Archive for the ‘Posta melanzana’ Category

Un pochetto

giovedì, luglio 18th, 2019

Cara Meri,
volevo scriverti su “Repubblica” ma avrei bisogno di un poco di zucchero ORA. Vado a riassumere: sono due anni che siamo passati dalla modalità ex compagni di classe a “Ma chi l’avrebbe mai detto che ti avrei riscoperta così”. Passione e struggimento. Per un mese. Poi lui aziona il freno a mano. Io vorrei-non vorrei-ma se puoi. Io posso, invece, Meri. E’ lui che evidentemente non può. Intendiamoci, non è che sia fuggito: è che c’è di meno. Ma quando c’è… Mi dico che comunque è una cosa bella, sarebbe peggio non averla. Però… Però a me non basta. Io vorrei l’intero. Non un pezzetto.
Potresti darmi un kit di sopravvivenza per l’estate, intanto? Poi a settembre vediamo che fare. Eventualmente.
M.

Cara M.,
spesso pensiamo che la cosa peggiore che possa capitare in amore sia la fattispecie “non corrisposto”. Gli anni mi hanno insegnato che, invece, c’è una condizione ancora peggiore: quello corrisposto un-pochetto. Un pochetto è l’unità di misura che non ci consente di soffrire abbastanza da lasciar perdere. Un pochetto ci tiene comunque legati. Appesi, per meglio dire. Un pochetto ci consola. Un pochetto tutto sommato ci tiene compagnia ogni tanto. Un pochetto ci offre anche grandi momenti. Ma un pochetto non ci basta. Questa è la sua maledizione. Perché non ci nega l’obiettivo: ce lo fa intravedere. Ma non ce lo fa mai raggiungere.
Frustrante, molto frustrante.
E allora vedi, M., io il kit non ce l’ho. Credo invece che lo abbia tu. Perché c’è un criterio universale e infallibile sul quale misurarsi: relazioni buone fanno stare bene, relazioni di merda fanno stare di merda. A ciascuno decidere dove si trovi ora. Il kit non ce l’ho ma un consiglio sì. E stavolta non è il mio, ma della mia amica Tamara Viola. Che qualche giorno fa, su Zuckercoso, si è autoprescritta “Tieniti lontana da tutto ciò che è poco”. Tieniti, e teniamoci, lontane pure da tutto ciò che è un-pochetto. Tanto, l’abbiamo capito, sulla lunga distanza non funziona. Regaliamoci un’estate in cui provare a stare bene, intanto.
E chest’è.
Meri

Quando si chiude una porta ma si riapre un portone. Del cuore

mercoledì, giugno 19th, 2019

Capita raramente, che a scrivermi sia un uomo. E che uomo. Ma per ora non l’ho ancora convinto a svelarsi. Ci scrive, dunque, il nostro amico Mister X. Anzi Mister XY.

Ogni volta che leggo Meripop mi si aprono universi interi sull’argomento amore.
Dice: “Scrivi che te passa”.
Dico: “Ma non mi piace. M’annoia”.
Me fa: “Sei solo pigro. Scrivi”.
E vediamo un po’, allora.

Stamattina apro FB e mi compare il post di Meripop che parla d’amore (il che non sarebbe nemmeno più una sorpresa, ormai). La sorpresa l’ho avuta nel momento in cui ho capito di cosa si stesse parlando: cuore,
le stanze del cuore.

Eh. Capito perché non commento? Troppa roba da scrivere.

Però rifletti: sulle tue idee, le tue convinzioni, su come possa funzionare il cuore rispetto a questo sentimento che tutti cercano, tutti vogliono ma che poi alla fine, per un motivo o per l’altro, tutti odiano (escluse le rare eccezioni di coppie che stanno insieme ancora adesso dopo più di 50 anni di matrimonio, che tutti conosciamo).

L’amore. Qualcuno ha dato una definizione ben precisa di amore.
Lo definisce come quell’innata necessità di occuparsi del benessere, sia esso fisico o psicologico, della persona che si ha di fronte.

Attenzione!!! PERSONA. Non partner. Certo, perché l’amore non è solo quello che c’è (leggi dovrebbe esserci) tra due partners. Ovviamente ne cambia la natura, ma sempre di amore si parla.
L’amore, quello puro, esiste. Ed è quello che ti porta a tenertelo nel cuore nonostante le varie esperienze che ti possano capitare durante tutta la vita. Se l’amore vero non viene vissuto, verrà di conseguenza immagazzinato come evento che avremmo voluto. Ed è in questo momento che il nostro cuore apre la sua bella stanzetta, immagazzina e chiude la porta. Porta che solo la corrispondenza esatta di quell’amore sarà in grado di riaprire nonostante il tempo o le esperienze avute.
A me così è capitato.

A 15 anni conosco questa ragazza più grande di me. E’ amore. Totale. Inespresso per la timidezza di un quindicenne. Dopo due anni decido di fare qualche passo, forse un po’ goffo, verso di lei. Un anno di “un passo avanti e due indietro”. Alla fine ci riesco. Agosto 1998. 9 agosto 1998. Domenica 9 Agosto 1998. Erano le ore 19.45. Nella camera da letto di un amico. Il bacio più bello. Quello che non scordi. Quello che ti porti nel cuore per sempre. Nella stanza del cuore.
Il tutto dura  una settimana. Ancora mi ricordo il mio primo pensiero: “ Chiedevo un mese. Solo un mese per farti capire quanto tu già sia dentro al mio cuore”. Rimase un pensiero.
Da qui in poi esperienze lunghe. Dieci anni con una donna, di cui 5 di matrimonio, un figlio. Separazione. Altra relazione lunga, 4 anni. Convivendo.
Siamo arrivati nel 2014. Il solito gruppo di amici organizza un’estate in Puglia tutti insieme. Vado anche io con la mia compagna. Tra tutti, anche lei. Ancora lei. Sempre lei.

Non so esattamente cosa io possa aver potuto fare, ma devo averle smosso qualcosa. Anche solo a livello ormonale. Siamo in acqua a fare il bagno. All’improvviso mi sento una presenza che vuole salire sulla mia schiena. E’ lei. Lei che, con quell’abbraccio, ha riaperto la stanza del mio cuore.

La mia proverbiale forza di volontà vacilla. Inizia una storia clandestina. Dopo un anno lascio la mia compagna e finalmente corono il sogno di una vita. Avere una storia d’amore con lei.
E’ durata due anni. Lei non andava bene per me. O io per lei, vai a sapere.
Ora la domanda viene spontanea: era amore vero, il mio? Le altre donne con cui sono stato le ho amate veramente? Oppure non ho amato nessuna poiché amavo di un amore puro solo lei?

Leggo alcuni scrivere: “Perché in tutti questi anni non si sono dati da fare per cercarsi nuovamente?”. Semplice. A volte la vita ti mette davanti a situazioni o esperienze che ti portano a mettere da parte quell’amore inespresso o vissuto solo per poco, per affrontare le tue responsabilità o anche solo la diretta conseguenza di una tua scelta.

Ciò però non può voler dire che non hai amato veramente. O che non ami ancora tuttora.
Hai amato. Segretamente. Nella stanza del tuo cuore. E proprio perché è lì, proprio perché è solo per te, sicuramente non può che essere un amore puro, vero.

Mister XY

Atterrare su Marte ma non ancora su un uomo affidabile

mercoledì, ottobre 19th, 2016

Avverto l’utenza che lo sbarco del modulo Schiaparelli su Marte è previsto fra poche ore mentre non si hanno ancora notizie degli innumerevoli esponenti del sesso a noi avverso che per mesi e mesi ci hanno sbomballato l’anima finché, ottenuto il fatale incontro,  improvvisamente sono spariti nell’atmosfera ove presumibilmente vagano insieme alla missione Exomars della quale l’Italia a tutti gli effetti fa parte.

Dice allora mandagli tu un segnale. Infatti. Le destinatarie della sòla che di volta in volta hanno scritto copiose a questa posta melanzana, il segnale l’hanno pure mandato. Ma ecco la top ten delle 10 migliori giustifiche ricevute alla domanda

-CHE FINE HAI FATTO?

10 – Stavo giusto pensando a te ieri (non aggiunge altro: forse volendo intendere che già che ti penso con le onde gravitazionali mo’ vuoi pure che mi faccia vivo?)

9 – Scusa ma mi è caduto il cellulare in piscina e ho perso tutti i numeri (seguono altri 45 giorni di silenzio. Starà presumibilmente coi palombari in piscina a recuperare la scatola nera)

8 – Scusa ma non sono pronto –Ma per cosa? -Per una relazione troppo asfissiante

7 – Scusa ma sono out finché non si completano gli staff del governo (dice ma il governo s’è formato da quasi tre anni. E lui che c’entra, dovrebbe farne parte? Ma quandomai)

6 – Scusa ma ho un’allergia pazzesca, sono sotto antistaminico (che notoriamente blocca il pollice opponibile necessario per compulsare)

5 – Sono stato trasferito (In un’altra città? no, Meripo’, di stanza in ufficio)

4 – Ti avrei chiamata oggi (vedimo’ le coincidenze. Ma poi ti ha chiamata? no, sono passati altri 20 giorni)

3 – In che senso?

2 – Io?

1 – Chi sei?

Si sappia dunque che sì, oggi atterriamo su Marte. Ma i Marziani veri stanno qua, sulla Terra.

marziano

The Martian

 

Quelli che sono di meno, quelli di più, quelli di nascosto e Fabrizio

mercoledì, maggio 11th, 2016

Ricevo e volentieri spammo

Cara Meri,

mi ha detto mia madre che in questo periodo avevate parlato del mio compagno di scuola Fabrizio. E che anche tu ti eri interessata molto a questa cosa. Del mio compagno di scuola. Perché essere gay in un quarto liceo è complicato. E pure fuori del quarto liceo è complicato. Perché è complicato per tutti quelli che sono in pochi rispetto a quelli che sono in tanti. Soprattutto per quelli che sono di nascosto. E mia madre era preoccupata ogni volta che uscivamo con i compagni di scuola anche con Fabrizio perché il cretino che ti offende e fa scattare la rissa si trova sempre. 

Mi ha detto mia madre che prima o poi avresti voluto conoscere questo Fabrizio e sono sicuro che ci sarà occasione. Intanto credo che bisognerebbe fare qualcosa per far sentire quelli che sono di meno come quelli che sono di più. A me la politica non interessa anzi non piace proprio. Però oggi sì. Perché fa una cosa che serve anche a dire che ci sono quelli che sono di meno e vanno trattati come quelli che sono di più. E certe volte serve una legge. 

Quindi volevo dire grazie.

E grazie anche a te. 

Fabrizio 

Cuore lgbt

Ascelle e altri destinatari

venerdì, maggio 6th, 2016

Meripo’ scusa ma non ti fa strano che la gente ti scriva? Cioè, overamente, non sei curiosa di sapere Ma com’è che scrivono proprio a me, per questioni di cuore e pure per laqualunque?
Tua
Curiosa

Cara Curiosa,
ti ricordo che siamo in un Paese in cui la gente scrive alle ascelle.
E chest’è
Tua Meri

L’occasione mi è gradita per augurare a tutti un buon weekend

Spot Dove

Spot Dove

Il “per sempre” e la scienza del pollo

giovedì, aprile 7th, 2016

Cara Meri Pop,

t’ho vista sa, ieri, al Tg2. Ora, siccome alla domanda sul se esista il per sempre hai detto che in fatto di matrimoni e convivenze di solito “la seconda è quella del per sempre”, vengo qui a chiederti: come devo regolarmi io, visto che per lui è la seconda ma per me è la prima?
Grazie
Simonetta

Cara Simonetta,
adesso ci penso
Meri

Cara Meri,
non è per sfiducia nelle tue capacità matematiche ma non è che potrebbe pensarci il Professor Pi?
Simonetta

Caro Professor Pi,
vengo a Lei con questa mia perché secondo le mie statistiche di solito “il secondo è per sempre” (matrimonio o convivenza). Ma se per uno è il secondo e per l’altro è il primo? Essendomi già incartata con le proporzioni matematiche, non è Lei che avrebbe un Fibonazzi, un Pitagora, un Euclide, un qualcuno al quale attingere a portata di mano?
Sua devota Meri Pop

Cara Meri,
Ella mi pone problemi la cui soluzione è più complicata di quelli posti da Hilbert ad inizio secolo del secolo scorso, molti dei quali ancora insoluti.
Proverò  comunque a darle una risposta attingendo alle scienza del pollo a testa: la statistica.
Il problema, propone l’ISTAT non va visto tanto nei numeri piccoli (quali sono 1,2 e financo 3) ma nei numeri a due cifre del tipo 40, 50 etc, cioè l’età, in genere, nella quale si compie il secondo passo.

E dunque direi che non è il fatto di essere il secondo, a fare la differenza: sono l’età adulta, la stanchezza e forsanco la vecchiaia a fornire un collante più forte. Ma, come ancora ci assicura l’ISTAT, non necessariamente indissolubile.
Cordiali saluti,
Suo Prof. Pi

Matrimonio Forever

I 10 segnali dai quali capire che stai per cacciarti in un guaio

giovedì, marzo 31st, 2016

Cara Meri,
ma secondo te esiste un metodo per capire dall’inizio se una storia ha futuro oppure no? E soprattutto per capire che futuro? In sintesi: un vademecum anti-sòla è possibile?
Tua Vera

Cara Vera, primaVera,
secondo me manco Othelma. Però forse una google map della sòla in agguato te la possono dare le prime frasi che ti si affacciano nella capoccettabbella appena ti imbatti nell’oggetto del tuo desiderio. Il presente vademecum, a ben guardare, vale dal fumo alla Nutella, passando anche per i rappresentanti del sesso a noi avverso.
Ecco dunque i 10 segnali dai quali capire che stai per cacciarti in un guaio:

10 Non mi interessa proprio
9 Figuriamoci
8 Che poi che ci troveranno
7 Mah, proprio al limite
6 Più che sopravvalutato
5 See ciao
4 Ho già dato
3 Casomai solo una volta
2 So quello che faccio
1 Smetto quando voglio

E ricorda sempre, con Ennio Flaiano, che
“I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?”

Top ten

La prevalenza del cazzone

lunedì, novembre 9th, 2015

Cara Meri,
cerco di farla breve: perché un uomo che è -e desidera restare- libero fa di tutto per legarsi e tenerti legata a sé salvo poi, una volta riuscito dopo mesi di pressing e sms e messaggi e regali e profferte e frasi impegnative a conquistarti, non sapere che farsene di te? Me lo sai spiegare?
E perché uno che non ti interessa neanche un po’, dalli e dalli, poi invece si insinua nei tuoi sentimenti al punto da farti innamorare?
Tua Incredula Cuorinfranta ma soprattutto Incavolata

Cara mia Incredula Cuorinfranta ma soprattutto Incavolata, no.
Non so perché. Ma so che, nell’attuale panorama statistico delle mie assistite, questa è la figura prevalente per cui mi piacerebbe dire che quelli come il tuo sono eccezioni e i “normali” la regola -mipiaci ciprovo cimettiamoinsieme vediamocomeva- e invece no: il segno dei tempi è dato dalla statistica prevalenza del cazzone. E no, non c’è un termine più elegante per additarvene il profilo.

Si tratta di persone anche molto valenti al di fuori della sfera sentimentale, per carità. Di norma li si intercetta in ambienti insospettabili, dediti a professioni qualificate, stimati da colleghi e circondario. Eppure, appena si approssimano a una donna, scatta il fattore C. Scassano i cabasisi per mesi quando non per anni, non ti danno tregua, sono metodici, determinati. Poi, improvvisamente, conquistata la preda, si dileguano, si tirano indietro e si scusano. Si scusano molto. Implorano. Ma di fatto scompaiono. Lasciandovi lì. A raccattare i cocci.

No, non lo so perché. Ma so che c’è un’alta probabilità che uno così entri a far parte del nostro curriculum sentimentale prima o poi.

Jim Carrey

Dice Meripo’ ma ci sono difese? Non ne ho idea (A Meripo’ però non sai niente). Ma ci sono contromisure. Tipo chiamarlo appropriatamente. Perché anche la più nera disillusione, anche il più inconsolabile stracciacuorismo trarrà beneficio dal potersi dire, al momento della scomparsa, non già

-Mi è andata male con un uomo

quanto piuttosto

-Mi è andata bene con un cazzone. Pfiu

Di Superman, pippe e Superpippe

venerdì, maggio 29th, 2015

Meripo’  scusa,

metti che anni fa due persone si incontrino per lavoro, lui è più giovane. Capiscono subito di avere una fortissima attrazione, sebbene non accada nulla. Metti che il tempo passi, i due si sentono per le feste comandate e compleanni. Metti che però a ogni telefonata o casuale incontro si percepisca sempre che tra i due aleggia un sospeso importante ed intrigante.

Lei fa finta di nulla. Lui pure. Poi lei si sposa. Passano altri anni, feste comandate, compleanni. E c’è sempre quel filo inspiegabile che continua a legarli.

Metti che il matrimonio di lei entri in crisi, metti che lui rientri in Italia. Si scrivono, si sentono, lui le dice che rispetta la sua vita.

Metti che infine si rivedano. E ri-scatta la magìa. Ma poco dopo lui inizia con lo show, quello che tante volte abbiamo letto e sentito: sai il lavoro, sai ho appena avuto una promozione, non ti voglio perdere ma come faccio, non ho tempo. E l’ultima volte aveva anche un forte raffreddore. A volte pare geloso, fondamentalmente non lo è. E non c’è da scomodare la sindrome del martello. Ma, se vuoi qualcuno davvero, vai e almeno cerchi di prendertelo.

Ora però direi anche che basta, noo?

Forse lui vuole mostrarsi l’uomo-che-non-deve-chiedere-mai, per lei è diventato uno str.. stupidino. Quindi, oltre alle pippe mentali, ci sono anche delle gran pippe. Ecco Meripo’ questo volevo dirti.

Tua Chèrie

Cara mia,
bei tempi quando già alla seconda riga di lettera narrante le gesta di qualche esponente del sesso a noi avverso mi scattava in automatico il tasto che-stronzo. Ma stavolta son giorni che leggo e rileggo e non scatta. O almeno non scatta del tutto. E’ vero lui mo’ temporeggia e traccheggia. Però quella “impegnata” sei tu. E’ vero:  se vuoi qualcuno vai e cerchi di prendertelo. Ma quand’anche il Traccheggiatore si presentasse troverebbe in qualche modo occupata te, tesò. Questo dobbiamo dircelo.

Certo resta il fatto che, aspetta e aspetta, poi finalmente lui si decide e, mentre siamo lì a sognare sull’agognato arrivo del nostro principe quello si fa fermare da una rinite allergica. E in questo, sì, hai ragione: uno aspetta Superman ma alla fine rischia di ritrovarsi con Superpippa. Non è tanto il caso in oggetto quanto una nostra predisposizione genetica: rincorrere gli impossibili, rassegnamoci.

Tutto ciò premesso auspicherei l’acquisizione di un parere di esponente del sesso a noi avverso. Ed è per questo che lascio la tastiera al Professor Pi.
Per ora ti abbraccio
Tua Meri

Cara Chèrie,

Meri mi ha passato il tuo messaggio chiedendomi un parere. Succede spesso, a noi ricercatori, di vivere nel dubbio, è la molla che ci fa andare avanti: e anche in questo caso non riesco a trovare un indirizzo univoco. Provo, quindi ad elencarti  una serie di riflessioni che spero possano essere utili :

– Al di là della questione di età, che non mi pare rilevante, perché, se  l’attrazione (non solo fisica) era così forte e ripetutamente verificata, hai poi sposato un altro?

– Dal messaggio si evince che lui ti ha aspettato e ti è stato vicino a lungo, anche dopo la tua scelta di un altro: ma non sarà che oggi si aspetti un tuo deciso passo nella sua direzione ?

– Ti ha aspettato, ti ha pensata, ti è stato vicino. E’ come se si fosse caricato di elettricità nel tempo. Potrebbe essere che al contatto si sia scaricato ma non riesca ad accettarlo con se stesso, prima ancora che con te e per questo traccheggia?

– Che abbia solo voluto aggiungere una tacca alla sua pistola? Cioè è uno stronzo?  Sarebbe la risposta più facile e anche la più consolatoria. Ma magari non quella vera.

tuo Pi

P.S.
Chèrie qua non ne viene a capo manco la scienza. Speravo in un Teorema del Traccheggiatore, in un Postulato del Fantasmino Amoroso. Manco quello. Tocca aspettare. Perché, di questo sì sono sicura, non credo finisca qua. Facci sapere.
Tua Ri-Meri



Mamma mia che impressione

martedì, novembre 11th, 2014

Cara Meripo’, io cerco di essere superiore ma dopo un mese sto ancora schiantata. Non è successo niente di diverso da ciò che succede a tante: se n’è andato con la metà dei miei anni. Nel senso proprio con una di 25. Vorrei molto dirti-vi che me ne sto facendo una ragione e che sono una donna autonoma e che e che e che. Invece mi spiace ma hai di fronte proprio la schiappa: alcune mattine mi alzo e ancora non so come fare senza di lui. Mi fa impressione persino a scriverlo ma è così. E non so che fare.
Rossana

Cara Rossana, niente. Non devi fare proprio niente. A un certo punto arriverà il giorno in cui, praticamente a tua insaputa, tutta quest’impressione si trasformerà. Come? Già che siamo in tema di colori te lo faccio dire da Pierre-Auguste Renoir:

“Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’impressionismo“.

E chest’è, direbbe la mia amica Rossella. Aspetto il primo quadro. Intanto eccoti il mio.
Meri

Mary Poppins impressionist (foto Freaking News)