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Le 10 cose da sapere prima di uscire con Uno-Più-Giovane. E le 10 che imparerai da lui

martedì, settembre 19th, 2017

E adesso dopo tutto sto pippone sulla menopausa veniamo al dunque: il primo appuntamento con quello più giovane. Non starò a dirvi che la terra di Svampìa è desiderabile ma possiamo affermare che è quantomeno sottovalutata. Arriverà dunque il giorno in cui la vita se ne fregherà del vostro girovita e vi farà qualche regalo. Uno di questi potrebbe essere lui, l’UPG, l’Uomo-Più-Giovane.

Cerchiamo di capirci: dopo Brigitte è tutto in discesa. Chi ha davvero nacerta rintraccerà il precedente di Paola Borboni (siete pischelle, ok riassumo io: Paola Borboni attrice e colonna del teatro italiano che a 72 anni sposò Bruno Villar, ex operaio nullatenente alla Bialetti, aspirante attore-scrittore-poeta-tutto, di anni 30. Lei, per capirci, è colei che litigò con Renato Rascel.
Lui le disse -Zitta tu che sei vecchia e brutta
Lei rispose -Sì, ma io sono stata giovane e bella. Mentre tu alto mai.
La più grande in tutti i sensi, cisiamointesi. Lì lo scandalo fu epocale. Dopo sei anni il matrimonio finì con la morte di uno dei coniugi. Che però fu lui. In un incidente stradale.

Paola Borboni-Bruno Villar, si diceva che però fu evento di pruderie ammantata di eccentricità. Brigitte no: Brigitte, al netto delle inevitabili anche legittime critiche, ha sdoganato la maggiore età nelle istituzioni e nel glamour mondiale.

Dunque se all’Eliseo siedono a un tavolo sdoganati per governare quei 24 anni di differenza voi agevolmente potete sedervici quantomeno per cenare.

Dice -Meripo’ ma allora io perché continuo a sentirmi fuori luogo le rare volte in cui accade?

Forse per un problema matematico darwiniano: abbiamo secolami di Donald-Melania alle spalle e solo pochi mesi di Emmanuel-Brigitte da far metabolizzare al Dna e ai vicini di tavolo. Sempre consapevoli del fatto che ad aiutarci verrà inogniccaso l’effetto Harry-Sally: di fronte a due che godono della vicinanza dei propri corpi e delle proprie teste chiunque tra i confinanti a un certo punto si dirà
-Anche io quello che ha preso la signora ancheseèpiùgiovane

Giusto per non lasciare troppe pippementali all’ultimora portiamoci avanti col lavoro e con un decalogo preparatorio antiansiogeno

1 Sì, è più giovane

2 No, non siete vecchie

3 Sì, ve lo meritate

4 No, non è persempre è per una sera. Per ora

5 Sì, il conto lo paga lui. Cambia l’età non l’educazione

6 No, non vi stanno guardando: vi stanno invidiando

7 Sì, parrucchiere e tinta sì. Bianco solo se sei Christine Lagarde. E non lo siete (ah lo siete? Christine, madò pure tuà su Supercalì)

8 No, i leggings no

9 Sì a volte la sfiga si prende una serata libera

10 No, non se la prende sempre. Quindi godetevi questa

E’ tutto.

-Meripo’ come tutto? Queste sono le 10 cose da sapere prima di uscire con uno più giovane. E le 10 che imparerai da lui??

Aò e qua mica posso fare tuttoio. Datevi una mossa e usciteci.

P.S.
Il conto lo paga lui pure se siete Christine Lagarde

Harry Sally ristorante

Svampìa

giovedì, settembre 14th, 2017

Non credo si possa traccheggiare oltre: io-ogni-tanto-ho-come-delle-vampate-di-calore. Delle sudarelle. Notturne. E-anche-un-po’-di-insonnia. Inoltre mi sta venendo un ciambellino ad altezza girovita, tipo una complanare in zona. Che non se ne va neanche stando sdraiata o a digiuno. Ho cercato di addossarne le responsabilità al riscaldamento globale, al protocollo di Kyoto, al protocollo di gallina, al caffè serale e a Spritzini ravvicinati. Ma temo sia ora di ammetterlo: io-sono-in-menopausa. Lo sono di notte, soprattutto. Perché di giorno continuo a percepirmi come la giovine cazzoncella di sempre. Ma la notte no.

All’elenco di cui sopra va poi per correttezza aggiunta una sempre più crescente irritabilità, un Mannaggismo sommesso e sporadico che ormai è esploso in un Kitemmuortismo conclamato e diffuso. Anche e soprattutto di giorno. Non solo cose cosìccosì, comunque sempre accettate, mi divengono improvvisamente intollerabili ma lo sono diventate anche le sciatterie, le promesse senza conseguenze di fatti e le cialtronaggini in generale. Tutte fattispecie delle quali probabilmente anche io mi rendo colpevole. Ma è imbattendomi in quelle altrui che quel buon carattere di un tempo scompare e quella che era la mansueta e mite Meripo’ lascia il posto a una incontenibile pseudostronza.

E’ l’età. La mezza età, più precisamente. Un appuntamento temuto quanto quello col commercialista che io stessa ho voluto procrastinare allo sfinimento (quello con la mezzetà, che la commercialista santadonna poraccia). Ma che ora è qui. Neanche più davanti a me ma direttamente dentro, inside.

Benvenuta a Svampìa, terra di tinte, flavonoidi e creme idratanti.

La buona notizia è che dentro a questa qua mi trovo meglio che dentro a quell’altra, anche se l’altra era più tonica, liscia, castana e idratata.

Perché è arrivata anche l’ora di dire che quello, spesso, non era un buon carattere: era coglionaggine. E, signore mie, la lascio andare volentieri insieme al vitino da vespa. Il pungiglione, invece, teniamocelo.

Tiz cappello Viet

 

 

Il punto G, Gesummio

giovedì, luglio 27th, 2017

Pensate a quando di questo tratto di era evolutiva scriveranno: andarono su Marte, trovarono la particella di Dio, il segreto del Dna e affermarono il diritto delle donne a fare sesso anche dopo i 50 anni.

 

When in trouble go chic

mercoledì, giugno 21st, 2017

Mio padre, 84 anni, reduce da qualche problema di salute. Decide che anche mobbasta con le Terme di didoveandava e va a sopralluogare altrove.
Il direttore del candidato nuovo albergo, molto professionale, lo accompagna, gli illustra e gli mostra. Lui zitto. Quell’altro parla, descrive, magnifica. A un certo punto…

-Direttore grazie ma in realtà ho solo due domande per lei…

Quello lo anticipa e dice -Naturalmente sì, ha tutti i migliori professionisti dei servizi di cura vicini, comodi…

-Giovanotto, il barman

-Eehh?

-Il barman: voglio sapere com’è il barman. Ha esperienza? Il Cuba libre, ad esempio, come lo fa?

-Mi scusi e la seconda domanda?

-Il pianista. Avete un servizio di piano bar?

Ecco questo volevo dirvi, che mio padre è la migliore incarnazione di un principio salvavita al quale ho deciso di aderire: When in trouble go chic.(Trattasi di una variante dell’anglosassone When in trouble go big – Quando sei in difficoltà vai all’attacco)

Cuba libre

Foto da http://www.thelittleepicurean.com

L’albero cui tendevi la formuletta in mano

mercoledì, giugno 7th, 2017

Se pensate che la matematica sia complicata provate con l’amore.

Cartello albero cerco ragazzo

Il Tardellazio

giovedì, maggio 25th, 2017

E’ sempre stucchevole, oltre che inutile, mettere in guardia su cose d’amore. Anche perché, come dice Ligabue
Ho messo via un po’ di consigli dicono è più facilè
li ho messi via perché a sbagliare sono bravissimo da me
Tutto ciò premesso, alla luce della cogente e cocente attualità riterrei opportuno aprire un faldone sulla categoria di uomo Tardellazio. Il Tardellazio ha un nome innocuo che, soprattutto se non sei del Lazio, ti produce un pericoloso senso di sicurezza.

Il Tardellazio se ne resta silente mesi, anni. Tu procedi. Lui mai contraddice. C’è ma è come non ci fosse, tutto sommato una pacchia. Caro quindi io faccio. Caro quindi io vado. Caro quindi io dico. Una vita basata sul silenzio assenso. Fermo, come un semaforo (qui prodiani e guzzantiani possono fare la ola). Tu magari scazzi pure. Lui silente. Fermo. Paziente. Una sfinge. Finché un giorno, all’improvviso, il mondo ti si capovolge addosso.

Dice ma scusa mi avevi detto che mi amavi. Sì ma ora amo un’altra. E ma da quando? Silenzio.
Scusa ma dovevamo andare a vivere insieme, io ho affittato la casa, ho dato pure seimesi anticipati. Silenzio. E vuoto: perché è già scappato con un’altra o da un’altra. Un’altra parte.
Il Tardellazio è quella cosa che ti arriva direttamente la sentenza. Senza il processo. Quindi era in realtà basato sul silenzio dissenso.

Perché il Tardellazio è così: irrompe -e sbaracca- direttamente. All’improvviso. Tipo l’Etna. Senza avvisaglie. Aveva deciso diversamente. E ne ha diritto, ci mancherebbe altro. Solo che non te l’ha mai detto.

Lapilli, lava, sipario.

A wooden judge gavel and soundboard isolated on white background in perspective

(Il presente post funge anche da Pse per Martina. E per chiunque abbia un Tardellazio nel curriculum)
Inogniccaso ascoltatevi Ligabue, che fa sempre bene.

La prova

giovedì, febbraio 23rd, 2017

In ogni caso la prova più evidente che esistono altre forme di vita intelligente nell’Universo è che nessuna di esse ha mai provato a contattarci.
(Semicit Bill Watterson)

Il pianeta extrasolare di nome Cressida

mercoledì, febbraio 22nd, 2017

La notizia è che lei si chiama Cressida Dick, è nata nel 1960, è laureata ad Oxford, è figlia di una storica di Oxford e di un professore di Filosofia alla University of East Anglia e sarà la prima donna a capo di Scotland Yard. Probabilmente è questo il vero pianeta extrasolare che la Nasa dovrebbe annunciare fra un paio d’ore.

Scotland Cressida

Her Majesty and Cressida Dick

Il pianeta nel quale una donna di nome Cressida ne sovrasterà uno di nome Holmes, Sherlock Holmes (il database criminale di Scotland Yard è chiamato Home Office Large Major Enquiry System, ed il suo acronimo è HOLMES).

Qui intanto continuiamo a cercare potenziali condizioni di vita che non si esauriscano nelle quote Panda e nei pezzi di costume, possibilmente scostumati. E dal pianeta Italia è tutto.

 

Donne sull’orlo di una crisi di taxi

martedì, febbraio 21st, 2017

Vorrei che la mia sindaca, oltre a scendere in piazza con i tassisti, provasse a prenderne uno di sera, da sola. Vorrei che provasse a chiamarlo, a scrivergli un sms a implorare al centralino mentre, di notte, deve rientrare a casa da sola. E ha paura. Sì, ha paura. Perché le strade non sono illuminate e se non sono deserte sono solo il ricovero notturno di chi sta ai margini. Ubriachi, clochard, bande. Vorrei che provasse a cercare con lo sguardo un parcheggio di taxi e lo trovasse vuoto.

Vorrei che, finalmente arrivando una macchina, si sentisse chiedere “Aò, ndo deve annà? Perché io smonto e me devo riavvicinà a casa”. E se casa tua non coincide con la sua sei fregata. Il che hai il 99,9 per cento delle possibilità che accada. Vorrei che provasse cosa si prova a dover implorare un uomo di notte dicendogli “La prego, non so come tornare a casa”. Vorrei che chiunque si stia occupando di questa vicenda, prima di avere fiato in gola, avesse il cuore, in gola.

Perché alla fine il punto non è difendere le comprensibili rivendicazioni delle categorie o sapere che la mia sindaca è accanto ai tassisti: è non sapere chi sta, se c’è, accanto a me.

Taxi

Occidentali’s calma

venerdì, febbraio 17th, 2017

Credo nell’arte come metodo di risoluzione delle controversie e di guarigione dagli amarezzismi. Cosicchè ieri, vistosi che il periodo gli è molto alto nell’indice del dimerdismo, ho accettato l’invito di una delle mie archeognok e mi son diretta alla Galleria Corsini ove sono in mostra anche due gioielli di Daniele Da Volterra, solitamente chiusi in casa dei conti Pannocchieschi d’Elci di Siena, faldone Serpelloni Mazzanti Viendalmare.

Ed è stato così che, mirando interminati spazi di fronte alla Madonna col Bambino, mi è sovvenuto se non l’eterno certamente sovrumani silenzi e profondissima quiete.

Questo Daniele da Volterra, pur amico di Michelangelo, non esitò a infilar braghe a mezzo del suo Giudizio Universale quando il Concilio di Trento sconfinò nella censura artistica delle impudiche nudità. Per questo, da allora, è detto il Braghettone. Eppure, in questa Madonna col Bambino, la tetta ancillare gli fuoriuscì bel bella e colà rimase.

Danilo da Volterra Madonna

Danilo da Volterra, Madonna col Bambino, Galleria Corsini

Segno che mai nulla è per sempre. E che comunque vada panta rei. And singing in the rain (paracit).

Credo nell’arte come metodo di risoluzione delle controversie, dicevo, interne ed esterne. Credo cioè che certuni scazzamenti, opportunamente allocati, potrebbero avere esiti diversi. Intendo dire che sotto la volta scrausa di un’affrettata rigenerazione urbana gentrificata il girodiscatolismo troverebbe ulteriori motivazioni a josa, sotto a quella della Cappella Sistina no e, schiacciati dalla magnificenza michelangiolesca, anche i più feroci propugnatori del muoiasansonismo sarebbero costretti alla resa. Per cui, ad esempio, convocherei i mondiali contendenti non all’Onu ma nella Camera degli sposi.

Danilo da Volterra Isaia

Daniele da Volterra, Elia nel Deserto, Galleria Corsini

Che anche l’arrendersi può diventare soave se l’antagonista, in luogo di Mario, diventa Michelangelo.

E dunque, ora e sempre, rifugiamoci nell’immensità. E se a qualcosa dovete arrendervi fatelo lì.

Arrendersi al più grande no. Arrendersi alla grandezza sì.

(Andate, andate fino al 7 maggio. La mostra è curata da Barbara Agosti e Vittoria Romani. Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Corsini, Via della Lungara 10, Roma)