Archive for the ‘Fare’ Category

La base

martedì, gennaio 23rd, 2018

E’ stato alla fine della visita di quell’altra Napoli, quella sotterranea non meno emozionante di quella che sta ncoppa, che la nostra guida ci ha fatti sbucare in un teatro greco romano inglobato, nel tempo, dint’a nu palazz e che un giorno all’improvviso è spuntato da un “basso”, più precisamente dalla cantina della signora Filomena (no, non lo so come si chiamava ma Filomena ci sta bene). In sostanza Filomena metteva ad asciugare provole per la parmigiana dove presumibilmente Nerone si esibiva con la cetra. Entrambe manifestazioni artistiche di unacerta, sia chiaro.

E dentro quella che fu la Summa Cavea, nel dopoguerra si stabilirono financo una falegnameria e una pizzeria. Proprio spuntando nei locali della Cavea-forno si trova ancora oggi l’insegna “Da Sofia” che non era la PhiloSophia ma proprio la pizzeria della signora Sofia sulla quale campeggia la scritta

“Mangiate oggi e pagate fra 8 giorni”

Da Sofia teatro-pizzeria Napoli

Un sistema per rimettere in moto l’economia nel dopoguerra in un Paese e una città ridotte allo stremo. I salari erano settimanali, ci spiega la guida, e dunque la prima pizza si offriva gratis e quando la persona passava a pagare quella prima le si offriva la seconda e così via.
-Per garantire a tutti quella che noi napoletani chiamiamo la base
-E quale sarebbe la base?
-Pizza e caffè: non può essere che qualcuno non possa permettersi neanche questo. Pizza e caffè, cioè il minimo, la base, proprio.

E’ stato a quel punto che mi son ricordata che ci trovavamo nella stessa città che ha inventato -sempre durante la Seconda Guerra Mondiale- ed esportato un concetto sconosciuto nel resto del mondo: il caffè sospeso. Bersi il proprio caffè al bar e lasciarne pagato anche un altro per qualcuno che verrà dopo e non può permetterselo.

Pizza e caffè. Non pane e acqua. Pizza e caffè e cioè aggiungere, con poco, gusto alla base della vita. Che è come dire vogliamo il pane e vogliamo anche le rose. Ma c’è, a Napoli, un concetto in più: sentirsi responsabili in prima persona di ciò che hanno o non hanno gli altri.

Pizza e caffè sospesi non chiedono “alla politica” “alle istituzioni” “all’economia mondiale” “al Comune” acchivvipare di intervenire per risolvere una disparità: intanto mettono mano al borsellino e lo fanno.

Non è gentilezza. Non è carità. Non è bontà. E’ uno dei gesti politici più forti che esistano: darsi una mossa per primi, senza aspettare che prima accada qualcos’altro.

Che sì,effettivamente, è la base. La base del vivere insieme.

Il nostro primo Natale insieme

venerdì, dicembre 22nd, 2017

La prima volta che ti ho visto è andata nel solco della tradizione dei grandi amori che si annunciano: per carità, mai e poi mai, non ci penso proprio.

La seconda volta ti ho ignorato. La terza anche.

Tu, imperterrito, non demordevi. Mi osservavi e non fiatavi.

Finché è arrivata la prima volta, quella in cui ti ho guardato diversamente. Eri lì a poca distanza da me e sentivo l’aria cambiare al tuo passaggio. Anzi sentivo proprio l’aria arrivarmi.

Sì, non siamo tipi da colpo di fulmine. Siamo piuttosto tipi da colpo d’aria.

Ed eccoci qui, arrivati al nostro primo Natale insieme.

Chi l’avrebbe detto, pochi mesi fa, che saremmo arrivati fin qui, così? Un corpo e un’anima, in una brezza leggera.

Auguri con tutto il cuore a tutte e tutti.

Ma soprattutto auguri a noi: le ragazze che passeranno il primo Natale… COL VENTAGLIO. Le ragazze di Svampia.

Palla Meri

Indossalo ancora, Sam

lunedì, dicembre 18th, 2017

Sette settimane e 50 passaggi: tanto ci vuole per creare un Borsalino.
Basta invece una foto, questa, per capire cosa sia un mito. E per capire che dolore sia leggere che “la Borsalino è fallita”.
Indossalo ancora, Sam.

Borsalino

Casablanca

Battaglie

giovedì, dicembre 14th, 2017

La storia è fatta di persone che fanno della propria vita una battaglia. Ma oggi scriviamo un pezzo di storia e di civiltà grazie a chi è stato costretto a fare anche della propria morte, una battaglia.
Dopo molti anni, molti rinvii e incalcolabile dolore il Biotestamento è legge dello Stato italiano.

Biotestamento foto Ansa Giuseppe Lami

foto Ansa Giuseppe Lami

Code Girls, le ragazze che fecero la storia e che la storia ha nascosto

martedì, dicembre 12th, 2017

Mentre Alan Turing decifrava “Enigma” per stanare i nazisti al di là dell’Atlantico, circa undicimila donne stavano decriptando il codice dei nemici in tutta l’America.

E mentre Richard Feynman veniva reclutato come uno dei fisici più promettenti dell’America per lavorare al progetto Manhattan in un laboratorio segreto a Los Alamos, la sua giovane moglie Arline gli scriveva lettere d’amore in codice dal letto di morte. Lei morirà di tubercolosi poco dopo, a 25 anni. Ma aveva deciso di sfidare così la censura militare. L’amore, vedi certe volte.

Nel frattempo altre migliaia di donne arruolate nel Paese si cimentavano con i codici militari: e diedero un contributo fondamentale per la vittoria della Seconda Guerra mondiale.

Eroiche e infaticabili come le matematiche nere della Nasa che contribuirono alla corsa nello Spazio e come loro (prima che Il diritto di contare le facesse uscire dall’oblìo) ignorate per settant’anni fino ad oggi. Fino a quando cioè si è incaricata Liza Mundy di raccontare le loro storie nel libro “Code girls, The Untold Story of the American Women Code Breakers of World (New York, Hachette Books).

Code girls

Una marea di donne crittografe. Che venivano contattate dal governo di Washington e sottoposte a stress test e colloqui: solo le migliori furono arruolate in segreto, quelle che dimostrarono di avere supersoniche capacità di calcolo matematico e di conoscenza delle lingue -che dall’intersezione fra le due cose nasce un crittografo-  ma dotate anche di memoria.

Liza Mundy ne ha intervistate una ventina ancora vive. E a lei raccontano di aver ricevuto solo due domande, nella prima lettera di contatto, come quella che arrivò ad Ann White nella posta del College in Massachusetts (lo racconta Anna Popova qui):
Did Ann White like crossword puzzles, and was she engaged to be married?

Le piacciono i cruciverba? Ed è per caso in procinto di sposarsi?

Le donne che fecero l’impresa. Quelle che, per dirne una, nei giorni precedenti il d-day crearono e inviarono falsi messaggi ai tedeschi per depistarli dal vero luogo dello sbarco in Normandia. Quelle senza le quali avremmo scritto un’altra storia. E delle quali la storia non si è mai occupata. Le Code Girls.

Code girls2

Ann Caracristi, far right, oversaw an Army code breaking unit when she was 23. Foto NYT

II matrimonio è democratico

lunedì, novembre 27th, 2017

Mettetela come vi pare ma prìncipi, condòmini o regine, il destino matrimoniale è immutabile e democratico: “24 sera dai miei, 25 dai tuoi”.

Harry Meghan

Harry e Meghan presto sposi

Giornate

sabato, novembre 25th, 2017

Questa foto.
E’ la foto più lunga della storia: per farla ci abbiamo messo circa quindici giorni: 14 giorni 23 ore e 55 minuti per trovare e scegliere ciascuna un paio di scarpe rosse adatte alla circostanza e 5 minuti per far scattare gli Andrei.
E’ stato uno dei momenti umanamente più belli in (omissis) anni di lavoro (e, fidatevi, so’ parecchi).
Le femmine. Che cosa meravigliosa.

Sul fatto poi che nel 2017, arrivati sulla luna su Marte e dentro alla particella di Dio, ci sia bisogno di una Giornata internazionale contro la violenza sulle donne stendiamo un velo pietoso. Darwin, da questo punto di vista sei ‘na sòla.

Donne salto

Il mistero Da Vinci e la sfera che non riflette

giovedì, novembre 16th, 2017

Diciotto minuti e 47 secondi: tanto è durata la trattativa all’asta per aggiudicarsi a 450 milioni di dollari il Salvator Mundi, l’ultimo Leonardo Da Vinci ancora in mani private. Diciotto minuti e 47 secondi di rialzi. Un tempo infinito per una cifra infinita: da Christie’s savansandir. “18 minuti e 47 secondi di gara e il frastuono finale con l’applauso liberatorio. Il martelletto del battitore interrompe la tensione fermandosi a 400 milioni. Che significa (diritti d’asta compresi) un assegno di 450,312,500 dollari” racconta oggi Paolo Manazza sul Corriere.

L’opera più cara della storia porta il nome del genio italiano per eccellenza. Ma, attenzione, pwerché quel Cristo con una mano benedicente e l’altra che tiene un globo, che Leonardo dovrebbe aver realizzato a Milano poco prima di abbandonare la città, nel 1499, forse non è manco suo. Guardate la sfera: perché non riflette la luce?

Salvator Mundi sfera

 

«Il vetro o il cristallo solido -osserva Walter Isaacson che di Leonardo ha scritto una biografia- producono immagini ingrandite o invertite se si tratta di una lente. E invece Leonardo ha dipinto quella palla come se fosse una bolla di vetro vuota in cui la luce non si riflette e non distorce l’immagine che si vede dietro la trasparenza». Questa sarebbe «un’anomalia sconvolgente» per uno scienziato che «stava studiando i fenomeni ottici e di rifrazione della luce». Dan Brown scansati proprio.

Il mistero della sfera si infittisce e arrivano interpretazioni di ogni tipo: “secondo alcuni, il globo potrebbe essere un tipo di quarzo trasparente da secoli elemento di interesse esoterico. Per Christie il maestro non avrebbe riprodotto l’effetto ottico semplicemente «per evitare distrazioni».

Cioè me state a dì 450 milioni di dollari e forse questo s’è portato a casa una crosta?

Salvator Mundi

Strade senza ritorno

mercoledì, novembre 8th, 2017

Aggredisce e manganella i giornalisti di Nemo. Davanti a una telecamera. Con sfrontatezza e con la certezza di tantoammecchimetocca.

Ora però se uno così resta davvero impunito la cosa non è solo grave: diventa una strada senza ritorno.

E buona Giornata, ragazze

mercoledì, ottobre 11th, 2017

Ogni 5 minuti una bambina o una ragazza nel mondo muore a causa di violenze
1 su quattro si sposa prima di aver compiuto 18 anni
22 milioni di ragazze sono sposate con un uomo adulto
63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali
130 milioni non vanno a scuola

Per quanto riguarda le ragazze cresciute
496 milioni di donne non sanno né leggere né scrivere
solo una su 2 ha un lavoro retribuito
sono il 70% dei poveri e i 2/3 degli analfabeti nel mondo
solo il 14% ricopre posizioni professionali direttive
sono il 10% dei seggi parlamentari e il 6% delle cariche ministeriali.

E buona Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze.

Afar school

Scuola Afar in Dancalia

(La foto è la nota positiva: quella che vedete è una scuola della tribù Afar, in Dancalia. Nonostante le condizioni di vita decisamente ostili, scuola e istruzione sono garantite a dispetto di tutto il resto)