Archive for the ‘Santocielo’ Category

Downton Pop

domenica, ottobre 20th, 2019

Considero l’aver aperto un blog un po’ cazzaro per cuorinfranti, subito dopo un doloroso divorzio come lo sono tutti, la più bella e felice idea della mia vita.

Non tanto per il blog ma perché questo piccolo diario per i miei25lettori è diventato una comunità di persone.

Virtuali? No, immateriali semmai.

Molte sono diventate persone vere, care.
Ci sono stati compleanni, prima dell’Internet, in cui gli Auguri me li facevano in 3 (famiglia stretta, diciamo).

Oggi mi considero in pari -e anzi sovrabbondo- con tutte le eventuali CoseNo.

Quello che vedete qui sotto è uno dei regali ricevuti: Downton Abbey ti stiamo tallonando con Downton Pop.

Vorrei raccogliere tutto in un tomo, compresi video (ma che nipotine e nipotone stichespiralidose ciavete??) e diavolerievarie.

Mi ci vorrà il tempo corrispondente a tutta la serie di Games of Cosi per rispondervi.

Per ora grazie per avermi fatto sciogliere il mascara l’unico giorno in cui mi ero pittata.

(nella fattispecie in oggetto trattasi di opera di Massimo Pac)

E tanta stichespiralidosità e tanto Internet a tutte e tutti eh.

Mister Pop

giovedì, maggio 30th, 2019

Ora, Poppiane e Poppiani dellaprimaora, ma chi ce lo doveva dì a noi che saremmo finiti nell’homepage di Repubblica, sempresialodata, sotto Arrigo Sacchi?

Grazie ancora a tutteettutti, che a certi gol non ci si arriva mai da soli.

Vorrei la pelle nera

lunedì, dicembre 3rd, 2018

Confessiamolo: ciascuno di noi prima o poi sente il desiderio di lasciare una traccia di sé nel mondo, per non pensare di essere passati invano. Tra l’eterno niente che c’è prima di noi e l’eterno niente del dopo di noi, ci azzecchiamo nel mondo per una frazione di tempo, un lampo, un impercettibile e insignificante momento. Eppure inseguiamo l’idea di poterne lasciare testimonianza, “Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso”, come canta quello.

Ordunque, miei cari, si pensi a quegli ardimentosi del Comune di Codroipo che, incaricati di redigere un nuovo regolamento per l’asilo nido locale, improvvisamente si illuminano, reciprocamente si guardano e vedono il lampo del proprio genio rischiarare il buio dell’anonimato: sì, lasceremo una traccia ai posteri pure noi.

E decidono di consegnarsi alla storia così, con una firma. Sotto alla frase “è vietato ogni riferimento alle diverse culture o alle culture di provenienza degli alunni”. E cioè mobbasta giocare coi bambolotti con la pelle nera.

Sono lontani i tempi nei quali Nino Ferrer, conscio del fatto che mai avrebbe raggiunto le vette canore di James Brown e Wilson Pickett, implorava invece a squarciagola VORREI LA PELLE NERA.

Darwin, perdonaci.

Balle mortali

giovedì, ottobre 11th, 2018

Verrebbe da denunciare Charles Darwin per pubblicità ingannevole, appena si arriva all’ultima pagina di “Balle mortali”. Verrebbe da chiedergli, in subordine, cosa intendesse per evoluzione della specie o cosa abbia potuto portare una civiltà entrata nella più innegabile era di progresso a prendere i rivoli dell’involuzione. E’ il terzo libro di Roberto Burioni che, lo dico subito, è persona a me molto cara. E col quale mi intrattenevo in amabili conversazioni scritte su Rossini, Mozart, i nodi della cravatta e altre piacevoli cose della vita. Finché un impetuoso e spero temporaneo vento lo ha portato, come la Poppins, a doversi occupare dello sminamento di notizie false e tendenziose riguardanti la scienza. Mi auguro di poter presto riprendere con Rossini.

Tutto ciò premesso le 184 pagine del libro non sono invettive anti-somari: sono storie. Un bambino morto per un’otite curata con l’omeopatia anziché con gli antibiotici, una brillante manager morta per aver curato il suo linfoma con la Nuova Medicina Germanica (no, neanche io avevo mai sentito nominarla e purtroppo non si tratta della ricetta economica della Merkel), una bambina va in coma diabetico perché trattata con vitamine anziché con l’insulina e ancora persone morte di Aids che avrebbero potuto salvarsi ma alle quali fu fatto credere che “l’Aids nemmeno esiste” e molto altro, purtroppo, ancora, comprese le vicende di Stamina e della cura Di Bella.

Balle mortali. Propinate, nella quasi totalità dei casi, da medici. Sì, medici. Non ciarlatani qualunque. Ed ecco che, caro Darwin, mi verrebbe proprio la curiosità di potertelo chiedere: perché?

Perché persone colte, preparate, sulla cui intelligenza nessuno poteva dubitare, si sono fatte abbindolare così, al punto da rischiare la propria vita e nella maggior parte dei casi perderla?

Burioni trova una risposta non su “Science” non sulla Treccani non sui tomi scientifici che pure quotidianamente spulcia (e che affollano i riferimenti bibliografici finali). No: la trova nel De bello Gallico.

Giulio Cesare, in Gallia, ha avversari forti e temibili, sono pronti a dare battaglia e vorrebbero trovarsi di fronte un esercito di Romani debole e spaventato. Ai Galli arriva la falsa notizia della debolezza del nemico. Ci credono immediatamente. Sono forti. Ma subirabbo una catastrofica sconfitta. Perché, avverte Cesare, fere libenter homines id quod volunt credunt. Gli uomini credono volentieri in ciò che desiderano. Non in ciò che è vero.

Pensiamoci. Non è ciò che ci accade ovunque? E, con conseguenze fortunatamente meno catastrofiche, anche in amore?

Il libro lancia, alla fine, anche una sorta di riscossa civile: le fake news ormai ci travolgono quotidianamente. Ma quelle in campo medico posso ucciderci. E’ un nostro dovere smascherarle.

Il magico potere del riciccio

martedì, settembre 4th, 2018

Lo so, siete in quella fase in cui vorreste imbracciare la katana e rendere Uma Thurman una principiante. O forse in quella in cui vorreste affogarvi nel barattolo della Nutella mai più riemergendone. E’ stato a sbomballarvi mesi, forse anni, con promesse, illusioni, miraggi, assaggi, tiraemmollaggi. All’inizio manco ve ne importava molto. Poi ci siete cascate. Ma vi ha veramente fregate quando s’è dato. E’ così: la terra gira intorno al sole, la forza di gravità si percepisce davvero dopo i 50 e taluni spariscono appena arrivano al traguardo.

Matematicamente, però, tutti ricicciano. Anche Cocciante ci mise in guardia: “Non si perde nessuno”, cantò fra un cervo a primavera e una cornuta d’inverno. Non ci credemmo. Sbagliavamo. Perché fa parte delle leggi della fisica: Nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si riciccia. Si ripropone. Come il peparuolo mbuttito.

Uno dei nostri primi fari, a rischiarar le tenebre dell’iniziale smacco, fu: Jennifer. Jennifer che, al riciccio di Brad con un tristanzuolo invito a cena, mentre s’asciugava lo smalto sulle unghie a katana, disse

Grazie ma non ho tempo

Brad che l’aveva mollata per Angelinagiolì, eh, non per pizzaeffichi.

Eppure. Eppure qualcosa rimane, evidentemente, tra le pagine chiare e le pagine scure e pure tra quelle mezzeemmezze della vita, e confonde i suoi alibi e le tue ragioni e viceversa. Perché dopo due anni da quel Grazie-non-ho-tempo e dopo che le labbra le avevano entrambi spedite a un indirizzo nuovo, oggi Jennifer e Brad pare che forse sì, lei il tempo l’abbia trovato e, complice la villa di Clooney su quel ramo del lago di Como che altri Promessi sposi accolse, forse ricicciano.

E qualcosa rimane, dunque. E prima o poi qualcuno riuscirà pure  a spiegarci perché. E cosa sia un legame e come possa sopravvivere pure ad Angelina. Cercando una parola mi viene in mente “intimità”. Se ne può anche andare l’amore ma spesso è lei che resta: l’intimità. Questa:

Non è intimità
ciò che scopre o tocca.
È intimità
ciò che, anche a distanza,
lega.
E. Sayfadaki Gondelirer

 

Stadio dell’evoluzione del mondo

giovedì, giugno 21st, 2018

Ieri le autorità iraniane hanno permesso per la prima volta alle donne di assistere a una partita di calcio in luoghi pubblici.

E solo per la partita Iran-Spagna, sia chiaro.

Ma “se tutto va bene potrebbe essere il preludio per l’abolizione generale del divieto per le donne negli stadi” ha detto l’avvocata Tayebeh Siavoshi. 

Eccole qua, belle e agguerrite.

E ricordate sempre che “L’evoluzione è troppo lenta. Non contate su di lei per l’eliminazione delle assurdità”.
(grazie ad Andrea Draghetti per la foto e per il tifo evolutivo)

E lucean le stelle. Italiane

venerdì, aprile 20th, 2018

Il 17 agosto 2017, mentre la maggior parte di noi capta il sole in spiaggia, un’onda gravitazionale viene captata nei laboratori Ligo (negli Usa) e Virgo (in Italia). A ricevere l’allerta sullo smartphone c’è Marica Branchesi: legge e avvisa 95 radiotelescopi di tutto il mondo. E’ grazie a questo “link” tra fisici e astronomi che, in 4 ore, tutte le antenne inizieranno ad orientarsi verso quella parte di cielo. Ed è così che a quel punto verrà scoperta l’onda gravitazionale generata dalla fusione di due stelle a neutroni.  Di lei avevamo già parlato qui.

Lui invece è Giuliano Testa, del Baylor University Medical Center di Dallas ed è il capo del team che ha messo in piedi negli Usa il primo test clinico sul trapianto di utero, su dieci donne affette dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, o MRKH, una rara malattia genetica per cui si nasce senza utero.

L’articolo che spiegava il valore di Giuliano Testa lo ha scritto proprio la donna che ha ricevuto quell’utero e che nel 2017 ha partorito un bambino. “L’esperienza – ha raccontato dopo il trapianto – non è stata priva di delusioni. Ma nonostante le avversità il dottor Testa è stato un pilastro di forza e affidabilità, e la sua sicurezza è stata contagiosa”.

Oggi tutti e due entrano fra i magnifici 100 più influenti del mondo secondo il Time. Bello esserci con due scienziati. Due scienziati così. Stelle di punta della ricerca nel mondo.

Bella, ciao

venerdì, settembre 22nd, 2017

Sulmona, settembre 1943. Guerra intorno e nazisti alle calcagna. Rosina Spinosa, contadina abruzzese con un compagno e due bimbi piccoli, non ci pensa neanche un attimo a salvare la vita di Len Harley, giovane soldato inglese: gli apre la porta di casa e lo nasconde in soffitta.

“Non l’abbiamo fatto soltanto noi – dice Rosina 47 anni dopo – tanta gente del paese ha aiutato quei poveretti. C’era appena stato l’armistizio e dal campo erano scappati in molti verso le montagne”.
Sapeva quel che rischiava?
“Sì, ma siamo gente di buon cuore. Avevo 21 anni e due figli piccoli, mio marito era in guerra. In cuor mio speravo che se fosse accaduto a lui qualcuno avrebbe fatto altrettanto”.

Il fatto è che oggi, grazie a Skype, Rosina Spinosa in Abruzzo e Len Harley a Billericay, nell’Essex, si sono rivisti. Quasi 95 anni lei, 98 compiuti lui.  “Quando i loro visi sono apparsi sugli schermi dei computer, i figli raccontano che mentre si sorridevano e salutavano con la mano gli occhi sono ritornati brillanti”.

La storia la racconta oggi Repubblica e la trovate qui. Lui, scampato il pericolo e finita la guerra, non ha mai smesso di cercarla. Nel 2009 è andato fino a Sulmona, nelle montagne in cui lei l’aveva nascosto. Ma lei era in America. Alla fine, dopo 74 anni, ce l’ha fatta.

Forse Skype non è stato il modo migliore per rivedersi, le chiede Cristina Nadotti di Repubblica
“Lo uso sempre per parlare con le mie nipoti in America, ci sono abituata. Però ho pensato che vorrei vederlo di persona. Len ha continuato a ringraziarmi anche adesso, a ripetere che avevo rischiato la vita per lui”.

E lei?
“Gli ho detto che non avrei potuto fare altrimenti”.

Mentre si cercano prove dell’esistenza del Molise intanto leggetevi quelle dell’esistenza dell’Abruzzo. E del cuore, del gran cuore, dell’Italia.

Ragazza e soldato

Foto Repubblica

L’albero cui tendevi la formuletta in mano

mercoledì, giugno 7th, 2017

Se pensate che la matematica sia complicata provate con l’amore.

Cartello albero cerco ragazzo

La vita, all’improvviso

venerdì, gennaio 20th, 2017

C’è qualcosa di più. Qualcosa più della gioia, dell’orgoglio, del sollievo, della gratitudine e della commozione che ci prende a rivedere e rivedere ancora questa foto, questo video.

Io non riesco a guardare altro da ore e ogni volta che lo vedo comparire postato e ripostato, cioè in continuazione, lo apro e lo riapro da capo.

Forse in quel bambino tirato fuori così, come fosse un altro parto, estratto da quella caverna a mani nude, con la gioia incontenibile di quelli che lo rimettono al mondo, c’è un po’ di ognuno di noi: ognuno di noi nel momento esatto in cui sembra tutto perduto. Quando ci sentiamo precipitare in un gorgo scuro, mentre tutto intorno è, comunque, morte e distruzione.

E invece No. Che la vita è già un miracolo. Ma la vita all’improvviso di più.

 

Terremoto bimbo salvato