Archive for the ‘Siparietti’ Category

Una lacrima sul pigro

martedì, giugno 10th, 2014
DRIIIIIIIIIINNN
-Oh ciao come stai?
-Eh insomma, periodaccio. Con mia moglie proprio non va, non va, non va. Non so che fare
-Ma hai un’altra? Un’amante?
-Ma che dici, ma come ti viene in mente?? Lo sai che sono pigro
(Eggrazie a Carlà)

Segnali dai quali desumere che forse jelafamo

venerdì, maggio 30th, 2014

La mia amica Anto ieri sera ha dimenticato una borsa (non LA borsa, un’altra) su un autobus, su un bus della malconcia flotta Atac di Roma. La borsa conteneva, tra l’altro, analisi e documenti.

Anto, nel suo inguaribile ottimismo, ha iniziato a telefonare all’Atac giusto oggi che c’era lo sciopero. Niente, ovviamente. E mentre tutti cercavamo di convertirla a un sano bagno di realismo ecco che

DRIIIIIIIIIIIIINNNNNN

-Signorì so’ l’autista, ho trovato la borsa. Se la venga a prendere. Ah e poi dia un’occhiata a sto colesterolo che me pare un po’ alto

Essere o non tessere

mercoledì, aprile 9th, 2014

Il presente post per compensare la soddisfazione che mi avete dato col Cristo velato.
Liceo, V superiore
-Profe, prossima settimana saltiamo le sue ore perché andiamo a teatro
-Ah bene e a vedere cosa?
-Shakespeare
-Ottimo e cosa, di Shakespeare?
-Anacleto

(tenchiù a Sara)

Piccole donne crescono

venerdì, febbraio 14th, 2014

Marta, 7 anni, prepara un collage per il suo fidanzato, cuoricini e fiori. Poi va dalla mamma venuta a prenderla a scuola e……

-Bene, mamma, fatto: glielo lascio sul banco. E ora andiamo da quell’altro.

Valerì, si tu sapiv sticcos te n’aviva ì

venerdì, gennaio 17th, 2014

Circostanze nelle quali Grace e il napoletano suonano definitivi come la Cassazione

DRIIIIIIIINNNNNNN

-Uà Meripo’ ma hai visto a quella?
-Grace, quella chi?
-Valerì
-No, è uscita dall’ospedale?
-Ma quaaaand… no no sta ancora dentro però mo’ dice il giornale che quella sapeva da due anni. DUE ANNI, Meripo’, DU-E-AN-NI
-Eh Grà ma mo’ che dobbiamo fare, noi?
-Tu gli devi scrivere una lettera, a Valerì e glielo devi dire
-Che le devo dire Grà?
-Che se sapiv sticcos da due anni, mo’ la crisi di nervi non regge, scrivi Meripo’
-Va bene, Grà
-E poi le devi dire pure: Valerì, se sapiv sticcos da due anni… te n’aviva ì. Te n’aviva ì prima e no in ospedale

Valerì, io te lo dico con le buone: sientammè, ora fatti la tua bella borsina ed esci dall’ospedale. Quello s’è presentato oggi dopo una settimana coi fiori e i cioccolatini. Capisci, Valerì? I fiori e i cioccolatini, manco una visita di cortesia alla puerpera da parte del condominio. Jà, Valerì. Che come dice Grace “non sì la prima che port ‘e ccòrn” ma anche quelle si devono portare con classe. Come fossero un casco. Tipo.

Perché le donne scrivono lettere che non spediscono

mercoledì, gennaio 15th, 2014

Ristorante, interno giorno, Grace ed io

Lei indugia sul menù, ci tentano con un risotto taleggio, guanciale croccante e nonmiricordo, indugia ma poco pure lei poi guarda amaramente la signorina e ordina rassegnata, e con i segni della sconfitta in volto

-Straccètti

Intanto mi sovviene l’eterno. Problema

-Grace scusa ma quell’amore d’Oltreoceano dell’amica tua come è andato a finire?
-Uà Meripo’ e come doveva finire: m a l e
-Ah…. Nel senso che si sono lasciati?
-Nel senso che lei, dopo che quello manco più l’ha cercata, voleva scrivere pure ‘na lettera
-E non gliel’hai fatta scrivere?

Assolutamente incurante degli avvertimenti di Nino Buonocore nell’indimenticata “Scrivimi” (Se non sai come dire se non trovi le parole non ti devi preoccupare io saprò capire)

Grace mi risponde

Io ho detto “Scusa ma stamm semp co sti lletter n man? E che vorresti scrivere?” Lei ha cominciato a balbettà e io ho risposto “Sientammé, se manco lo sai spiegare a te, pensa un po’ che cosa c’è da dire a lui. Finiscila co sti lletter. E ricomincia a vivere.”

Così si chiarisce dopo anni, e finalmente, anche il titolo di quel famoso tomo che ha accompagnato parecchie adolescenze e ancora troneggia sugli scaffali di selfhelp: “Perché le donne scrivono lettere che non spediscono”: perché, signori miei, prima incontrano Grace.

L’occasione mi è gradita per riproporre dunque l’evergreen dell’autoflagellazione:

La ‘nduja oltre la siepe

martedì, dicembre 3rd, 2013

Pranzo dalla mamma, interno giorno, lei ed io. Quantità di cibo da stoccaggio ipermercato.
-Ti ho fatto il brodo, che tu chissà ogni quanto te lo fai
-Mamma non l’ho mai fatto in vita mia
-E ti ho preso i tortellini al negozio di Sabrina (è il nostro Fauchon, livelli altissimi)
-Grazie ma ti avevo detto una cosetta leggera, che devo tornare a lavorare
-Infatti, poi c’è solo una fettina di polpettone con i piselli
-Burp
-Senti, piuttosto, tu non ti fai mai sentire ma io penso sempre che ora non hai più nessuno che si accerti che la sera rincasi…
-Beh effettivamente è una delle poche  controindicazioni per chi abbia optato a favore di un divorzio, disciamo
-Eh inoltre io sono sempre un po’ preoccupata e penso spesso “E se la sera qualcuno si apposta dietro una siepe mentre rientri?”
-Mamma ma quale siepe, che non c’è manco un filo d’erba?
-Intendo dove abitavi prima, ero preoccupata prima, per la siepe. Ma anche ora
-Mamma però scusa mi hai sempre detto che una donna deve essere autonoma, che se ha una buona testa non ha bisogno di uomini
-E si, bellamia, autonoma. Ma mica sola eh. Ora però sbrigati che c’è anche la ventricina buona di papà

Non fate l’onda

mercoledì, ottobre 30th, 2013

Non so se avete visto il figaccione brasiliano che surfa un’onda di 24 metri. In piedi su una specie di Everest di acqua. E non so se avete visto proprio lui, il figaccione. Il quale, uscito vivo da cotanta impresa quando subito prima un’altra surfista ha rischiato di rimanerci secca, ha pure commentato “E’ stata fortuna. Non possiamo sapere quando arriverà l’onda”.

E’ stato però guardando il mozzafiato video che mi è tornata in mente una similare situazione. Similare nel senso che quella volta là io il video lo giravo e in acqua, alle Hawaii, c’era l’ex poveruomo. Il quale, vinta una causa, aveva girato l’assegno su un viaggio: IL viaggio. Hawaii. Storditi per giorni da bellezze di ogni tipo infine lui decideva di fare anche un corso di surf, con mio grandissimo gaudio: per l’istruttore. Al termine della settimana il poveruomo mi consegnava una videocamera dicendo

-Oggi mi porta a surfare in un posto “loro”. Mi raccomando, fai tu le riprese

I posti “loro”, cioè quelli dei local, sono una specie di Gruppo Bilderberg dei surfisti: inaccessibili ad altri. Dunque con tutta la sacralità del momento mi mettevo sulla riva e azionavo la telecamera. Davanti a me si stagliavano le immagini emozionanti di surfisti che danzavano tra le hawaiane onde, tra i quali spiccava il mio ex poveruomo. Con l’emozione del caso riuscivo a riprendere la sua performance da 10 e lode, a cavallo di una temibile onda locale. E dunque, una volta arrivati lui e l’istruttore a riva, gli correvo incontro con le braccia al collo ululando

-Sei stato bravissimo! Che stile e che performance

Ma è stato quando lui ha risposto con – Beh, peccato per quella caduta

che ho capito che il nostro matrimonio aveva le stagioni contate

Tentavo un balbettante – Ma quale caduta, caro???

prima di arrendermi all’evidenza: signori, avevo ripreso un altro.

Dunque ora conservo nella teca delle figure del cavolo anche il video impeccabile di un vattelappesca su una hawaiiana tavola da surf lì issato per venti minuti. Minuto per minuto.

Buckingham House

mercoledì, ottobre 23rd, 2013

Oggi Battesimo del royal George.

Mi è allora gradito ricordare di quando, per il matrimonio dei reali genitori, su Zuckercoso si organizzò con Roberta e Grazia la direttastriming dal titolo “Anche tu invitato al royal wedding”.

Ero in cerca di casa e un giorno chiamò l’agenzia.

-DRIIIIIIINNN -Signora Meripo’ scusi per lei andrebbe bene vedere l’appartamento venerdì alle 15?

-No, guardi, mi scusi ma io venerdì alle 15 ho il matrimonio di William e Kate.

Silenzio. Poi lui

-Signò, joo dico subito: la casa non è un granché