Mi rendo conto che non sia una delle questioni più in primo piano del momento ma è da stamattina che mi provoca come un peso, un’intolleranza, per meglio dire. Dunque, avendo scelto di starmene stampa-free, alle 14 prima dell’inizio delle partite, mi ha raggiunto l’alert del Professor Pi
DRIIIIIIIIIIIIIIIIINNNN
-Professor Pi come va?
-Meripo’ volevo dirti che, saltando a piè pari da pagina 1 a 17 di Repubblica di oggi, ho però incontrato la prima notizia che a mio avviso meriti a pagina 18.
In sintesi la notizia che mi comunica il laico, anzi proprio agnostico professor Pi, è questa: a Brescia c’è una bambina celiaca che si sta preparando alla Prima Comunione ma rischia di non farla perché la Chiesa vieta di usare ostie “speciali”:
«Sono stati molto gentili e comprensivi ma anche irremovibili» dice la mamma della bambina di 7 anni, celiaca e con una grave forma di diabete, che si sta preparando alla prima comunione. «Per la Chiesa, infatti, senza glutine un’ostia non è un’ostia, e non si può consacrare». Pare che senza glutine una farina non sia farina dunque non c’è panificazione. E Gesù ha consacrato pane. La Chiesa deve essere certa, insomma, che il glutine nelle ostie ci sia, per poterlo assimilare al corpo di Cristo.
Il mio pensiero è andato alla giovane older, che è celiaca ma regolarmente Comunicata. E la prima buona notizia ci arriva dalla provincia romana (più precisamente zona etruschi) nella quale, lo dico ai “colleghi” parroci di Brescia, la locale per quanto campagnola Chiesa invece le ostie gluten-free le usa, le bendice e le comunica ai Comunicandi. Avendo rintracciato poi anche svariate ditte produttrici, che non recano l’effige della scomunica, mi augurerei che l’eventuale dubbio farinaceo di Brescia possa essere al più presto corretto e ricompreso in una misericordia panificante e pacificante.
Che, cari ministri di Dio, io vi prego: è un momento difficile per tutti e chi meglio di voi sa cosa voglia dire essere in vacanza. Vacanza di sede e di certezze, intendo. Chi meglio di voi può comprendere come proprio in questi momenti ci sia assoluta necessità di credere. Credere che ancora in qualche luogo risieda il germe non di grano ma di un’intelligenza che possa rimediare almeno a questo genere di problemi mentre ben altri ne stanno lievitando.
Ve ne prego, dunque, unici ministri ancora in carica, aiutateci a rendere più tollerabile la nostra vita. A voi di Brescia è chiesto di iniziare dal glutine? Non indugiate, abbiate coraggio, fatelo. Sono tempi nei quali, senza che ve ne rendiate conto, potrebbe essere, proprio il vostro, il germe della rivoluzione della quale abbiamo più bisogno: quella del buon senso.
