Archive for the ‘Galapagos’ Category

El condor pasa. Nosostros no

giovedì, settembre 1st, 2016

Galapagos 1

‘Sta storia che “Meripo’ stavolta stai tranquilla che il viaggio alle Galapagos è tutto relax”, per quanto l’estimabile Nicki Sventola che l’ha fatto l’anno scorso sia donna di comprovata attendibilità, non mi aveva convinta fino in fondo. Diciamo che l’esperanza de escampar è durata fino a Madrid. Tre ore. Quando, fatta la tratta Fiumicino-Barajas, al varco della Policia el grupo che partiva da Roma veniva bloccato porquè no tienes la tarjeta de embarque del avion.

Inutile spiegare che la caspita di signorina Iberia di Roma aveva detto

-El ordenador sta scassado, no se preocupe che a Madrid non c’è problema anche se non avete la carta d’imbarco

La risposta di Madrid non si faceva attendere, contenuta nel vocione di una irremovibil poliziotta

-Col cavolo che passate senza la tarjeta

-Ma guardi che i nostri colleghi di Milano sono passati…
tentava di rilancio Pi con iniziale calma che però si vedeva che se stava scassando i cabasisi peggio del computador Iberia

-No se puede no se puede
insisteva quella

Era a quel punto che Carlo sfoderava il suo sorriso magico e tirava giù un fluentissimo spagnolo, Pi invece tutto il calendario dei Santi minori con incursioni in quelli ancora da beatificare.

Nada. Nada de nada

Intanto i minuti e le mezz’ore passavano. Con imbarco previsto alle 16,30 noi alle 16,10 stavamo ancora bloccati lì quando Pi, furente como el toro en la corrida, chiamava sul cellulare “Paola Darwin” del gruppo Milano, che gli assidui del quippresente blogghe ricorderanno per la partecipazione al viaggio nella Laustralia, e le tuonava

-Paola, por favor, voi che siete già all’imbarco fatevi fare hodeste cazz(omissis) de tarjete lì e portateceleqquà sennò estallo un casino che altro che la computadora di questi bischeri

Costì, alle 16,20 se presentiava dalla Policia la senorita dell’AirEcuadora con le tarjetes en bocca -davanti a tutto un consesso de poliziotti che intanto si erano radunati attorno al gruppo Roma- e ci faceva passare il caspita di posto di controllo mentre Pi, che ancora faceva florilegio di sconosciute imprecazioni di rito fiorentino, ne aggiungeva inedite altre di rito spagnolo

Y ahora el Pi que se alza en la lucha con voz de gigante gritando: Adelante! gritava pure

-VAMOS, CORREMOS che perdiamo il caz(omissis) di aereo

tipo una riedizione Intillimana di DE PIE MARCHAR QUE VAMOS A TRIUNFAR ma muy encazada

E aricostì, alle 16,31, stremati, sudati, in apnea, con la lingua di fuori e lanciando i bagagli a mano e le cazzarola de tarjete oltre el varco dell’embarco, salivamo per ultimi e al volo sul volo.

Condor delle Ande

El condor delle Ande

No ma poi a Nicki Sventola dos palabras gliele dico io eh.

Viaggiare leggeri

giovedì, agosto 4th, 2016

Il punto è che quando si viaggia con quellollà non è che puoi fare il bagaglio, devi fare il Sudoku. Dice Andremo dai cinquemila metri alla barca alla foresta, dal ManzanarrealReno. Dice Serve dalla muta al piumone, dalle espadrillas agli scarponi. E anche la torcia da testa. E maniche lunghe e corte. E pile e pareo. E non possiamo superare i 23 chili. E no bagaglio rigido. E serve il copribagaglio.

Insomma io stavo lì a maledire Rubik e il caspita di cubo. E a imbustare come fossi la Orogel. Busta cose di mare. Busta cose di montagna. Busta biancheria. Busta creme. Busta torcia, pile, adattatori e affini. Busta maglione. Busta asciugamani. Busta scarpe. Busta muta, pinne, maschera. Busta scarpette da scoglio e ciabattine. Imbustavo e sbuffavo.

bagaglio

Pop Baggage, stato avanzamento lavori

E pensavo però che fare un bagaglio è come dover fare continue scelte. E rinunce. Di cosa posso fare a meno? Un po’ quello che facciamo tutti i giorni. Ma imbustato. Ecco pensavo a questo quando a un certo punto, dicendomi che comunque fare un bagaglio è anche sognare un’altra vita e decidere con cosa vogliamo viverla addosso, mi son venute in mente alcune amichemie e amicimiei che stanno preparando ugualmente una valigia ma non potranno lasciare qui niente.

Perché dovranno portare un problema, un bimbo in difficoltà, una malattia di una persona cara o una loro. Quelli che non possono staccare mai, per capirci. Che, sul bagnasciuga anziché nel condominio, non avranno “pesi” da lasciare qui. Portati con amore e intelligenza, che ce ne vuole sia dell’uno che dell’altra. Ma sempre pesi sono.

E che nonostante questo sono in grado di vivere, e far vivere, la stagione del sole con meno nuvole e le stagioni pesanti con più leggerezza. A bagaglio sempre invariato. E senza poter mai dire “questo lo lascio qui”.

I veri, veri, viaggiatori.

Jackie Aò

mercoledì, luglio 27th, 2016

DRIIIIIINNN

-Professor Pi stavo giusto preparando il bagaglio per la crociera alle Galapagos e pensavo che finalmente potrò viaggiare modalità Jackie a Capri, sobrietà ed eleganza, insomma quel mix di moda e raffinatezza. Volevo dirti che lo apprezzo molto e ho visto dei sandalini gioiello fantastici e…

Jackie O Capri

-..Meripo’ prego. Però servono il pile, la muta che l’acqua è fredda e un bagaglio con lo stretto necessario che le cabine sono piccole. Poi  scarponi, giacca a vento pesante, cappello e guanti di  lana

-Eh??

-No è che prima della crociera facciamo una puntatina sulle Ande. Un piccolo trekking, diciamo. A cinquemila metri. Poi servono pantaloni lunghi pesanti, repellenti e calzettoni lunghi per le galosce.

-Ma sulla barca le galosce?

-No, è che dopo la barca facciamo una puntatina nella foresta amazzonica e…

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