Archive for the ‘Siparietti’ Category

Atac che ti passa

giovedì, luglio 17th, 2014

-Scusi è già passato l’85?
-Si signò, ieri. Ormai regolari passano solo l’acquazzoni
‪#‎romatiamo‬

Parmigiano da Tiffany

mercoledì, luglio 16th, 2014

Poche cose danno soddisfazioni gratis come offrirsi volontariamente di recarsi da Tiffany a Via del Babuino per “dare un’occhiata per i ciondolini, vedi se c’è qualcosa da prendere per Clara sotto i 150”. Naturalmente essendoci “sotto i 150” niente, neanche il laccetto di caucciù, l’occasone mi era comunque gradita per dare almeno l’occhiata e sentirmi Audrey per venti minuti.

Ed è così che la vostra volontaria si recava, al termine di una giornata priva di altre soddisfazioni gratis ma neanche a pagamento, in quel del Babuino a farsi aprire il portone dal bonazzo di turno. Naturalmente, in previsione della visita del tardi meriggio, già dalla mattina sceglievo con accortezza nel guardaroba un dress-code “abitino acconcio” ma senza ricadute in “modalità Messa della domenica”.

Saltato del tutto il piano terra mi recavo direttamente all’ascensore (i ciondolini eventualmente abbordabili sono relegati in un anfratto del primo piano, fronte parure) come una di casa insomma, modalità per la donna che non deve chiedere mai.

Era allo schiudersi delle porte automatiche dell’ascensore che mi si faceva incontro il commesso beta (essendo l’alfa al guardaportone) che iniziava a ricoprirmi di inspiegabili salamelecchi e attenzioni. Signora prego, signora come posso esserle utile, signora si accomodi, il tutto essendo ancora all’oscuro del budget disponibile, già esaurito al terzo salamelecco e proprompendo in un imbarazzante

-D’altra parte vedo che è tra le nostre migliori clienti

Escluso che avesse potuto desumerlo dagli orecchini a forma di Mary Poppins regalatimi da Elisa e Daniele che pure adornavano i quipresenti lobi, al mio sguardo a punto interrogativo fissava il suo, di sguardo, sulla mia giugulare e sì, santocielo sì, ricordavo di aver opportunamente indossato un bellissimo girocollo loro che la mia amica Rita regalommi per uno storico genetliaco.

Sentendomi ormai appajata con la clientela storica da Liz Taylor alla Callas,  ma infine non trovando nulla, portavo il mio regale incedere verso la cassa dove il commesso-beta voleva a tutti i costi farmi omaggio di un biglietto da visita e mi porgeva contestualmente un cartonato Pineider ghiaccio, istoriato argento, sul quale lasciare i miei riveriti dati. Appostovi NOME e COGNOME rimaneva intonsa la casella TITOLO. E richiestagli una spiegazione egli, sussieguosamente, ammiccava

-TITOLO nobiliare, signora, se ne ha

Sulla reazione scatenata da quel “se ne ha” potremmo scrivere dei tomi. Vi basti sapere che ora da Tiffany di via del Babuino esiste una scheda con apposizione di mio nome cognome e al titolo troneggia un nobilissimo articolo determinativo femminile singolare: LA.

Ma è stato infine aprendo la mia borsina Hervè Chapelier Paris, comprata in liquidazione con la mia amica Mietta anni orsono per la cifra di euro trenta, che ho dato un senso ai miei venti minuti di glamour: perché sì, nella borsina Chapelier comprata a Parigi ove dovevo introdurre il biglietto Tiffany N.Y faceva capolino -giusto mentre il commesso si sporgeva con lo sguardo- il prodotto manufatto in zona terremotata e alluvionata, acquistato via mail dalla mia amica Barbara e recapitatomi giusto prima di uscire in direzione Tiffany: un dorato quarto di Parmigiano Reggiano sottovuoto.

Stato civilissimo

giovedì, giugno 12th, 2014

Municipio interno giorno. Sportello carta d’identità.
-Signò scusi ma che ha portato una foto precedente a quella vecchia?
-Ma no, certo che no
-Epperò sta mejo. Ha pure scritto che non vuole che si indichi lo stato civile…
-Esatto
-Ma quindi le du’ cose so’ collegate?? Accomplimenti eh

Una lacrima sul pigro

martedì, giugno 10th, 2014
DRIIIIIIIIIINNN
-Oh ciao come stai?
-Eh insomma, periodaccio. Con mia moglie proprio non va, non va, non va. Non so che fare
-Ma hai un’altra? Un’amante?
-Ma che dici, ma come ti viene in mente?? Lo sai che sono pigro
(Eggrazie a Carlà)

Segnali dai quali desumere che forse jelafamo

venerdì, maggio 30th, 2014

La mia amica Anto ieri sera ha dimenticato una borsa (non LA borsa, un’altra) su un autobus, su un bus della malconcia flotta Atac di Roma. La borsa conteneva, tra l’altro, analisi e documenti.

Anto, nel suo inguaribile ottimismo, ha iniziato a telefonare all’Atac giusto oggi che c’era lo sciopero. Niente, ovviamente. E mentre tutti cercavamo di convertirla a un sano bagno di realismo ecco che

DRIIIIIIIIIIIIINNNNNN

-Signorì so’ l’autista, ho trovato la borsa. Se la venga a prendere. Ah e poi dia un’occhiata a sto colesterolo che me pare un po’ alto

Essere o non tessere

mercoledì, aprile 9th, 2014

Il presente post per compensare la soddisfazione che mi avete dato col Cristo velato.
Liceo, V superiore
-Profe, prossima settimana saltiamo le sue ore perché andiamo a teatro
-Ah bene e a vedere cosa?
-Shakespeare
-Ottimo e cosa, di Shakespeare?
-Anacleto

(tenchiù a Sara)

Piccole donne crescono

venerdì, febbraio 14th, 2014

Marta, 7 anni, prepara un collage per il suo fidanzato, cuoricini e fiori. Poi va dalla mamma venuta a prenderla a scuola e……

-Bene, mamma, fatto: glielo lascio sul banco. E ora andiamo da quell’altro.

Valerì, si tu sapiv sticcos te n’aviva ì

venerdì, gennaio 17th, 2014

Circostanze nelle quali Grace e il napoletano suonano definitivi come la Cassazione

DRIIIIIIIINNNNNNN

-Uà Meripo’ ma hai visto a quella?
-Grace, quella chi?
-Valerì
-No, è uscita dall’ospedale?
-Ma quaaaand… no no sta ancora dentro però mo’ dice il giornale che quella sapeva da due anni. DUE ANNI, Meripo’, DU-E-AN-NI
-Eh Grà ma mo’ che dobbiamo fare, noi?
-Tu gli devi scrivere una lettera, a Valerì e glielo devi dire
-Che le devo dire Grà?
-Che se sapiv sticcos da due anni, mo’ la crisi di nervi non regge, scrivi Meripo’
-Va bene, Grà
-E poi le devi dire pure: Valerì, se sapiv sticcos da due anni… te n’aviva ì. Te n’aviva ì prima e no in ospedale

Valerì, io te lo dico con le buone: sientammè, ora fatti la tua bella borsina ed esci dall’ospedale. Quello s’è presentato oggi dopo una settimana coi fiori e i cioccolatini. Capisci, Valerì? I fiori e i cioccolatini, manco una visita di cortesia alla puerpera da parte del condominio. Jà, Valerì. Che come dice Grace “non sì la prima che port ‘e ccòrn” ma anche quelle si devono portare con classe. Come fossero un casco. Tipo.

Perché le donne scrivono lettere che non spediscono

mercoledì, gennaio 15th, 2014

Ristorante, interno giorno, Grace ed io

Lei indugia sul menù, ci tentano con un risotto taleggio, guanciale croccante e nonmiricordo, indugia ma poco pure lei poi guarda amaramente la signorina e ordina rassegnata, e con i segni della sconfitta in volto

-Straccètti

Intanto mi sovviene l’eterno. Problema

-Grace scusa ma quell’amore d’Oltreoceano dell’amica tua come è andato a finire?
-Uà Meripo’ e come doveva finire: m a l e
-Ah…. Nel senso che si sono lasciati?
-Nel senso che lei, dopo che quello manco più l’ha cercata, voleva scrivere pure ‘na lettera
-E non gliel’hai fatta scrivere?

Assolutamente incurante degli avvertimenti di Nino Buonocore nell’indimenticata “Scrivimi” (Se non sai come dire se non trovi le parole non ti devi preoccupare io saprò capire)

Grace mi risponde

Io ho detto “Scusa ma stamm semp co sti lletter n man? E che vorresti scrivere?” Lei ha cominciato a balbettà e io ho risposto “Sientammé, se manco lo sai spiegare a te, pensa un po’ che cosa c’è da dire a lui. Finiscila co sti lletter. E ricomincia a vivere.”

Così si chiarisce dopo anni, e finalmente, anche il titolo di quel famoso tomo che ha accompagnato parecchie adolescenze e ancora troneggia sugli scaffali di selfhelp: “Perché le donne scrivono lettere che non spediscono”: perché, signori miei, prima incontrano Grace.

L’occasione mi è gradita per riproporre dunque l’evergreen dell’autoflagellazione: