Archive for the ‘La giovane older’ Category

Basta che funzioni

Friday, May 17th, 2013

Un grande classico: l’omosessualità secondo la giovane older.

Mia sorella mi ha regalato un anello. La cosa ha divertito molto la giovane older che, una volta rimaste sole, ha chiosato:
-Zia, sembrate quasi fidanzate
-Beh, se aspettiamo che ce li regalino gli uomini, gli anelli…
-Due donne che si fidanzano veramente sono gay?
-Si
-Ma non si possono sposare, vero?
-No
-E perchè?
-Perchè per sposarsi bisogna essere di due sessi diversi
Silenzio. Poi:
-Ah. Io pensavo che bastasse volersi bene. Se invece bisogna essere pure diversi poi non è che ci possiamo lamentare che non funziona.

La riscossa del predicato

Wednesday, May 15th, 2013

Il Paese non si sa ma è con viva e vibrante soddisfazione che posso finalmente annunciare che Passacelli e Filobotti sono salvi e con loro anche il congiuntivo e gli articoli partitivi. Mi sembrano tre punti fermi non trascurabili dai quali poter ripartire con fiducia.

Per gli amanti del genere è giusto il caso di ricordare che Passacelli e Filobotti, che in realtà sarebbero due compagni di classe della giovane older che lei ha aiutato a ripassarsi un po’ di italiano, sono ormai per me e per molti avventori di questo blogghe il simbolo di una possibile, corale rinascita nazionale. E il Prof è ormai il nostro nuovo guru di riferimento.

E’ stato proprio il Prof ad annunciare, dopo la verifica svoltasi oggi, che “entrambi sono sopra l’8. E io ho ancora il dubbio di non essermi svegliato stamattina”.

La filosofia di fondo (“zia, il prof dice che così glielo spiego con parole mie e tra noi magari ci capiamo meglio”) e il metodo (“se Passacelli e Filobotti migliorano a me alza il voto e se invece non migliorano me lo abbassa, ma non tanto”) hanno dunque dato dei frutti. Per noi, abituati al massimo ai cetrioli, è una svolta ortofrutticola epocale.

I grandi cambiamenti, si sa, spesso partono dalle piccole cose. Noi, modestamente, dagli articoli partitivi. Dunque oggi si è compiuto un passo. Un piccolo passo per Passacelli&Filobotti, un grande passo per l’umanità. (Per l’umanità ascritto a “complemento di vantaggio” – A favore di chi o di che cosa? Ma è giusto Prof? No, perché mentre lei si affanna in classe, qui invece c’è il suo bel sostituto 2.0 che fa le analisi logiche onlàin, si vorrebbe sapere se almeno sono esatte).

E quindi, dopo tante prediche, noi qui si riparte direttamente dal predicato. E se la Giovane older, Passacelli e Filobotti hanno acquistato fiducia familiarizzando con le relazioni logico-sintattiche che costituiscono la struttura della frase, io ho acquistato fiducia guardando loro. E mi sembra improvvisamente un po’ più roseo anche lo stato delle relazioni scolastico-umane che costituiscono (o dovrebbero farlo) la struttura dell’Italia.  (Mi sto allargando, eh? Vabbè, facciamo almeno la struttura del condominio 2.0 di questo blogghe).

P.S.
Permettete una ola finale a sto Prof. Che non c’è solo la Pivetti, eh.
P.P.S
E permettete che io faccia (come sto andando, prof?) anche gli auguri alla giovane older, che sta notizia arriva giusta giusta nel giorno del suo compleanno: smack, tesorodezzia

Abbamia

Tuesday, May 7th, 2013

Mentre il presidente del Consiglio dei ministri annuncia che mo’ li rinchiude tutti in un’Abbazia, la presidente del Consiglio di classe prima media, giovane older, è con viva e vibrante soddisfazione che annuncia che Passacelli e Filobotti stanno migliorando e vanno mediamente che è una bellezza.

L'Abbazia di Spineto scelta per il "ritiro" del governo

Per i nuovi avventori di questo blogghe è giusto il caso di ricordare che una ventina di giorni or sono la Giovane Older, vero guru ispiratore della qui presente zia dall’alto dei suoi undici dodici anni e del suo metro e cinquantadue, mi mise a parte del fatto che il prof  le aveva affidato un paio di compagni di classe per ripetizioni di italiano. La questione, che nella pedagogia internazionale è ascritta alla voce “educazione fra pari”, veniva dalla qui presente accolta con lo stupore tipico dei Flinstones che si approccino all’invenzione della ruota.

La filosofia di fondo (“zia, il prof dice che così glielo spiego con parole mie e tra noi magari ci capiamo meglio”) e il metodo (“se Passacelli e Filobotti migliorano a me alza il voto e se invece non migliorano me lo abbassa, ma non tanto”) pare stiano dando i primi frutti.

La Giovane Older, di sicuro, ha studiato come una pazza per essere all’altezza dell’incarico fiduciario. E dunque quando ieri le ho chiesto
-Senti un po’, ma Passacelli e Filobotti come se la passano?

ha entusiasticamente riferito:
-Bene zia. Passacelli secondo me va mooolto bene e Filobotti pure però è ansioso, ma io non sono psicologa. Però ora gli articoli partitivi li sa pure lui.

Quanto al programma, esaurite le formalità di articoli, nomi, aggettivi, verbi, avverbi, preposizioni e pronomi, si sta passando all’analisi logica ma limitata a soggetto, predicato e complemento oggetto.

Tra una o due settimane sarà il prof a fare la verifica. Tipo il voto di fiducia. L’occasione mi è gradita per riproporvi il seguente cult:

Il metodo Passacelli&Filobotti

Tuesday, April 9th, 2013

DRIIIIIIIINNNNNN

-Ziaaaaa senti il prof di italiano mi ha chiesto se posso fare ripetizioni a Passacelli e Filobotti, che dici?
-Eehh? E chi sono Passacelli e Filobotti?
-Due miei compagni di classe
-Tesoro non ho capito: TU devi dare ripetizioni e due tuoi compagni?
-Si, allora che ne dici?
-Scusa TU fai loro lezione e il prof che fa?
-Zia, Passacelli e Filobotti non vanno bene e allora il prof mi ha chiesto se le cose gliele spiego io che vado un po’ meglio. Due ore a settimana, le prime due del giovedì
-E mentre voi fate le ripetizioni il resto della classe che fa?
-Beh altre due mie compagne spiegano ad altri quattro che vanno male pure loro e il prof rispiega cose che abbiamo già fatto a chi non le ha capite bene. Poi se Passacelli e Filobotti migliorano a me alza il voto e se invece non migliorano me lo abbassa, ma non tanto. Senti allora che ne dici?
-Eh beh eh certo cheeee ehm eh maaa…
-Zia ho pensato questo: adesso Passacelli e Filobotti hanno 4, il mio obiettivo è farli arrivare a 7, basterebbe 6 ma è brutto lavorare per arrivare solo alla sufficienza, in realtà sarebbe meglio 8 ma non glielo dico perché se non ce la facciamo poi loro ci rimangono male. Il prof dice che così glielo spiego con parole mie e tra noi magari ci capiamo meglio.

Ora non vorrei dire ma secondo me sto metodo Passacelli e Filobotti potrebbe darci grandi soddisfazioni pure in altri tipi di Aule. Vabbè mo’ vedo se la giovane older ha un paio d’ore pure per Crimi e Lombardi.

La travata

Sunday, March 17th, 2013

Premettiamo che sono state giornate complesse, a tratti disperanti, soprattutto da una ventina di giorni a questa parte. La scrivente, per dire, che pure pensava di averne viste e superate, a un certo punto ha anche dubitato che si potesse trovare prima o poi una via d’uscita. E infatti era poi stato un sms dell’ottuagenario padre a dirimere la questione: “dici che non vedi via d’uscita? Infatti, non devi uscire. Devi restare. E superare”.

Ancora riflettendo su porte e sensi unici, ma decisamente rinfrancata almeno temporaneamente dallo spiraglio apertosi nei portoni di due Camere ieri, stamattina ho accompagnato la giovane older alle gare di ginnastica artistica. Dove le cose non sono andate come sperato. E confesso che, dopo tre esercizi svolti alla perfezione, quando sul finale è caduta dalla trave io ho mandato bellamente a monte anni di autocontrollo e ditini puntati su zie, genitori e parenti affranti sugli spalti di qualsivoglia tipo di competizione sportiva per emettere quel liberatorio
NOOOOOOOOOOOOOOOOO
troppo a lungo represso.

Ma è stato quando lei, assistito alle premiazioni di tutte le altre, ci ha raggiunti sulle scale che si è aperto l’ennesimo spiraglio.

Palestra, interno giorno.
-Zia, sono caduta dalla trave. Troppi punti di penalità. Non ce l’ho fatta
-Tesoro, stai tranquilla, zia la trave l’ha presa direttamente in fronte. Ma ti assicuro che, a volte, è proprio dalle grandi cadute che ci si rialza più forti
-Bene, zia, quindi?
-Quindi ci risaliamo insieme
-Bene. Però allora tu vai avanti. Che va bene che ci si rialza meglio ma se intanto inciampiamo ci reggiamo

Tipo come una specie di fidanzato

Wednesday, January 30th, 2013

La giovane older ha attraversato l’ultimo anno in compagnia della saga di Harry Potter: sette volumi per un totale complessivo di 3.678 pagine, riletture escluse. Dalla pietra filosofale, al calice di fuoco alla camera dei segreti al prigioniero di Azkaban all’Ordine della Fenice (che è il suo preferito insieme ai Doni della morte, ma è piccola e prima o poi s’appassionerà agli stravizi della vita) la pupa ha sviluppato una dipendenza assimilabile solo a Ruzzle. Con l’epilogo di una inconsolabile afflizione arrivata a pagina 3.678 e derivante dall’eterno dilemma dell’ “e ora con cosa lo sostituirò?”.

In famiglia ci si è esercitati per mesi in sopralluoghi circostanziati in libreria alla ricerca di un degno sostituto. Ho mobilitato anche l’estero -Nina a Pietrasanta, la libreria di Andrea- che pure ha offerto un momentaneo e apprezzato palliativo in un non mi ricordo cosa del Fantastico segreto ma insomma alla fine il suo cuore inconsolabile sempre là tornava.

Finché la sua mamma qualche giorno fa le ha detto (e il tutto mi è stato raccontato poco fa a tavola dalle loro stesse voci):
-Senti cara, se tu continuerai ad avere troppe aspettative su un libro, difficilmente potrai appagarle tutte. Prova ad abbandonare le grandi aspettative, affidati a quello che ti capita, cerca di prendere il meglio senza aspettarti sempre fuochi d’artificio.

E’ allora che lei si è voltata e mi ha detto:
-Insomma zia, tipo come si fa con un fidanzato?

Forchetta e cucchiaio

Wednesday, June 27th, 2012

Scusate ma oggi pomeriggio la Giovane Older ha un appuntamento importante, tipo Pirlo davanti al portiere inglese: possibilità di riuscita 50 e 50. Pirlo poi ha optato per il cucchiaio. La Giovane Older, come si capirà più avanti, ha invece un problema di forchetta.
Per l’occasione ho quindi chiesto non già alla Fata Smemorina di Cenerentola, che per carità è bravissima, ma alla superfèscion di Pinocchio, la Turchina -così ci prepariamo pure per gli Azzurri domani- di dirle due paroline.
E dunque, cara la mia Giovane, ti lascio nelle sue sapienti nonché fescionissime mani.
Zia Meri Pop

Cara Giovane Older,
mi ha detto la zia che stai aspettando una risposta e sei un po’ abbastanza agitatina in ansia. Stai tranquilla, succede anche a noi Fate. E che facciamo?
Beh, una può avere tutti i poteri magici del mondo però in certi casi serve di più usare il cervello che la bacchetta. E questo è uno dei casi. Mi spiego: una magia si può fare una volta ogni tanto. Il cervello, se ben allenato, può funzionare sempre. E anche se sono Fata ti dico che mi trovo meglio col cervello. Non tutti, cara, lo usano e lo usano bene: a volte si fermano prima, per pigrizia.

Dunque oggi, in questa busta, ci sarà scritto che tipo di pizza puoi mangiare. Che pizza, dirai! Ecco, esatto: che pizza.
Mi ha detto zia che ti piace leggere. Che pizza, dicono certi, meglio guardare i cartoni. Però, vedi? Le cose che a volte sembrano più difficili poi si rivelano anche quelle che danno più soddisfazione.

E’ chiaro che, nel caso in quella busta ci fosse scritto che la tua pizza dovrà essere senza glutine, questo richiederà uno sforzo in più. Soprattutto del pizzettaro o di mamma quando la cucineranno.
-Oh ‘a Turchì e io??? Che io non gliela posso cucinare io?
-Meri Pop, lasciamo perdere che è meglio, che non te lo ricordi che adesivo t’ha regalato la Giovane Older per la cucina? (Bacio meglio di come cucino, ndr). Meripo’, tu è meglio che la porti a cena fuori, ho certi indirizzi da darti che sono strepitosi.

Scusa cara, riprendiamo. Dicevamo che dobbiamo vedere che pizza. Questo vuol dire solo, EVENTUALMENTE, che tu avrai bisogno di cose un po’ speciali. Non è che avrai meno degli altri: avrai cose un po’ diverse, pensate apposta per te. Cioè quando noi cucineremo, noi tranne tua zia ovvio, ci diremo: “Oh bene questo è per noi e questo è per la mia Giovane Older”.
Fico, no, essere pensati sempre così? Sempre speciali. E non solo in cucina.

Tra l’altro mi ha telefonato anche Grace, che è l’amica di zia che come me è una maga soprattutto in cucina, e mi ha detto che ha delle ricette per te che in confronto Ratatouille è un principiante.

Ora devo proprio dirtelo: guarda che noi Fate tutte queste attenzioni mica le riceviamo, eh.

Bene, allora siamo d’accordo: in cucina cose speciali per bambine speciali. Il resto continua meglio di prima. Perché fino ad ora si è sempre detto che non bisognava viziarti. E invece, tutto insieme, ci sarà un foglio con su scritto: e viziatela un po’, sta bambina, e su!

Un bacio porporino con i nuovi colori della stagione fèscion: corallo e azzurro, ovvio.
Tua Turchina

La Fata Smemorina

Thursday, June 7th, 2012

Diceva la mamma di un mio amico al mio amico, quando a lui prendeva il momento della lamentosi per qualsiavoglia tipo di calamità ritenesse avversa: “Senti caro, se pensi di avere un problema fatti un giro in un ospedale. E se non ti basta fattelo anche in un cimitero”.

L’ho sempre trovato un metodo efficace per rimettere ordine nelle priorità delle lamentazioni. A questo ho pensato ieri quando ho accompagnato la giovane older a un day hospital per fare una gastroscopia. La formazione di partenza -giovane older, di lei genitori, di lei zia- si è mossa all’alba da casa e si è recata all’ospedale di riferimento, sezione d’appoggio ematologia pediatrica. La gastroscopia nei bambini prevede l’anestesia totale dunque la giovane aveva espresso il desiderio di “addormentarsi con mamma svegliarsi con zia”.

L’attesa è stata lunga, molto lunga. Ma formativa.
Alle 7,30 di mattina gli ambulatori della pediatria erano pieni. Panchine d’attesa in overbooking in ogni ordine di spalti. Età degli astanti comprese fra i 5 mesi e i 13 anni. Più i genitori. Eppure, per cinque ore, non ho sentito un lamento (fatta eccezione per un paio di urla belluine che credo fossero dovute più alla stanchezza dell’attesa che ad altro). Si consideri che in linea di massima io, che già in partenza non ho un afflato mistico con la bambinanza in genere, non faccio altro che assistere, in ogni genere di luogo pubblico con particolare riguardo per gli autobus, i negozi, i ristoranti e i cinema, a scene di ordinaria isteria molesta di piccoli ineducati tiranni che tengono in pugno torme di cresciuti, pasciuti ed esausti genitori con picchi di decibel da Guinness.

In ospedale, invece, ho visto bambini di 7 anni entrare a farsi il prelievo del sangue con una compostezza che torme di adulti nel traffico se la sognano. Ho visto bambine di 8 anni dire alla mamma prima di entrare in sala operatoria “non ti preoccupare”. Ho visto la giovane older tenere botta ore e ore e abbandonarsi solo, alla fine di un lungo interrogatorio da parte dell’anestesista a base di puntuali risposte, a un:
-Senta, vorrei sottolineare anche che io ho paura. Lo scriva

Messe a verbale anche le dichiarazioni spontanee si perveniva nella sala d’aspetto finale dove trascorrevamo altre tre ore. Che, sia chiaro, non passano mai. Il posto in lista della giovane older per la sala operatoria saltava due volte “a causa di un’emergenza: c’è un bambino che sta molto più male”. E’ evidente che a ogni slittamento la paura avanzava di pari passo ma guardandomi un po’ sperduta continuava inflessibile in un ”non importa, aspetto”. Il tempo era comunque scandito da:
-Zia che ore sono?
-Le 8,30
-Ah , ora stanno entrando
-Chi?
-I miei compagni di classe
-Zia e ora?
-Le 10
-Stanno facendo la merenda (acutizzazione del roarrrrrr roarrrr, rumore stomaco vuoto da 24 ore circa)
-E adesso?
-Le 11,30
-Fra un’ora pranzano

Insomma una mattinata sostanzialmente in collegamento spiritico con la vera vita di sè, la scuola. Che questo, anche, credo valga la pena dirlo: per i bambini, in linea di massima, la continuità di una vita normale è soprattutto la scuola. Lei l’ha interrotta un giorno ma molti dei suoi coetanei di ieri, non fanno altro che interromperla e riprenderla. Ed è una cosa che li addolora.

Infine arriva l’infermiera e la chiama. Poi chiede
-Chi vuoi che ti accompagni in sala per l’anestesia?
E lei si volta mi guarda e dice
-Mia zia

Così ci avviamo ed entriamo: tavolo, teli verdi, apparecchi, mascherine (però con i pupazzetti sul camice).
Lei si stende e ricorda anche agli astanti che
-Scusate volevo nuovamente sottolineare che io ho paura. Dell’ago, soprattutto

E qui aggiungo che, un’ora prima, alla giovane older le infermiere avevano spalmato una pomata anestetica sulla manina dove avrebbero infilato l’ago.
Le ricordo che
-Ehi, qui hai zia Meri Pop e soprattutto la pomata magica che non fa sentire nulla

Così si è tranquillizzata, l’hanno bucata magicamente, iniziato a iniettarle sta roba allucinogena, fantastica al punto che a un tratto una dottoressa mi ha guardata, l’ha guardata e le ha chiesto:
-Ma, giovane older, chi è questa bella signora (si, ha detto così, per dare soddisfazione alla pupa) che ti accompagna?
E a lei prima è uscito uno stentato
-Miazz..
Poi beatamente strafatta dalle sostanze in circolo ha sorriso a tutti, mi ha riguardata e ammiccando ha pubblicamente annunciato:
-E’ la Fata Smemorina di Pinocchio
Dopodichè ha ruotato gli occhietti ed è decollata nelle braccia di Morfeo

Io non ho figli e devo dire che, tranne qualche momento di sbandamento, vivo con grata beatitudine lo stato di childfree. Ma in alcuni, pochissimi momenti, penso a come sarebbe stato. Poi, subito dopo, mi Smemorino.

P.S.
Tornata davanti a un Google ho poi scoperto che la Fata Smemorina non è di Pinocchio ma di Cenerentola. E che, rispetto a quella di Pinocchio, è più Tata Lucia che una strafiga. Mh. Non ci sono più gli oppiacei di una volta

Basta che funzioni

Thursday, May 17th, 2012

In occasione della Giornata contro l’omofobia mi è qui gradito riproporre l’approfondita analisi che la Giovane older (ottenne) ebbe a tenere in abitacolo macchina.

Mia sorella mi ha regalato un anello. La cosa ha divertito molto la giovane older che, una volta rimaste sole, ha chiosato:
-Zia, sembrate quasi fidanzate
-Beh, se aspettiamo che ce li regalino gli uomini, gli anelli…
-Due donne che si fidanzano veramente sono gay?
-Si
-Ma non si possono sposare, vero?
-No
-E perchè?
-Perchè per sposarsi bisogna essere di due sessi diversi
-Ah. Io pensavo che bastasse volersi bene. Se invece bisogna essere pure diversi poi non è che ci possiamo lamentare che non funziona.

Tantum ergo sentimentum

Monday, May 30th, 2011

Volevo rassicurare l’utenza tutta del fatto che la giovane Older ha proceduto regolarmente alle operazioni sacramentali della Prima Comunione previste per ieri.

Le porte della Chiesa si sono aperte alle ore 11. Buona l’affluenza sin dai primi minuti, non si sono registrati incidenti né contestazioni ai seggi sacramentali per tutto lo svolgimento delle operazioni, fatto salvo un ragazzino fuori dal sagrato che saltava su una pedana senza che i suoi genitori sentissero il dovere di placarlo, compito che si assumeva volentieri il parroco, scendendo dall’altare nel bel mezzo delle operazioni e precipitandosi fuori al grido di “e mo’ basta”, così facendo fare a tutta la famiglia Addams la figura che meritava.

La giovine Older, che dalla sera precedente non ha nascosto che “zia, io mi sento un po’ emozionata, non so se è normale”, è stata rassicurata prontamente dalla qui presente: “direi di si, tesoro. Ma vedrai che andrà tutto bene. Eventualmente tu guarda zia e vedrai che ti passa”.

Senonchè, nonostante fossi assolutamente convinta che nelle vene della qui presente ormai scorre cinismo agli stessi livelli del colesterolo buono e cattivo, cioè parecchio, e non ci si può fare nulla, in realtà a un certo punto me so’ emozionata pure io. E lei, incrociando lo sguardo lacrimevole  dall’altare dove ha stazionato per tutta la cerimonia, mi ha fatto un occhiolino. Con ciò definitivamente peggiorando una situazione già insanabile: quella dello stato del mio rimmel.

Alla discutibilissima performance della catechista vorrei a questo punto contrapporre quella lodevolissima del parroco che, in controtendenza assoluta con l’andazzo a volte davvero incomprensibile della Ditta, ha permesso ai bambini che lo desideravano di poter fare la Prima Comunione anche in presenza di qualche irregolarità nella mappa sacramentale dei genitori.

Per non dire del consenso dato alla giovane older di poter far stazionare in Chiesa per circa un’ora anche la qui presente. Decisione della quale potrebbe pentirsi già al termine del presente post.

Insomma, tutto bene. Certo però al ballottaggio dell’idoneità da conseguire dopo numero tre giorni di ritiro siamo stati col fiato sospeso in parecchi. Ora ai piccoletti è chiesto di andare a Messa ogni sera per tutta la settimana, rifare la cerimonia domenica prossima col vescovo e il vestitino, rifare la processione col vestitino ma senza vescovo e adempiere a un’altra serie di incarichi che non sto qui a elencare.

Tutte cose che hanno fatto concludere alla soddisfatta ma provata giovane older che “Zia, no per carità bello tutto, eh, essissì. E a settembre si inizia il Catechismo per la Cresima. Però senti, siccome dice don Francesco che sono cose importanti e bisogna pensarci bene, che ne dici se ci penso ancora un po’, diciamo tutto l’anno? Che, voglio dire, siccome Gesù ci aspetta sempre non credo che mo’ gli viene fretta tutto insieme, no?”.