Pillole di pensieri spaiati, tra alti e bassi. Soprattutto fragili. Perché non sempre basta un po' di zucchero ma a volte la leggerezza di quello a velo aiuta.

L’amore? C’è o non c’è

Di tutto quello che ho letto sulla scomparsa di Toni Morrison, della sua grandezza e del suo risplendere a dispetto delle condizioni date, c’è una cosa che mi ha colpita e cioè il fatto che il suo primo libro lo ha pubblicato a 40 anni e fino ai 30 non si era affatto interessata alla scrittura. “Morrison aspettò quarant’anni prima di pubblicare –scrive Matteo Persivale oggi sul Corriere della sera– per lo stesso motivo per il quale Riccardo Muti ha spiegato che aspettò quell’età prima di dirigere per la prima volta la Nona di Beethoven. Perché “per certi temi non bisogna guardare alla propria maturazione tecnica ma alla propria maturazione come esseri umani. Semplicemente, per andare così in profondità, doveva aspettare. Vivere”.

Perché, ammonisce anche la Sacra Bibbia “Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo”. Per andare in profondità doveva aspettare, vivere.  Il nostro enorme caspita di problema è riconoscere quel tempo e non imporre il nostro: saper aspettare è il nostro traguardo più difficile.

E lei, che ha fatto di bellezza e amore i fari di una vita, costruita sul buio dell’apartheid e dell’oppressione, è la stessa che a un certo punto ha detto: “Tu sei la tua migliore cosa”.

E che ha racchiuso in una frase la misura di tutto:

“Il tuo amore è troppo grande, disse (…). «Troppo grande?» disse lei, pensando alla Radura, dove gli ordini di Baby Suggs facevano cader giù i ricci dagli ippocastani. «L’amore o c’è o non c’è. L’amore piccolo non è amore per niente.».


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La rivoluzione degli educati

“La maleducazione è arrivata molto in alto. La nostra freddezza li ha lasciati lavorare. Adesso la ribellione spetta a noi. Non si era mai visto nella storia: la rivoluzione degli educati”.

Auguri Franca Valeri.

E a tutti gli educati.

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AstroPop, il re Leone. E la leonessa Charlize

J’adore Charlize. Falcata felina, portamento aristocratico, come ogni Leone che si rispetti la mai dimenticata ragazza dello spot del Martini è naturalmente regale come la sua cattivissima regina Ravenna e altrettanto forte e generosa come la sua regina Furiosa (vedi alla voce Biancaneve e il Cacciatore e Mad Max, Fury Road).

Magnifico, munifico, predisposto al prestigio, il Leone è un protagonista nato: come il Sole che lo governa si pone al centro dell’universo, che benefica con il suo calore e la sua generosità purché il suo primato naturale, il suo essere il migliore non venga in alcun modo messo in discussione e sia dato per assodato. Così, come per diritto divino.Nulla infatti, gli fa saltare la mosca al naso più del mancato riconoscimento del medesimo, cosa che rischia di farlo scivolare in quella superbia di cui è spesso accusato e che ritiene un peccato di lesa maestà: c’è che il Nostro si sente come Luigi XIV e proprio non si fa una ragione del perché la sua assoluta eccezionalità non sia un fatto acquisito universalmente e per sempre. Mentre il Capricorno è un sovrano che vuole sudditi, il Leone ama avere una corte che lo onori. Se la trova, risulta il più amabile e benevolo dei re, se gli manca può anche mostrarsi terribile.

Proverbialmente amante della grandeur e cultore del bel gesto, come è noto gli piace spendere e spandere, senza curarsi delle proprie riserve auree e a volte trovandosi – nel suo più totale stupore, perché Lui non si abbassa certo a una cosa così low level come il controllo dell’estratto conto – senza un soldo. Di grande coraggio e dotato di una energia inarrestabile, sa proteggere i suoi – la sua famiglia, il suo clan, i suoi valori – a ogni costo ed è in linea di massima tendenzialmente monogamo. Anche se, piacendosi molto e avendo il gusto della conquista come riflesso di sé, non disdegna scappatelle e liaisons dangereuses, che in ogni caso non ritiene configgenti con il legittimo matrimonio che, salvo casi di palese flagranza, non pensa comunque minimamente a mollare, perché la famiglia è famiglia: sappiatelo ragazze (e ragazzi) che frequentate clandestinamente Leoni e Leonesse. Fra i segni più orgogliosi dello Zodiaco, c’è una cosa a cui non potrebbe mai rinunciare, ed è la dignità, che per lui è cosa sacra e a cui molto difficilmente abdica anche nei momenti più duri. Perché un Re, se deve subire, lo fa sempre a testa alta: il Nostro, piuttosto, si spezza, ma non si piega.

Per il Re dello Zodiaco la spinta di Giove. E un compleanno con gran colpi di fulmine (e di Sole)

Reduci da tempi di che li hanno portati a cambiamenti e a lenti ma netti consolidamenti professionali e personali – anche chi si è trovato un nuovo partner ha reso duratura la relazione – per tutto il 2019 i Leoni sono sostenuti dalla forza benefica di Giove che accende la loro energia, il loro protagonismo e la loro creatività, dotandoli di spirito di iniziativa e di idee anche innovative e brillanti. Il punto, però, è che devono fare attenzione a non esagerare perché Urano, il pianeta dei cambiamenti improvvisi e repentini è in posizione difficile dal Toro e li spinge a colpi di testa – magari proprio perché si non si sentono abbastanza considerati o ritengono che il loro valore non sia riconosciuto – di cui magari possono pentirsi in un secondo momento anche perché si trovano dall’oggi al domani senza coperture. Forti di una notevole carica di ottimismo, rischiano di non vedere inciampi e intoppi che possono bloccare la loro corsa verso le magnifiche sorti e progressive. E rischiare un bel capitombolo.

Con Marte nel segno fino a Ferragosto, festeggeranno un compleanno pieno di energia e voglia di vivere, e questo vale sia per chi va in vacanza sia per chi rimane in città. Con Mercurio retrogrado in Cancro fino all’ 11 agosto, dovranno però fare attenzione a situazioni non chiare, piccoli intoppi, ritardi se hanno affari o trattative sospese. Ma dopo Ferragosto le cose tornano a muoversi per il verso giusto e se si attendono nuovi contratti o una conferma professionale, potrebbe essere quella la fase giusta per ottenerli.

E del resto, con Venere nel segno dal 29 luglio, l’amore va a tutto gas: c’è una gran voglia di giocare l’adorato gioco della seduzione e di vivere ardenti passioni sotto l’ombrellone, in viaggio o sui cucuzzoli montani, sia per chi è in coppia da tempo, sia per i single incalliti. Ma attenzione ai fuochi di paglia e a prendere fischi per fiaschi, perché quelli che sotto il Solleone possono sembrare incontri per la vita, con l’arrivo di settembre possono dileguarsi senza fare un plissé.

Sicché, Leoncini nostri: seducete pure, ma occhio ai colpi di Sole

Per sempre vostra

Maga Bagò

 


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Agosto, partner mio non ti conosco, anzi ti lascio proprio

L’amore è con noi. Ma la statistica no. E agosto, signore e signori miei, pare sia il mese in cui ci si lascia di più. Agosto è o non è il mese della vacanza? Che non a caso etimologicamente significa “essere privo di titolare”. Agosto è mese vacante. Perché succede? Prego la regìa di agevolare il contributo video (e alla regìa c’è la splendida Cinzia Lucchelli mica pizzeffichi)

(Comunque alla fine, pensateci, per certi viaggi accade ciò che succede per certi amori: bellissimi prima, terribili durante, piacevoli da ricordare quando finiscono, guardando le foto con un sospiro di sollievo). Aloha, genti vacanti. (qui su Repubblica e qui sotto su Youtube)


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Parlami d’amore Meri Pop: forse vince chi fugge, mai chi deve solo rincorrere

Forse in amor vince chi fugge, raramente chi è condannato solo a rincorrere. E chi di noi non ha nel curriculum un disperante inseguimento?

Nel fondamentale trattato che vi attende oggi su Repubblica Live tratteremo l’esistenza di una legge attrattiva tipo Pianeti-col-sole, una forza di gravità sentimentale che incolli a noi qualcuno e della fondamentale differenza con l’accollo.

Poppiane e Poppiani, in edicola mai nelle ore più calde. Stamattina, per esempio.


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Un pochetto

Cara Meri,
volevo scriverti su “Repubblica” ma avrei bisogno di un poco di zucchero ORA. Vado a riassumere: sono due anni che siamo passati dalla modalità ex compagni di classe a “Ma chi l’avrebbe mai detto che ti avrei riscoperta così”. Passione e struggimento. Per un mese. Poi lui aziona il freno a mano. Io vorrei-non vorrei-ma se puoi. Io posso, invece, Meri. E’ lui che evidentemente non può. Intendiamoci, non è che sia fuggito: è che c’è di meno. Ma quando c’è… Mi dico che comunque è una cosa bella, sarebbe peggio non averla. Però… Però a me non basta. Io vorrei l’intero. Non un pezzetto.
Potresti darmi un kit di sopravvivenza per l’estate, intanto? Poi a settembre vediamo che fare. Eventualmente.
M.

Cara M.,
spesso pensiamo che la cosa peggiore che possa capitare in amore sia la fattispecie “non corrisposto”. Gli anni mi hanno insegnato che, invece, c’è una condizione ancora peggiore: quello corrisposto un-pochetto. Un pochetto è l’unità di misura che non ci consente di soffrire abbastanza da lasciar perdere. Un pochetto ci tiene comunque legati. Appesi, per meglio dire. Un pochetto ci consola. Un pochetto tutto sommato ci tiene compagnia ogni tanto. Un pochetto ci offre anche grandi momenti. Ma un pochetto non ci basta. Questa è la sua maledizione. Perché non ci nega l’obiettivo: ce lo fa intravedere. Ma non ce lo fa mai raggiungere.
Frustrante, molto frustrante.
E allora vedi, M., io il kit non ce l’ho. Credo invece che lo abbia tu. Perché c’è un criterio universale e infallibile sul quale misurarsi: relazioni buone fanno stare bene, relazioni di merda fanno stare di merda. A ciascuno decidere dove si trovi ora. Il kit non ce l’ho ma un consiglio sì. E stavolta non è il mio, ma della mia amica Tamara Viola. Che qualche giorno fa, su Zuckercoso, si è autoprescritta “Tieniti lontana da tutto ciò che è poco”. Tieniti, e teniamoci, lontane pure da tutto ciò che è un-pochetto. Tanto, l’abbiamo capito, sulla lunga distanza non funziona. Regaliamoci un’estate in cui provare a stare bene, intanto.
E chest’è.
Meri

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Parlami d’amore Meri Pop

Basta con questo disfattismo. La tua anima gemella c’è ed è là fuori. Insieme a sette miliardi di persone. Distribuite su cinque continenti. Supponendo che sia viva. E che sia single.

Potremmo in ogni caso ingannare l’attesa ciacolando davanti a un Moscow Mule rinforzato, come piace a Anto Zazie. Per Patrizia meglio un bianco ghiacciato. Volendo anche uno Spritz ma senza cannuccia sennò Franca ci cazzia. Nicoletta, stavolta niente limonata.

Vi aspetto OGGI lunedì 15 alle 19 a Roma al Teatro Marconi (Viale Guglielmo Marconi 698) per Aperitif d’autore.
Fuori, nel salottino. Con Tiziana Sensi. E Cupido (forse).

La locandina stichespiralidosa è opera di Andrea Dotti.


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Se desiderando

L’hai desiderato e aspettato tanto. Finalmente eccolo lì, alla tua portata. Ed è allora, mentre ti avvicini desiderosa, che il tuo occhio devia sulla Nuova Collezione. L’unica, nuovamente, a prezzo pieno.
I Saldi, altra grande metafora dell’amore.

Hilda Glasgow


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Tutti a Fano

C’è il mare, ci sono dei ristoranti che lèvati, ci sono i libri, ci sono i lettori, ci sono le scrittrici e gli scrittori, c’è pure Lino Guanciale, ma una che altro deve fa’ per invogliavi?

Da domani Flavia Fratello e Laqquippresente saranno a Fano, a PasSaggi Festival.

Vi aspettiamo ogni giorno alle 18 (prima al mare) nella ex Chiesa di San Francesco per incontrare:
Giovedì 27 Daniela Collu aka Stazzitta “Volevo solo camminare”
Venerdì 28 Angela Frenda “La cena perfetta”
Sabato 29 Maria Venturi “Cuore matto”
Domenica 30 Luciana Castellina “Amori comunisti”.

Giovanni Belfiori , stay pronto? (Flaviè ma non abbiamo manco una foto insieme al mare? Questa, a Fano, è dell’anno scorso, opera di Lorenza Bolelli).

E ricordiamoci sempre che “gli amanti dei libri non vanno mai a letto da soli”. Ecco, sì, consoliamoci così. Aloha.


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Peggio dell’essere esigenti c’è solo…

Amiche e amici innamorati, la parola -e il guaio- del mese è Esigente. Quante volte ve l’hanno detto? Eh ma quante ne vuoi… è una vita dura, quella dell’esigente.

Ma ce n’è una ancora peggiore: quella di chi si accontenta.

Ora però c’è un rimedio: Il rimedio del cucchiaio di salsa. Ascoltare per credere. Qui. Su Repubblica.it.
E buon ragù a tutte e tutti!

La vostra quippresente ha una rubrica mensile su Live in cui risponde alle vostre lettere. Il prossimo numero è in edicola il 27 giugno -domani- con Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX e gli altri giornali locali del Gruppo Gedi.
In caso di emergenza…. carameripop@gmail.com


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