Pillole di pensieri spaiati, tra alti e bassi. Soprattutto fragili. Perché non sempre basta un po' di zucchero ma a volte la leggerezza di quello a velo aiuta.

Buongiorno

Buongiorno. Oggi non ammazzateci, grazie.

Tags: ,

Categoria: ricordare |  No Comments | 

Scusate se resisto

Quando ho visto Paola Cortellesi annunciare ai colleghi inglesi del grande studio di architettura made in London “Beh io torno in Italia” ci ho rivisto Grace. Stesso sconcerto dei colleghi inglesi, stessa nostalgia sua.

Quando la Cortellesi l’ho vista spacciarsi per l’architetto Bruno Serena, rinunciando ad essere Serena Bruno per poter presentare un piano di risanamento architettonico di Corviale, Roma, ho pensato a Shylock, che per altro avevo seduta accanto.

Quando ho visto vomitare di nascosto una delle architette nel megastudio romano, ho pensato a tutte quelle che ancora devono firmare dimissioni in bianco e assicurare che No, non tengo e non terrò mai famiglia.

E quando ho visto Lunetta Savino sacrificare la sua vita per vivere all’ombra del suo capo, essendo lei la vera mente e suggeritrice delle strategie urbanistiche, ma relegata ufficialmente a portargli caffè e distribuire bottigliette d’acqua alle riunioni, ho visto e rivisto una schiera di silenziose ancelle ombra che passano la vita a rendere celebri altri, a coprire le loro cazzate, a intestarsi i loro fallimenti.

E’ un film da ridere. Ed è un film da piangere. Soprattutto non è un film: c’è tanta verità. Vera è Serena Bruno alias Bruno Serena, nata “ad Anversa, no non quella del Belgio, quella degli Abruzzi”, capofila di tutti quei cervelli e cervellesse in fuga dal Bel Paese per arricchire di soldi e intelligenza il mondo salvo poi follemente decidere di tornare  in Italia arrabbattandosi alla meno peggio. Vero è il progetto di Chilometro verde

la riqualificazione di Corviale approvata dal Comune di Roma e realizzata da un architetto donna che esiste veramente e si chiama Guendalina Salimei. Vero, e particolarmente figo da quando si è separato è Roul Bova-Francesco, omosessuale con ex moglie e figlio a carico, che ci porta con sé nella corsa a ostacoli di un surrogato di omogenitorialità.

E vero è quel senso di rivincita, di riscatto, di rivolta che Serena-Bruno-Serena mette in moto in tutto il cast fino all’ultima fila di spettatrici e spettatori del cinema. Che davvero alla fine ti alzi dalla poltrona con un unico intento programmatico: mobbasta. Mo’ veramente basta.

Non è un film femminista: è un film mobbastista. Dunque potete andarci anche se, adagiate sulle conquiste pagate da quelle di prima, ora siete libere di dire “Basta femminismo”. Lo capisco, la parola non entusiasma neanche me e pure il contenuto avrebbe bisogno di una cura d’urto. Purché si tenga comunque presente che “la sfida delle ragazze del Basta femminismo” rischia di infrangersi al primo conato di vomito da gravidanza di una di loro in uno studio notarile, legale, di architettura e quant’altro.

Magari ne riparliamo quando dovrete spacciarvi per altri, maschi, per poter arrivare da qualche parte. Scrivere al posto loro. Mettervi in ombra per non destabilizzarli. Accollarvi le responsabilità dei loro fallimenti lasciandogli sempre il proscenio illuminato. Costituire l’alibi preferito per i loro personali insuccessi. A casa come al lavoro.

Non so dove vogliate arrivare e con quali mezzi, ragazze. Intanto -per vedere qualcosa di ciò che potrebbe aspettarvi- cominciate con l’andare al cinema. Magari anche a Corviale.

Tags: , , , , , , , ,

Categoria: Andare, Rievoluzione |  4 Comments » | 

Samantha in the sky e in the smile

Partita

Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura

Samantha Cristoforetti - Foto Esa

(Sapete che hanno scritto su Twitter? “Ecco solo una Donna può sorridere in questo momento. Grande onore” RG)

Tags: , , , ,

Categoria: Di tutto un po' |  No Comments | 

E se è una femmina si chiama già Futura

Partirà domenica alle 21.59 ora italiana. La sua missione, battezzata “Futura”, durerà sei mesi ed è stata realizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con la NASA. Destinazione ISS, Stazione Spaziale Internazionale. Lei si chiama Samantha. Samantha Cristoforetti. Ed è la prima astronauta italiana.

Sul socialcoso quell’altro si chiama @AstroSamantha. Se volete andare in orbita potete farlo seguendola. Intanto oggi è arrivato il taxi:

Il taxi di @AstroSamantha - Foto via Paolo Attivissimo

Ora sarà perché sono reduce da Interstellar, sarà perché ogni volta che la vedo apparire mi entra in scena con il sottofondo di Lucio Dalla “Futura” ma questo sembra proprio un anno spaziale. Che davvero “chissà chissà domani su che cosa metteremo le mani” e pure i piedi. E “se si potrà contare ancora le onde del mare e alzare la testa”.

Si, domenica sarà “una notte di fuoco”.  Nella quale chissà quanti nostrifigli nasceranno. “E chissà come sarà lui domani, su quali strade camminerà, cosa avrà nelle sue mani. “Si muoverà e potrà volare” ma soprattutto, come Samantha, “nuoterà su una stella”, come sei bella. E se è una femmina si chiama già Futura.

Tags: , , ,

Categoria: Andare, Rievoluzione, Santocielo |  No Comments | 

Se tu sei, ancora, con me

Auguri Paolè. Ovunque tu sia

“Se tu sei con me”. Bach. Ma Bach lei, Anna Magdalena.

Tags:

Categoria: ricordare |  No Comments | 

Lo sparo nel buio

Ogni volta che lo rifanno io lo riguardo. Si chiama “Erin Brockovich” ed è un film del 2000 con Julia Roberts, una madre di tre figli, single, precaria senza arte né parte che alla fine porta alla sbarra e inchioda la Pacific Gas and Electric Company, una multinazionale potentissima che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Ma del titolo del film mi ha sempre colpito il sottotitolo: “Erin Brockovich – Forte come la verità”. E in questi anni, quando le (e gli) Erin Brockovich di Casale Monferrato son riusciti a portare alla sbarra i responsabili delle morti per l”Eternit, ho aspettato il finale del film di Steven Soderbergh, un finale nel quale la giustizia trionfa perché è come la verità: forte.

Invece no. Noi non siamo Erin Brockovich, non lo siamo ancora. Perché il mesotelioma pleurico cova per decenni in silenzio “ma da quando si sveglia ci vogliono in media 306 giorni per morire”, dice oggi a Repubblica Nicola Pondrano, capo dei delegati sindacali Eternit.

“Il tumore è un colpo di pistola che ti colpisce al cuore 30 anni dopo essere stato sparato”. Quando l’omicida ha avuto tutto il tempo di sparire. Dopo aver sparato, indisturbato. E la verità sarà pure forte. Ma non abbastanza, evidentemente.

Tags: , , , ,

Categoria: Fare, Rievoluzione, donne toste |  No Comments | 

Le vibrazioni

Come a qualcuno degli utenti è noto, qualche tempo fa ho adottato un amore a distanza. Si tratta di un format che convintamente caldeggio. All’inizio mi sembrava che il principale punto di forza fosse prendersi l’amore e i treni e risparmiarsi le lavatrici. Senonché strada facendo ne ho apprezzato anche altro. Tipo il telefonino zitto nelle gallerie.

Giusto pochi giorni fa riflettevo sul fatto che gli amori a distanza vivono soprattutto di voce (oltre che di biglietti ferroviari o aerei). E di silenzio. Di solito il secondo ti fa desiderare la prima e il silenzio è pure condizione essenziale -ovunque- per sentire. Che nella caciara, di suoni e sentimenti, è complicato orientarsi. Allora magari abitando nel silenzio si sente pure meglio. E capirsi e sentirsi e percepirsi ed entrare in sintonia è dunque soprattutto un fatto di vibrazioni.

Dice Meripo’ ma che è tutta questa filosofia acustica?

E’ che mi chiedevo: ma per sentire è necessario anche poter ascoltare?

E me lo chiedevo perché da un po’ di tempo ho un amico del socialcoso con il quale ci scambiamo opinioni attinenti il pianeta dei cuorinfranti ma soprattutto quello musicale: lui pubblica della musica bellissima molta della quale a me sconosciuta. E quindi, dopo un po’ di tempo che ci scambiavamo opinioni scritte su questo o quel pezzo, e che lui mi spiegava che tutto sommato fra musica e persone -e fra persone e persone- è tutta questione di “vibrazioni”, gli ho scritto per ringraziarlo. Ed è stato allora che lui mi ha riscritto

-Mi fa piacere che ti piaccia la “mia” musica. Perché, non so se te l’ho mai detto, io sono sordo


E questa arriva direttamente dalla sua consolle, per tutti i supercalifragilini:

Tags: , , , , , ,

Categoria: Ascoltare, Fare |  No Comments | 

Quelli che restano

Tempo fa, mentre cercavo casa, mi capitò di andarne a vedere una molto molto bella alla Lungara a Trastevere. Sapete quelle con i soffitti in legno, senza ascensore, una cosa tra la soffitta di Mimì e un loft parigino figo. Nonostante il prezzo fosse davvero allettante non la presi. Perché affacciava su Regina Coeli. E il tizio del bar sotto mi disse “Qua se sta benissimo a parte certe volte che se sentono le grida da dentro”. Il giorno in cui andai a visitarla era anche l’orario di entrata dei parenti. E no, non feci mai un’offerta per quella casa. Alla quale ripenso, però, sempre. Nonostante

“A Via della Lungara ce sta ‘n gradino
chi nun salisce quello nun è romano
nun è romano né trasteverino”

Ma è a quella casa che ho continuato a pensare mentre leggevo il libro di Paola Musa, uscito in singolare coincidenza nei giorni del processo che ha assolto tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi. Si chiama “Quelli che restano”. E insegue i pensieri di una secondina di Rebibbia in un’unica giornata lavorativa. Che veramente si dice poliziotta penitenziaria. Ma secondina fa più male e più capire.

E’ una cosa difficile leggere il libro scritto da una persona che conosci e che stimi. E’ difficile perché mentre leggi senti la sua voce, la vedi nei personaggi, la ritrovi negli anfratti. Invece volevo dirvi che già da pagina 12 ho mollato Paola e sono rimasta per 24 ore, 126 pagine e un interminabile tempo interiore con loro, con “quelli che restano”. Ho avuto freddo, caldo, ansia, claustrofobia e paura. Poi ho chiuso il libro e sono corsa ad aprire la porta di casa. E poterla aprire e richiudermela alle spalle per uscire è stato un momento indimenticabile.

pagina 12
“Sono arrivata, senza quasi accorgermene, e come sempre, prima di entrare, sollevo lo sguardo. Oggi il cielo è di un grigio metallico. Le previsioni danno però sole a mezzogiorno. Non ci farò caso. Il cielo esterno tra un po’ lo chiudo alle mie spalle, come un sipario. Mi sovviene un pensiero, per noi che andiamo e veniamo, noi carcerieri a ore con due vite entrambe sospese. È vero. È solo un’illusione. La battuta di ieri della collega Girotti mi scorre di nuovo lungo la schiena. Alla consegna dei beni a una detenuta pronta per essere rilasciata per la terza volta, ha detto: «Lo vedi, sono loro che vanno e vengono. Noi siamo quelli che restano”.

Paola Musa
Quelli che restano
arkadia

Tags: , , , , , , ,

Categoria: Leggere |  No Comments | 

Mamma mia che impressione

Cara Meripo’, io cerco di essere superiore ma dopo un mese sto ancora schiantata. Non è successo niente di diverso da ciò che succede a tante: se n’è andato con la metà dei miei anni. Nel senso proprio con una di 25. Vorrei molto dirti-vi che me ne sto facendo una ragione e che sono una donna autonoma e che e che e che. Invece mi spiace ma hai di fronte proprio la schiappa: alcune mattine mi alzo e ancora non so come fare senza di lui. Mi fa impressione persino a scriverlo ma è così. E non so che fare.
Rossana

Cara Rossana, niente. Non devi fare proprio niente. A un certo punto arriverà il giorno in cui, praticamente a tua insaputa, tutta quest’impressione si trasformerà. Come? Già che siamo in tema di colori te lo faccio dire da Pierre-Auguste Renoir:

“Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’impressionismo“.

E chest’è, direbbe la mia amica Rossella. Aspetto il primo quadro. Intanto eccoti il mio.
Meri

Mary Poppins impressionist (foto Freaking News)

Tags: , ,

Categoria: Posta melanzana |  2 Comments » | 

Da Trieste in giù

Laura Boldrini: ora una donna al Quirinale. #datriesteingiù

(marescià si scherza eh)

Tags: , ,

Categoria: Fare, Rievoluzione, Santocielo |  No Comments | 
Copyleft SuperCaliFragili | Design by Riversman Entries RSS Comments RSS