Archive for the ‘Tacco 12’ Category

Ricomincio da tre

Monday, May 13th, 2013

Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia.

E’ l’Alberoni alla vinaigrette, Frédéric Beigbeder, che traccia l’ameno percorso. E dunque oggi che questo blogghe compie tre anni, si deve necessariamente prendere atto voi ed io che ci siamo. Vi risparmio la pausa di riflessione. Dovremmo chiuderla qui e tanti saluti, anche scusandomi per l’ultimo anno di noia.

E dovendo continuare con l’esame di coscienza poi sto tizio dice che
L’unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta?

Cioè capite? Siete sempre così felici di cliccà st’indirizzo e trovare la stessa che vi aspetta? Dice ma scusa tre anni fa qua sopra eravate quattro gatti mo’ siete migliaia. Embeh che non lo sapete che la dimensione non è tutto?

E poi quello continua:
Quando le dite “ti amo”, lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo

Ecco. Quando cliccate mipiace lo pensate sempre? E sto momento dello sforzo? La stitichezza sentimentale sta già a livello Euchessina?

E poi arriva la mazzata finale:

Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l’amavo più.

Insomma è dall’inizio che è una e una sola la domanda che vi devo fare ed è questa: vi rasate ancora, prima di aprire sto blogghe?

P.S.
Lo sapete si che c’è il momento serio dei ringraziamenti? E lo sapete che non so, davvero, da dove caspita iniziare? E lo sapete, ancora, che avevo provato a fare pure un elenco ma è diventato tipo quello delle cose da mettere in borsa per il weekend, interminabile in rapporto allo spazio disponibile? Comunque si, ce l’ho proprio con te. Hai capito benissimo. Si, si, si, proprio tu.

Donne

Friday, May 3rd, 2013

Si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle con altrettanta ilarità- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Democrazia dal basso. Verso l’alto: la minigonna

Tuesday, February 5th, 2013

Ha cinquant’anni pure lei. La minigonna. Una rivoluzione in dieci centimetri. Quelli sopra al ginocchio che quella gonna scopriva.

Mary Quant, accreditata come l’inventrice, andava ripetendo a tutti che “né io né Courrèges abbiamo avuto l’idea della minigonna. È stata la strada a inventarla”. Un’anticipazione della democrazia diretta, partecipata, dal basso o per meglio dire dal basso verso l’alto.

Tra scandalo ed entusiasmo la povera Quant ha avuto il suo bel da fare nel difendersi dalla qualunque. Tipo il fatto che «Nelle nazioni europee dove vengono vietate le minigonne nelle strade, dicendo che sono un invito allo stupro, non comprendono l’uso delle calze».

Pensavo a Mary Quant mentre poco fa andava in onda in tv un servizio su una mostra allestita a Roma per i cinquant’anni della mini. E pensavo che le rivoluzioni nascono tutte, si, da un atto di ribellione. Ma quelle delle donne hanno, di norma,  il pregio di farlo senza imbracciare fucili. Tipo questa. Che ha cambiato la storia accorciando un orlo.


(non lo so perché a un certo punto il testo diventa tutto in neretto, ho provato a toglierlo ma persiste. non so, non vorrei stesse iniziando una rivoluzione dal basso verso l’alto della tastiera)

Hoops

Saturday, January 26th, 2013

Non so da dove partire per invidiarla. A sta ragazza qua.

Hula hoop bag - Chanel

Donne sotto le stelle

Sunday, July 8th, 2012

Le ho conosciute tramite i socialcosi. In tre facciamo 120 anni ma circa la metà so’ miei. Più o meno. E le ho conosciute dopo. Dopo di allora. Di allora che fu uno dei miei punti più bassi in carriera. Nel senso di morale a terra. E dunque per loro io sono questa. Sono Meri. Pop.

La più pischella era di passaggio a Roma, venerdì sera. E che fa una pischella dipassaggiarroma? Dico io si vedrà con le tinegers. Invece avverte l’altra semipischella e la qui presente che
-Allora ape insieme
L’ape è l’aperitivo. Ho già avuto modo con la semipischella di venirne a conoscenza in gaffes precedenti.
Ho provato a invocare un
-Ma vedetevi fra voi, care, che io esco tardi
Gnente. Prima hanno alzato il tasso alcolico dalle 19 fino a chiusura locale poi finalmente, con simultaneo barcollo, si sono trascinate da nonna. E dunque ci siamo attovagliate nell’afa dei 34 gradi delle 21 da Angelina: loro reduci già da un paio di Neri d’Avola e Chardonnay ne hanno aggiunto un altro, io biretta chiara e ringraziate che non avevano il rosolio.

Che hanno da dirsi un 30-40-quasi50? Non avete idea. Non avete la più pallidissima e astemia idea. Dalla catastrofe di una prossima apertura di Louboutin a trecentometri dalle nostre carte di credito, passando per la spendingreviù che la semipischella s’era scolata prima dei Pinot neri, a una serie di parole in inglese di economia che le due si sono scambiate in assenza di qualsivoglia mia reazione, limitandomi io a ondeggiare il capoccione tipo come fossi a Wimbledon a guardare ste due Williams della finanza, non trascurando nessun tema dello scibile umano planetario.

Approdando ad argomenti più accessibili (double S, sesso e scarpe) ho potuto finalmente fare la mia figura. Per le scarpe.

Piper Heidsieck - Christian Louboutin

Il punto è che, pur tenuto conto del tasso alcolemico delle due -che a metterle nel palloncino l’avrebbero fatto esplodere- con le semipischelle mi sembrava di stare proprio nel posto e nell’amicizia giusta.

Sorvolando su un
-A Meripo’, qualche sera fa il Tg1 ha mandato un filmato di repertorio in cui ti inquadravano o meglio inquadravano tua zia, madredimisericordia ma che capelli avevi?
per il resto mi hanno fatta sentire financo so posh (dice la semipischella). Figa, tipo.
Quanto al capello della zia è quello che il professor Pi definisce “il periodo dei capelli alla sora Rosa” del quale si pregia esser stato l’esecutore testamentario prima che poi io incontrassi la mia pischelletta punk che mi ha portato allo splendore Pop punk attuale.

Vi dico che non so se sia stata più la biretta o più le due ma a un certo punto di quella serata così femmina, profonda e perfetta, io mi sono percepita allineata con Saturno pro, e con tutti i pianeti pure, nel raggiungimento del nirvana.

Ed è stato mentre le accompagnavo al taxi, pianificando una prossima trasferta a Milano e un immediato sopralluogo ai saldi di Jimmy Choo a Roma ma solo per capì di che caspita di scarpe con la stella lucente stavano a parlà, che ho pensato: forse forse un po’ je l’avemo fatta, a risalire. Sui tacchi. Anche.

E poi, andandomene a casa, tra i Fori illuminati, mi è apparsa nelle orecchie Nina. Simone. Che mi cantava “Here comes the sun”. Sotto alle stelle.

Here comes the stars, o yeah.

(se avete 3 minuti e 43 regalatevela: so posh)

Pazza idea

Friday, June 1st, 2012

Lui ce l’ha per il futuro io ho un’idea pazza per il presente:

Le giuste

Tuesday, March 8th, 2011

Oggi siamo tutte qui.

Con questo.

 

Segnali di inarrestabile declino dell’Universo

Thursday, February 10th, 2011

Le unghie per San Valentino

Dov’è la vittoria le porga la chioma

Wednesday, February 9th, 2011

(San Valentino -5)

La mia piccoletta punk si è innamorata.

Me lo ha detto complicemente in un orecchio mentre affondava la mia pensosa e appena tinta capoccella in un lavabo. Tanto che all’inizio pensavo di aver capito male e ho tentato di offrirle un’altra possibilità.

“Non ho sentito bene, sei rimasta imbottigliata?”
“No, Meri, mi sono innamorata”
Uno dei problemi dei ventenni di oggi è questo tipo di diabolica perseveranza. Però è anche vero che, in vita mia, mai mi era capitato che durante lo shampoo, ma manco alla permanente o ai colpi di sole, il coiffeur ritenesse di mettermi al corrente della piega che stava prendendo non la mia testa ma il suo cuore. E dunque nello sbigottimento della seconda passata di Pantene ho rilanciato:
“Oggesù, e come è stata la dinamica dell’incidente? E soprattutto: ti sei -già- fatta male?”
Poi con crescente entusiasmo: “Meri, e tu lo conosci pure!”.
Io questa ragazza la frequento da poco e la adoro da sempre ma non mi sarei mai aspettata una chiamata in correità così presto. Ed è a quel punto che mi sussurra nello spumeggiato orecchio il nome e l’identificazione logistica del moroso rispetto alla mia frequentazione dei locali e dei negozi del quartiere. Al che, effettivamente, non mi resta che certificare la botta di fortuna.
“Ossantobalsamo per le mie orecchie. E mo’?”.
“E mo’ alzati che ti asciugo”
Che in effetti ’sti ventenni sono pure abbastanza disincantati.
Accende il phon poi, cercando di sovrastare la portata eolica dei 2000 kw, mi illustra i dettagli del frontale. A quel punto, essendo passati neanche due mesi dal manifestarsi della prima sintomatologia, le chiedo:
“Ma quando dici innamorata intendi proprioooo??”
E lei: “Intendo quella cosa che è come i viaggi che fai tu: è scomodo, da paura e in certi momenti te ne pentirai pure. Ma purtroppo è tardi: perché tu, mo’, ormai vuoi andà solo avanti. E solo lì”.

Che se ami non è mai finita

Friday, January 28th, 2011
“L’ultimo tentativo, se è vero amore, è sempre il penultimo”.

E’ che ieri notte due notti fa stavo in giro e ho incontrato due mie amiche. Su Fèisbuc, eh. Una aveva postato il virgolettato che sta qui in cima e l’altra le aveva scritto sotto “verissimo”. Undici parole in tutto.

Ora sarà il mio stato di prostrazione post-Dancalia, sarà il post-ribolo che ormai ci circonda,  non lo so. Però mi è successa una cosa strana: che a trovarmi lì, a osservare quelle due donne (belle, toste, intelligenti quindi presumibilmente anche, a tratti, sole) scambiarsi quel piccolo cenno di intesa e solidarietà notturna senza bisogno di dirsi neanche una parola, io ci sono rimasta inchiodata davanti. Volevo aggiungere un commento ma non l’ho fatto. Per non disturbare. 

Che si dice che le donne parlino molto. Ed è vero. Ma le cose importanti, tra loro, sanno dirsele soprattutto in silenzio.

E questa è una: che se ami non è mai finita. Che non vuol dire che l’amore non finisce mai: vuol dire che, finché ami tu, l’amore non ti molla (l’amato magari si, eh, però). E che “stavolta basta” è spesso solo un’intenzione di voto, di vuoto anche. Che riempiamo con un’altra porta lasciata socchiusa, in attesa di sbatterla. Ma magari la prossima volta.

Ecco, pensavo che quando una donna ama davvero potrebbe farlo all’infinito. Per fortuna e per statistica ci pensa la controparte prima o poi a restituirci a noi stesse.

Però pensavo anche che spesso davanti a certi uomini diciamo, come davanti alle sigarette e alla Crema di gianduia di Marilla, ”smetto quando voglio”.
Perché l’amore è una dipendenza. E di fronte alle dipendenze si mente. Non è “una mancata verità che prima o poi succederà”: è proprio una bugia.
Che continueremo a ripetere. Perché “cambia il vento ma noi no”. E quindi no che ”non andiamo via”. Là stiamo: un passo oltre l’ultimo tentativo.

E  se è vero che “lasciano una scia le frasi da bambine” lo fanno purtroppo pure quelle da cretine. Di norma una scia di lacrime. E qui siamo ancora nei grandi classici intramontabili. Ma con lodevoli, apprezzabili nonché sempre più numerose eccezioni.

Però sapete che pensavo, anche, leggendo le mie due amiche ? Che, ”nelle sere tempestose” le donne non chiedono più “portaci delle rose”: le rose, Fiorè, hanno imparato a scambiarsele da sole.

(Grazie a Betta e Francè)

P.S.
Ah e “quello che le donne non dicono” mo’ se lo scrivono. Anche su Fèisbuc.