di Tina e Nello
Prosegue la saga dei nostri innamorati eroi.
L’ape operaio è troppo vendicativo per andare in paradiso. E non ci ha messo molto per mettere in atto la sua vendetta. “Se non mi dite a che altezza volete le mattonelle, io fermo i lavori. E chissà quando li riprenderò”. Sì, una minaccia di sciopero da parte di uno che, evidentemente, del lavoro che gli stavamo commissionando poteva farne benissimo a meno. O forse semplicemente l’istinto dell’ape che immaginava tante piccole celle, tipo alveare, per la nostra cucina. Nello ha tremato. Bisognava scegliere una cucina e farlo subito. Ha tremato perché conosce i miei tempi (cfr. Episodio I de “Il Grande Tinello”) e quindi se ci sono voluti anni per scegliere la casa, chissà quanto ci sarebbe voluto per scegliere la parte più importante della stessa.
Non sapevano, né Nello né l’Ape Operaio, che stavolta avevo pronto l’asso nella manica. La marca della cucina, infatti, l’avevo già scelta da tempo. Da un giorno di fine inverno in cui sentii uno dei quattro figli di papà che presentavano il Festival di Sanremo parlare di “Scatolini” (con la “t”), la più amata dagli italiani. Avevo scelto una Scatolini ben prima che lo potesse fare G.F. per il suo Tinello di Montecarlo (comunque non lontano da Sanremo). Sollevato più del dovuto, Nello già canta vittoria. “In fondo – dice – metter su una cucina altro non è che mettere tante scatole ognuna al posto giusto”. A volte bisognerebbe fare direttamente i bambini, invece che mettersi con le persone, tanto è lo stesso…
Restava solo un piccolo particolare: trovare il modello giusto, quello che dura una vita. Scelta non facile, soprattutto perché Nello non fa che dire: “Sì, ok, mi piace, prendiamola” a qualsiasi straccio di scaffale, purché si faccia presto. E così vado avanti da sola, tra una telefonata dell’Ape Operaio che minaccia di salire sul tetto del condominio e prendere in ostaggio l’amministratore e una di Nello, che si prepara anche lui per Sanremo con il suo ritorNello: “Ne hai vista una che ti piace finalmente? Guarda che ci serve per cucinare, non da esporre”. Spento il cellulare, entro in un negozio Scatolini e finalmente la vedo. E’ lì, che aspetta solo di essere portata nel Grande Tinello. Riaccendo subito il cellulare ed esseemmeesso “E’ lei” a Nello. Tacitate le rivendicazioni dell’Ape Operaio con tutte le misure del caso, ecco la mia cucina. E’ bella, ha il profumo del nuovo e il fascino dell’antico. “Sì, carina, un po’ come le altre che avevamo visto”, dice Nello. A volte bisognerebbe mettersi con le cucine, non con le persone. Perché le Scatolini sono le più amate dagli italiani. E dai Grandi Tinelli. E da me, perché so che almeno il noce italiano durerà tutta la vita.