Trattasi di un vibratore per uomini che, recita il materiale illustrativo che ti allego, “non ha bisogno di batterie perché funziona elettricamente”.
Tua Lauren Dupall

Cara Lauren e care tutte le mie assistite,
il ritrovato che ci viene segnalato pone -marescià pone- una nuova accezione al concetto di evoluzione della specie. Innumerevoli i vantaggi di Autoblow, prodotto innovativo per uso locale rispetto al ricorso per lo stesso uso a una specie umana femmina o di qualsivoglia corredo di X e Y: intanto “l”inventore Brian Sloan assicura che non c’è il rischio di finire fulminati”. Dura “circa mille ore” (dunque certamente di più di una fidanzata) e “le due qualità che lo distinguono dalla concorrenza? E’ facilissimo da pulire e soprattutto non c’è bisogno di usare le mani”. Quindi anche l’ufficio di igiene è sistemato.
Autoblow ha inoltre “vinto la campagna di crowdfunding: su “Indiegogo” l’azienda “Letsgasm” aveva chiesto 45.000 dollari e invece se ne sono aggiunti altri 235.000”. Ettecredo, per finanziare la ricerca -la ricerca del tempo perduto, perduto in corteggiamenti, amoreggiamenti e lasciamenti- i finanziatori sono sempre in prima fila.
Cara Lauren e care mie è bene che ve lo dica: se sto coso impara pure a cucinare, gemellandosi col Bimby, siamo spacciate.
Vostra affezionata Meri

La quadratura del cerco

mercoledì, giugno 4th, 2014

Cara Meri,
insomma esiste o no una formula per trovare l’uomo giusto?
Maria Luisa

Marialuì, certo che esiste. Eccola:


(si ringrazia per la collaborazione l’amico Drago)

Ricordati che è sempre uno che hai conosciuto per strada

martedì, maggio 13th, 2014

Cara Meripo’,

quando si dice le coincidenze: il tuo post di questa mattina e il suo Basta definitivo di ieri sera, dopo dieci anni di matrimonio e due figli. In realtà Basta avrei voluto dirlo anche io ma “e i figli piccoli” e “il senso di responsabilità” e risparmiamoci il resto. Dunque, per onestà, ha solo fatto prima. Finisce così. Che avrei voluto disperarmi, e un po’ lo faccio, ma improvvisamente mi è venuto anche da ridere a pensare a questa cosa dei 432 miliardi di cellule che muoiono ogni giorno in un corpo umano e tutto sommato, allora, quello che mi ha detto che se ne va non è nemmeno mio marito ma è proprio un altro. E dunque vada. Tanto, chi lo conosce?
Un saluto
Flaminia

Flamì… a me in questo momento viene in mente una cosa sola, quello che diceva la zia della mia amica Mariapà quando finiva un amore: ricordati che è sempre uno che hai conosciuto per strada. Già che ci sei ricordati pure che, come dice invece mio padre, il tempo è galantuomo. E infine -come insegnano le cellule- tutto finisce, si, ma per rinnovarsi.
Avanti tutta, Flamì
tua Meripo’

Per l’occasione dedico un effervescente “Non rompermi il cuore” che all’occorrenza può abbreviarsi in un motivazionale “Non rompermi”

Squillino le trombe

mercoledì, novembre 20th, 2013

Cara Meri,

ti risulta che i cinque segnali dai quali riconoscere un trombamico siano questi?
1 –Non hai nessuna intenzione di presentarlo ai tuoi amici
2- Se non ti chiama, non ti manda mail o sms non te ne preoccupi, tranne se si dimentica di  un vostro incontro. Ma solo per puro egoismo
3- L’idea di avere un ragazzo ti fa venire la nausea
4- Se lui sparisse domani ti infastidirebbe solo l’idea di non poter più fare sesso
5- Il sesso è perfetto ma hai la certezza che per il resto non sarebbe assolutamente il tuo tipo

Se puoi rispondimi presto, vorrei regolarmi prima del weekend. Grazie.
Amica

Cara Amica,
pur non vedendo utilità alcuna nel riconoscimento dell’oggetto di specie (non è che la catalogazione “esso è effettivamente un trombamico” abbia mai rimesso al riparo nessuna dalla comunque certa sòla che si anniderà anche lì), in aggiunta confessandoti che in materia sono ideologicamente sprovvista, ho ritenuto necessario chiedere una consulenza al mio amico (omissis), in arte Spazzacamino il quale, a prima vista, sembrerebbe effettivamente un prototipo di trombamico ma poi vassapè quindi ti allego la sua risposta ma non il suo numero di cellulare. Pubblico con congruo anticipo (tre giorni) rispetto al weekend così da offrirti tutto il tempo per il necessario screening dei candidati.

Tua Meri

A Meripo’ devo ammettere di aver riletto almeno 10 volte queste poche righe cambiando ogni volta il mio pensiero per poi avvicinarmi al pensiero di “Amica”. Comunque risponderei così:

Cara Amica,
adesso capisco cosa intendi e concordo con te sui 5 sintomi per definire il trombamico (sebbene trovi il punto 1 non obbligatorio).

Rimanendo sul sempliciotto superficiale e volendo rimanere sul generico di proposito, ti voglio far presente però che l’espressione “trombamico” non esiste nella testa di un uomo (a meno che non ci riferiamo ad un 16enne).

Per un uomo – e ripeto che resto sul superficiale e generico – le amiche si classificano più semplicemente così:

1) amica che mi farei; 2) amica che non mi farei.

La prima rappresenta la stragrande maggioranza dei casi ed è alla base dello stesso concetto di amicizia per l’uomo. Insomma un’amicizia che nasce da un’esplosione ormonale.

La seconda si caratterizza invece dal consolidamento di un rapporto di lunga data, dal fatto che è o “irraggiungibile” o troppo poco interessante per essere ricompresa nella categoria 1, o infine, perché è stata declassata dalla forza di inerzia e dal tempo che passa nella categoria 2 (qui però l’eccezione è dietro l’angolo, nel senso che se la donna è troppo sexy/interessate resterà sempre in zona Champions).

Altri ragionamenti sono vuoti e inutili. Insomma poco importanti, perché aver troppi pensieri rende poco lucida la mente di un uomo. Due opzioni sono sufficienti se non abbondanti.

PS: non ti fidare troppo di quelli che dicono il contrario sull’amicizia “veritiera” tra uomo e donna: quelli sono dei serial killer professionisti o ancora in erba. Di solito sono anche un po’ depresssi…

Cordialmente

Lo Spazzacamino amico di Meri Pop



Agguanta na mela. E na valigia

lunedì, ottobre 7th, 2013

Cara Meri,

ho letto il tuo post al Giudice. Noi gli compariremo davanti fra dieci giorni, dopo undici anni di matrimonio. La maggior parte dei quali vissuti in due, il resto fino ad oggi anche con le sue “distrazioni”. Nonostante ciò non sono mai riuscita a dire Basta io e ho lasciato che alla fine lo facesse lui. Ora mi sento a pezzi. Che non so come ricomporre. Hai qualche suggerimento per il “dopo” visto che ormai il prima è andato?
Lucia

Cara Lucia,
io direi che si può ripartire da due prenotazioni: una dal pedicure e una all’agenzia di viaggi. La prima perché sono mesi che mi stanno a sbomballare dicendo che dopo il divorzio c’è il mondo ai nostri piedi e allora facciamo almeno che li si trovi presentabili. La seconda perché, senza aspettare l’udienza del divorzio, già per quella della separazione fu un viaggio che mi salvò. Che se ci sono i viaggi della speranza ci sono ancor di più quelli della disperazione. E quello aveva tutte le caratteristiche per rivelarsi il fiasco della vita.

Nella valigia avevo più fazzoletti di carta, manuali di auto-aiuto e boccette di Rescue Remedy che magliette e costumi, nonostante stessi partendo per Cuba. Eppure, ci sono anche qualificati testimoni che posso esibirti in ogni momento, fu una delle migliori idee della mia vita.

Intanto già a ventiquattr’ore dall’atterraggio al posto della boccetta di Rescue Remedy pasteggiavo col mojito e ti assicuro che la prospettiva vista da un bicchiere è senz’altro migliore di quella da una boccetta.

Poi ci fu il fatto che con me viaggiavano numero 19 sconosciuti che ancora oggi sono una delle migliori compagnie che mi sentirei di consigliare a chiunque. Certo conobbi anche il Professor Pi, il che ha poi prodotto altri tipi di conseguenze ma non stiamo a sottilizzare. Anche per via della mole.

E c’è poi che mentre cammini, ovunque, invece di sentire Capezzone al telegiornale senti tipo Guantanamera per strada. Il che, credimi, in certi frangenti fa la differenza. Al punto che quando tornai e mi riappalesai ai miei familiari, poi un giorno alcune amiche di mia sorella si riunirono a casa sua e mentre una si lamentava variamente di sventure maritali, una disse

-Senti, secondo me dovresti andare in eroboristeria, farti dare qualcosa

A quel punto si avvicinò mia nipote, anni 8, e disse

-Senti secondo me dovresti andare a Cuba

E lei -Perché tesoro cosa c’è a Cuba?

-Ah non lo so ma a mia zia ha fatto benissimo

Ammazza quanto l’ho fatta lunga. Vabbè Lucì fammi sapere. Quando parti.
Tua Meri

Attacchiamoci

martedì, luglio 2nd, 2013

Cara Meri,
sai quanto ti stimi e ti voglia bene però dovresti mitigare un po’ questi attacchi al matrimonio. Più che altro perché io mi avvio a festeggiare il settimo anno e questo clima mi instilla una certa inquietudine.
Tuo Luciano

Caro Luciano,
non è che io attacchi il matrimonio: è il matrimonio che ha attaccato me. Tutto ciò premesso, siccome sai quanto ti stimi e ti voglia bene, ti invito a fare un’unica riflessione, per altro suggeritami dal mio amico Guglielmo, a sua volta sposato da quindici: hai mai pensato come mai “Per sposarsi ci vuole un testimone. Come per un incidente o un duello”? (Sacha Guitry)
Tua Meri