Archive for the ‘Sentimental Pop’ Category

Nel nome del padre

Tuesday, March 19th, 2013

Auguri. Auguri a quelli che oggi gli auguri resteranno in silenzio. Auguri a quelli che li riceveranno solo per telefono. Auguri a quelli che non potranno riceverli per niente. Auguri a quelli che oggi non è il giorno della telefonata. Auguri a quelli che vivono in una macchina. Auguri a quelli che lo sono solo ogni quindici giorni. Auguri a quelli che lo sono a ore. Auguri a quelli che non ce la fanno più. Auguri a quelli che preferirebbero saltarlo del tutto, il 19 marzo. Auguri a quelli che non possono esserlo. O non possono come vorrebbero. Auguri a quelli che hanno sbagliato e pagano. Auguri a quelli che la pagano cara. Fino a non poter pagare più. Auguri a quelli che pagano caro anche per chi non la pagherà mai.  (continua qui)

Todo cambia

Monday, February 11th, 2013

“Meripo’, io ho visto la fine del comunismo, la Juve in serie B e le dimissioni del Papa.  Tutto in vent’anni. Non sono cattolico ma ti dico la verità: al mistero tocca crederci. E oggi ho pure un po’ paura”. E’ il mio amico Remo che al bar, dopo tre, ore trova finalmente le parole. Le parole per dirlo. Per dire di questo sbigottimento, confusione, disorientamento, sconvolgimento, scombussolamento, impressione, turbamento, emozione e tutto il cucuzzaro dei sinonimi che quelle cinque parole hanno innescato: il-Papa-si-è-dimesso. E, come sempre accade subito dopo uno choc, ognuno reagisce come sa e come può.

(Continua qui)

Capitol Hill e Capita a Chìst

Monday, January 21st, 2013

E’ stato mentre risuonavano avvolgenti e maestose le note di “Glory Glory Alleluiah” da Capitol Hill, Washington DC, che invece da zona Mondragone ci raggiungevano frammentarie e approssimative note e dispacci in merito a una fuga di elettorali faldoni.

E nei domestici tinelli si accavallavano sugli schermi stridenti flash di agenzia che oscillavano dalla solennità dell””Oggi continuiamo un viaggio che non avrá mai fine” (e questo era Obama) a “Cosentino fuori liste Pdl e scompaiono elenchi candidati”. (prosegue qui)

La pietà e il coraggio

Monday, January 14th, 2013

Premesso che ciascuno a casa propria fa entrare e parlare chi desidera, forse proprio questo è il punto: di chi è “la casa del Signore”? Me lo chiedo da due giorni, da quando cioè a Emma Bonino non è stato permesso di ricordare Mariangela Melato in chiesa. ”Nuove regole” ha detto il rettore della chiesa degli artisti a un già scosso Renzo Arbore che non se ne capacitava. (continua qui)

De bello pugnico

Tuesday, December 4th, 2012

Il pomeriggio post primarie si dipanava quieto tra analisi e riflessioni quando monsignor Fisichella introduceva il tarlo di un improvviso dubbio: “Ieri sera vicino a Bersani c’erano due ragazzi e una ragazza. Bersani aveva le mani libere ma chi era con lui salutava a pugno chiuso. Mi domando e vi domando: cosa c’è di nuovo in questo?”. Confesso, è il caso di dirlo, che avendo assistito in diretta al salutistico -nel senso di saluti- evento, non ero stata neanche sfiorata dall’ipotesi che di fronte a me si stesse consumando un atto che potesse minimamente aspirare a diventare oggetto di dilemma teologico e ideologico nell’evo moderno. Ma tant’è. (e poi qui)

S’io fossi essi

Sunday, December 2nd, 2012

Se io fossi Pier Luigi Bersani o Matteo Renzi avrei una dannata, fottutissima paura. Non di perdere: di vincere. Perché saprei che sto maneggiando una cosa delicata. Che si chiama speranza. Saprei che su di me centinaia di migliaia di persone vanno a investire non due euro ma un’attesa. E la speranza è merce delicata. E’ roba le cui oscillazioni possono mettere in ginocchio un Paese più di quelle dello spread. E la cui scarsità può condannarlo più severamente di Moody’s. La speranza è tipo un’energia non rinnovabile: tende ad esaurire ed esaurirsi. E come quelle energie deriva da risorse che ci hanno messo ere e Repubbliche a formarsi. Va maneggiata con cura. E rispetto. (il resto sta qua)

Ho visto cose

Sunday, November 25th, 2012

Scusate l’assenza ma poi appena posso vi dico meglio. Intanto oggi siamo qui. Con questo. Che si intitola “Ho visto cose”. E oltre tutte quelle che troverete cìè che ho visto pure il turista dalla Nuova Zelanda togliersi il cappello quando, stamattina a Piazza Santa Maria ai Monti, fotografava esterrefatto più i votanti alle primarie al gazebo che la chiesa e allora mi  ha chiesto
Ma Uozzappened tudei?
E io gli ho detto
-Tudei noi votiamo
-Ma per strada?
-Si, anche per strada
E poi ho visto Grillo rosicare… E centomila volontari che si sono alzati alle sei e faranno notte e questi manco Blade Runner l’ha visti mai.
Buona democrazia a tutti

Quelli che il video non ce l’hanno

Friday, October 12th, 2012

E dunque esiste un video che ci sbatte in faccia la violenza, estrema certo, alla quale sono sottoposti migliaia di minori contesi. Bambini trasformati in scudi umani. Esiste un video che ci scaglia addosso ciò che può accadere quando, a cascata, la mente smette di guidare l’istinto e cuori adulti feriti o malati esondano dove possono e dove sanno.Di quel video e di quell’episodio stiamo chiedendo conto, ed è sacrosanto, alla polizia, alle istituzioni e ai garanti. Esiste però un livello al quale nessuna legge potrà rendere giustizia: è quello del senso di responsabilità e della crescita personale, dell’educazione, dell’autocontrollo. Un livello che ha a che fare con ciò che ci rende più umani, non più “legali”. Di questo strazio oggi sappiamo grazie a un video. Ma quanti sono i bambini che non vogliono essere strappati via, che urlano dentro e si ribellano ma non trovano neanche un videofonino che raccolga quel dolore per farcelo vedere?

(Continua qui)

Chi oggi ha visto ricordi domani

Friday, October 5th, 2012

Qui. Così
Chi oggi ha visto il ragazzo trascinato via dal marciapiede.
Chi oggi ha visto quello a terra ripararsi il volto dalle  manganellate.
Chi oggi ha visto partire le cariche contro quelli riparati dietro ai cartoni.
Chi oggi ha visto bruciare le tessere elettorali.
Chi oggi ha visto strappare la bandiera greca. (segue)

La Wedding review

Thursday, July 12th, 2012
Avendo certificato il Cern la collisione delle particelle e l’Istat quella dei coniugi si appura che nel primo caso l’impatto genera il frammento di Dio, nel secondo il divorzio. E dunque se un diamante è per sempre il matrimonio dura al ma…ssimo 15 anni. Avendo preso atto financo l’Istat della situazione ora non si capisce perché fatichi così tanto a farlo anche il Parlamento. Su quei 15 anni di matrimonio vanno infatti aggiunti i 3 di separazione obbligatori necessari prima di poter chiedere il divorzio: si tratta del 20% in più, tipo l’Iva. Siamo dunque all’Iva di Stato sul fine matrimonio. (prosegue qui)